Il più grande pasticcere

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La redazione de Il Colazionista ha avuto nelle due edizioni passate un colpo di fulmine per Bake Off, quest’anno pur rimanendo un programma godibilissimo, non ci ha preso. Forse la formula è un po’ invecchiata o forse siamo semplicemente in cerca di altro. Lo abbiamo seguito per qualche puntata e brutalemente abbandonato. In tv cerco non manca l’offerta di programmi di cucina, ditelo che non ci avevate fatto proprio caso eh?! 😀

Ieri sera ho visto Il più grande pasticcere su RAI2, prima serata e rete nazionale di stato, tanta roba quindi. Il format è decisamente simil masterchef, dal bancone, alle prove di riconoscimento ingredienti al ” su le mani!”. Qui i pasticceri non sono dilettanti – come per Bake Off – ma professionisti. Tutti piuttosto giovani e già impiegati nel settore. La dinamica la immaginate, i concorrenti sono invitati a preparare dolci creativi e/o basi della pasticceria, creme e simili.

Ma com’è, com’è Il più grande pasticcere ?

Ve lo dico, ho riso tanto. Non perché ci siano cose che non vanno nel programma – però che noia food show tutti uguali – ma perché mentre si aspetta che si rapprenda la crema pasticcera, l’ironia viene a galla.

I giudici sono ovviamente pasticceri di fama e indiscutibile competenza e capacità.

il più grande pasticcere rai due

Roberto Rinadini, il fisico di Cannavacciuolo, il discutibile modo di Cracco e le mani giunte e le gambe divaricate di Lucarelli ( paura eh ? ). Leonardo Di Carlo, decisamente il più simpatico, un occhio vispo che trafigge i concorrenti ed un evidente parentela con George Calombaris ( masterchef australia ). Luigi Biasetto, un curriculum che non impensierirebbe solo Iginio Massari, e una straordinaria somiglianza nell’eterea presenza con il megadirettore galattico di fantozziana memoria.

I concorrenti sono molto giovani, la grafica che si apre a fianco dei volti durante gli interventi, se la osservate bene è ilare. PierErnesto, 26 anni, 12 anni di esperienza, MariaCaterina 39 anni, 20 anni di esperienza. Capite da soli che è ridicolo, è come se io in quinta liceo avessi detto Cristina, 19 anni latinista con 5 anni di esperienza. Evidentemente l’esperienza è conteggiata dal momento dell’iscrizione alle scuole alberghiere. Sono presenti come al solito tutti i “tipi” di concorrrenti, i fidanzati, chi cerca riscatto, il super giovane, la straniera e via discorrendo. Il programma scorre è piacevole. Il Colazionista è in preda ad una crisi iperglicemica da dolci in tv, forse ci innamoreremo perdutamente del prossimo format o solo dalla prossima puntata, perchè si sa Il Colazionista è volubile!

 

foto: ilpiugrandepasticcere.rai.it