La colazione per alzarsi dal letto

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Non so quanti di voi si rispecchieranno in quello che sto per scrivere, in effetti a volte non mi ci ritrovo nemmeno io.

La voglia di alzarsi, è per me cosa sconosciuta.

Ed è qui che entra in gioco la colazione.

Non ho figli che mi tirino giù dal letto, ho un gatto che mi dorme su un fianco e che mi dispiace spostare. Non ho lo slancio dei ginnasti che si tirano in piedi d’un sol balzo, né la voglia ottimistica di affrontare una nuova giornata perché il sole è sorto.

Io mi alzo e mi do la spinta anche sapendo che farò una buona, a volte ottima colazione.

Per questo ci penso, la sera prima, o al supermercato, o guardando ricette, o salivando sulle foto dei nostri Colazionisti. Se non ho tempo, occasione, o voglia di uscire organizzo la tavola del giorno dopo a casa: penso che mi piacerebbe mangiare salato, che vorrei una vera tostiera, che l’acquisto della centrifuga è stato un ottimo affare.

Dopodiché rotolo giù dal letto, do speranza al gatto che vuol fare colazione pure lui, e mi perdo a pensare sui tempi di cottura delle uova.

La colazione mi dà la spinta, non nel senso delle calorie- anche- ma è l’idea di iniziare la giornata con qualcosa di buono e anche di bello.

sonno in ufficio

A volte è capitato di essere troppo di fretta e mangiare una banana in auto verso il lavoro, per poi consolarmi con un caffè alle macchinette automatiche. Ma io non sono così, non riesco a fare di un piccolo piacere una cosa di fretta, e un po’ amarognola.

Perché seleziono sempre una sola pallina di zucchero al distributore e poi storco il naso dall’amarezza.

 

 

 

(Immagine: Oddity mall per chi vuol fare una sosta post prandiale prima di ricominciare a lavorare)

Colazione a Bruxelles ~ Le pain quotidien

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Premessa. Martedì mattina sono uscita presto, per andare a comprare la colazione. Mentre ero in fila alla cassa, leggevo le notizie sul cellulare. Non c’erano buone notizie, qui a Bruxelles. Avrei anche dovuto finire questo pezzo, aggiungere poetiche descrizioni dell’aroma del pane e della fragranza dei croissant appena sfornati. Visto che non ero proprio dell’umore adatto, vi lascio con qualche immagine – perché Bruxelles è soprattutto questo.

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Le pain quotidien è, senza troppi giri di parole, l’imperdibile appuntamento per le colazioni a Bruxelles. Orgoglio nazionale distribuito con metodica precisione in ogni angolo della città, perché ogni brussellese possa avere il suo pane fresco, o la sua colazione in compagnia, a non più di due passi da casa.

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Durante la settimana, sosta obbligata per l’ottimo pane e una scorta di marmellate o miele da tenere sempre a portata di cucchiaino, o per un dolce da portare per un invito a cena dell’ultimo momento, nel fine settimana Le pain quotidien si trasforma in un luogo di incontro e soprattutto di stravizi. Grandi tavolate in legno dall’aria vintage, un menu che spazia dalla colazione (pane e marmellata la fanno da padrone, ovviamente), al brunch, all’uovo alla coque, agli yogurt con macedonia di frutta fresca. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

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A colazione senza caffè

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A colazione senza caffè

Il titolo sembra un po’ “a letto senza cena”.
Beh, per me fare colazione senza caffè è un po’ come una punizione comunitaria. Fa male a me, ma conoscendomi anche agli altri!
Leggendo uno dei miei magazine preferiti mi sono imbattuta in un articolo interessante quanto provocatorio, almeno per quello che mi riguarda.

“A colazione un pieno di energia SENZA CAFFE'”. Così titolava il pezzo. Capirai, non ho esitato un istante per capire dove volesse andare a parare.

Le indicazione che riporterò sono molto giuste, soprattutto per chi non può assumere caffeina o per chi non può abusarne.

Caffettiera Key
Io che sono una coffee addicted (la foto parla chiaro!) non pensavo proprio che la parola energia si potesse abbinare a colazione, senza menzionare il caffè. Invece mi sbagliavo, si può fare.

Secondo l’esperta interpellata dal magazine, tal Carla Lertola, Specialista in Scienze dell’Alimentazione, “la sensazione di forza e voglia di fare non ci arriva dall’effetto eccitante della caffeina, ma dagli zuccheri semplici che sono una fonte di energia pronta all’uso“.
Vediamo come, con una sana ironia.

Svegliati con i mirtilli, possono rallentare addirittura la perdita di memoria.
Un parfait che ti dà la carica con lo yogurt greco, fonte di proteine e un toccasana per la flora batterica.
Hai mai pensato di fare colazione con la bruschetta? Una  bella fetta di pane integrale con pomodorini, un filo di olio extravergine e, a chi piace, un pochino di parmigiano. Il tutto abbinato a yogurt magro. Così stai apposto fino a pranzo. Magari gli affettati sono un po’ più comuni, tra i pasti mattutini.

