Un buco con l’autunno intorno. Ciambella integrale con orzo e uvetta

Un buco con l’autunno intorno. Ciambella integrale con orzo e uvetta

Ci sono dei dolci che evocano immediatamente una stagione.
La ciambella all’orzo, la cui ricetta originale arriva ancora una volta dalla mitica Benedetta (quella del Fattoincasa), per noi è l’essenza dell’autunno: colori, sapori, consistenze.
Perfetta per una colazione in accompagnamento ad una tazza di caffelatte bollente, una tisana o un tè di metà pomeriggio.

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Rispetto alla ricetta originale abbiamo sostituito i semi di anice con la cannella e fatto rinvenire l’uvetta nel rhum (anziché acqua normale) per aumentarne il sapore.
Abbiamo scelto una farina integrale (voi potete anche utilizzare una normale 00, multicereale o 1) per aumentarne la ruvidezza.

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Potete inoltre sostituire l’uvetta con altra frutta essiccata (datteri, albicocche, fichi a pezzetti) oppure frutta secca come noci, noci pecan o nocciole; in quest’ultimo mettendole anche sopra in una sorta di Zelten trentino rivisitato.

ingredienti
uova 4
farina integrale 420g
zucchero di canna grezzo tipo muscovado 230g
olio di semi di girasole Piave 1938 100g
acqua bollente 100ml
orzo solubile 3 cucchiai
lievito vanigliato 1 bustina (15g)
uvetta 80g
cannella ½ cucchiaino

preparazione
Iniziare preparando l’orzo con tre cucchiai di orzo solubile e 100ml di acqua bollente, ottenendo  un orzo molto concentrato e lasciare raffreddare.

Mettere l’uvetta in ammollo in rhum riscaldato. Montare con le fruste (meglio se elettriche o in planetaria) le uova con lo zucchero di canna, l’olio di semi di girasole e l’orzo ormai freddo; aggiungere la farina poco per volta, il lievito e per ultime le uvette strizzate e la cannella.

Ungere e infarinare lo stampo a ciambella e versare l’impasto distribuito bene su tutto lo stampo, e spolverare con lo zucchero di canna su tutta la superficie. Inforniamo a 180 gradi per 40 minuti circa ed verificarne la cottura con lo stecchino che deve uscirne pulito.
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Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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