Salata
Adesso vanno un sacco di moda, gli smoothie (un frullato cremoso). L‘ingrediente chiave per la prima colazione è l’alga spirulina: è ricca di clorofilla che purifica il sangue e il fegato dalle tossine. In questo modo, mandi via la stanchezza per dare spazio alla vitalità!

Provate questa colazione coffee free e fateci sapere!
Ps. Il mio compagno ci sta provando da qualche giorno, dice che funziona! Mah..

Colazione a Bruxelles ~ Workshop Café

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Ogni volta che parlo di Bruxelles con qualcuno che non ci vive mi rendo conto che l’immagine che questa città dà all’esterno è abbastanza triste: grigia, piena di burocrati in giacca e cravatta, fredda. Chi ci vive, invece, è abbastanza concorde nel definirla una città vivibile, a misura di famiglia e con un sacco di locali di tutti i tipi: “Scegli un tipo di cucina, qualunque, da qualunque parte del mondo, e in mezz’ora ti ci porto“, mi hanno detto una volta. E in effetti non avevano tutti i torti: da qui, prima o poi, passa tutto il mondo. E il mondo, si sa, mangia.

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Ci sono, a onor del vero, anche i burocrati in giacca e cravatta, che però sono soprattutto concentrati nel cosiddetto “quartiere europeo”. Tutto intorno, ed è quello il vero mondo parallelo di Bruxelles, ci sono i giovani free-lance, i giornalisti, i lobbysti, gli studenti fuori sede, gli erasmus, gli stagisti. Tutti giovani, più o meno belli, tendenzialmente benestanti, agguerriti e sempre in movimento.

E la città si è attrezzata: caffè moderni, luminosi, con grandi tavoli per riunioni improvvisate e wi-fi. E’ un po’ come avere un ufficio sotto casa: entri, ordini un caffè, controlli la posta, scrivi, pubblichi, telefoni, incontri, parli. Workshop Café è esattamente questo.

E tutto sommato anche un buon posto dove fare colazione, anche senza computer e cellulare al seguito.

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L’Arte nella Colazione e viceversa

foto caffè dal web

Fare colazione la mattina è un’arte. Nei secoli l’Arte della Colazione è stata spesso raccontata attraverso l’estro degli artisti più noti.
Già da tempi non sospetti il primo pasto della giornata era fonte di curiosità, da rendere su tela
Tanti sono infatti gli artisti che hanno ritratto la colazione.

Ne ricordiamo due, simboli di questo pasto che amiamo tanto.

Manet

Colazione sull’erba – Manet

Manet con “Le déjeuner sur l’herbe” – Colazione sull’erba. Un dipinto ad olio su tela realizzato tra il 1862 e il 1863. Un lavoro che suscitò parecchio sdegno all’epoca. Numerosi critici lo consideravano piuttosto volgare, trattandosi di donne nude liberamente in compagnia di giovani borghesi. Non solo il contenuto diede scandalo ma anche lo stile di Manet impiegato in questa opera non era visto di buon occhio dai critici d’arte di allora: troppo moderno sia dal punto di vista cromatico che compositivo.
(fonte wikipedia)
Il quadro raffigura una colazione in un bosco, nei pressi di Argenteuil, dove scorre la Senna. In primo piano vi è una donna nuda che guarda verso lo spettatore. La modella è Victorine Meurent, che posò anche per la figura di donna sullo sfondo, la quale è intenta a bagnarsi nel fiume. I due giovani in primo piano, vestiti elegantemente, sono Eugene Manet e lo scultore olandese Ferdinand Leenhoff. Nell’angolo in basso a sinistra vi è la colazione da cui l’opera prende il titolo.

Come non citare uno dei più grandi dipinti dell’Impressionismo: La Colazione dei Canottieri – Le déjeuner des canotiers di Renoir. Considerato il capolavoro per eccellenza dell’artista francese, dall’animo sempre ben disposto, amante indiscusso della joie de vivre. Anche in questo lavoro, infatti, emerge la vitalità e la voglia di testimoniare il divertimento dei giovani borghesi, atmosfera tipica delle grandi città.

Colazione Canottieri

La colazione dei canottieri – Renoir

(fonte www.letteraturaalfemminile.it)
Renoir inizia a lavorare sul dipinto nell’estate del 1881. Un amico, il barone Barbier, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta  tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle.
Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che affacciava sul fiume.
La composizione è nettamente delimitata ai due lati.  La scena, però, è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna.
Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise, e sua figlia, la bella Alphonsine; l’uomo col cappello a cilindro è il barone Barbier,
Intorno alla tavola ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte, artista di talento e fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie, e alle loro spalle c’è il giornalista Maggiolo. Sulla sinistra c’è una giovane donna in posa molto naturale  (che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot, futura 
 moglie di Renoir.

 

A proposito di arte, concludiamo questo post citando un altro grande artista, Pablo Picasso che disse:  “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”
Impreziosiamo la nostra quotidianità con la bellezza di queste opere, appena apriamo gli occhi, in procinto di consumare il nostro pasto preferito.