Colazione da OPES – sapore con sapere

OPES Alba

Quando apre un nuovo locale nei paraggi e scopro che, tra le altre cose, contempla la colazione mi assale una specie di ansia: devo provarlo! Così, non appena ho sentito parlare di questo “OPES sapore con sapere” ho cercato un’ottima scusa per guidare fino Alba un lunedì mattina (che è sempre un giorno da riabilitare).

Opes Alba

Un posticino luminoso, pulito, contemporaneo e comodo. Ai piedi di un moderno complesso, leggi anche palazzo “nuovo di pacca”, ti accoglie con le sue ampie vetrine e la grande lavagna dietro al bancone.

Scopro subito che hanno un’attenzione particolare per quelli come me, quel genere di persone pur non avendo voglia di esternare troppo le proprie scelte alimentari e nemmeno fare “proselitismo”, ama le cose salutari e genuine e fa volentieri a meno dei cibi di origine animale. Da nessuna parte ci sono etichette o definizioni ma semplicemente gli ingredienti sono ben esplicitati e uno può stare tranquillo.

Opes AlbaQui preparano colazione, pranzo, merenda e aperitivo e tutto ha l’aria davvero interessante. La colazione può essere dolce o salata. Brioches, torta o bagel?

 

opes Alba

Noi, che siamo in due, scegliamo la brioche integrale con marmellata di frutti di bosco, un cappuccino con latte di avena e un latte di mandorla. Al bancone si ordina, si attende il proprio grazioso vassoio e lo si porta al proprio tavolo. Mi piace che ci siano tavoli piccoli, diciamo da due, un grande tavolo comune in mezzo alla sala, sgabelli e mensole che seguono il perimetro della vetrina e anche un bel divano e una poltroncina, un po’ più in là.

Opes Alba

Torniamo al nostro vassoio della colazione: la brioche è leggera, saporita ed è farcita dopo la cottura, con marmellata “vera”. Il latte di mandorle ha un gusto molto naturale, non ha nulla a che vedere con quella bevanda tremendamente dolce che troviamo abitualmente.

Il mio cappuccino è soffice come una nuvola.

Sul tavolo non troviamo lo zucchero ma dolcificanti naturali: xilitolo di mais e sciroppo d’agave. Avremmo potuto optare anche per estratti di frutta e verdura, te cinesi, te giapponesi tra cui il te matcha e tisane. 

Anche i bagel – devo dire – avevano un aspetto molto invitante: la prossima volta ci provo, prometto, ad avventurarmi nella colazione salata.

 

OPES sapore con sapere

via Santa Barbara, 1 Alba (CN)

Ambiente: ben curato, luminoso e contemporaneo

Servizio: ci si serve da soli ai tavoli ma al bancone sono cortesi e gentili

Prezzo: due brioches, un cappucino di avena e un latte di mandorla 5,40 euro

Opes Alba

La storia dell’arte in un caffè. E tu quale scegli?

dejeuner sur l'herbe colazione sull'erba

Ci piace frequentare bar e caffè, sederci al tavolino, ordinare qualcosa, guardarci intorno. Ci piace respirare l’atmosfera di un luogo attraverso i locali, scrutarne il passaggio da dietro una vetrina che il più delle volte, si affaccia su una strada trafficata o su una piazza del centro.

Stare seduti al caffè a studiare il mondo, per far trascorrere il tempo oppure per immergersi nella realtà brulicante di vita è un’abitudine vecchia come il Mondo che esiste da sempre. Spesso da un caffè è nato un nuovo movimento culturale o è germinata l’idea di fare la rivoluzione.

Il caffè greco Guttuso

Il Caffè Greco di Renato Guttuso

L’arte non è rimasta indifferente al fascino di questi luoghi e questo articolo/sondaggio lanciato dal sito “Artslife” non poteva che entusiasmarci. Abbiamo quindi deciso di partecipare anche noi!

Qual è il tuo caffè preferito tra quelli ritratti dai più celebri artisti di sempre?

Ne vengono proposti 12 differenti e vi invitiamo a partecipare esprimendo il vostro voto sul sito (provate a indovinare quale è in testa per ora….).

Conversazione al caffè Boldini (1)

Conversazione al caffè di Giovanni Boldini

Noi ne abbiamo scelti quattro, adatti anche – perché no? – per la colazione.

1 – Il Caffè Greco di Renato Guttuso. Un caffè storico di quelli che noi amiamo tanto. Esiste dal 1700 e si trova a Roma, in via Condotti. Potete andarci quando volete e farci sapere com’è. Non lo abbiamo ancora provato!

2 – Conversazione al caffè di Giovanni Boldini. Un tipico caffè parigino, due donne (entrambe pare fossero le amanti dell’artista) che chiacchierano guardando il passaggio. Chiacchiere e caffè: ci piace.

3 – Terrazza del caffè, Vincent Van Gogh. L’atmosfera di questo dehor sotto le stelle non può che rapire e affascinare. Le luci e i tavolini sul vicolo sono incantevoli e proviamo a immaginare come dev’essere al mattino, quando si preparano le colazioni.

La terrazza del caffè Van Gogh

La terrazza del caffè di Vincent Van Gogh

4 – Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir. Non potevamo escluderlo perché a chi non è mai venuta voglia di immergersi nella luminosa confusione di questo ballo, sedersi a un tavolino e ordinare un caffè occhieggiando qua e là e trascorrendo una mattinata facendo un bagno di scintillante ed effimera leggerezza? Poi basta però, che a noi tutti quei pizzi e cappellini sembrano un pochino scomodi…

bal au moulin de la gallette (1)

Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir

 

E voi? Quale caffè scegliereste? Siamo curiosi!

Ah, non potevamo non rendere omaggio all’opera che ha ispirato il nome della nostra rubrica…

Le déjeuner sur l’herbe” di Edouard Manet! Una colazione un po’ singolare vero?

Colazione a Terni da Carletti, che cornetto!

Colazione umbra a Terni da Carletti

Che colazione a Terni alla pasticceria Carletti!

Il locale è molto grande, con un’ampia sala, e una divisione netta tra banco di paste e pasticcini e bancone (lunghissimo) del bar.

Lo scontrino si fa alla cassa e là si sceglie il cornetto, poi si passa al bancone del bar per le bevande.

La divisione, immagino logistica per questioni di affluenza, permette di scegliere con calma e farsi consigliare la pasta da colazione. Io ho chiesto proprio consiglio, e ho optato per il caldeggiato cornetto al tiramisu.

Momento di panico (mio), avrò fatto bene?

carletti

Ne avrei mangiati altri 5.

Ho fatto bene, la pasta del cornetto è morbidissima, il ripieno riesce a essere delicato, cremoso, dolce ma non stucchevole.

Io mi sono innamorata.

Il cappuccino è nella media, il quid che mi farebbe prendere il treno e tornare a fare colazione qui è proprio la pasticceria.

Ampia scelta, cornetti con diverse farciture, tutti (declama il cartello) realizzati con burro fresco.

Data la morbidezza e la setosità dell’impasto ci credo.

Untitled design (3)

Un posto da segnare in agenda se si passa da questa cittadina, e si vuole andare a colpo sicuro.

Parcheggio con strisce blu in zona, fuori dal centro pedonale.

 

Pasticceria Carletti

Via Lungonera Savoia, 34/36,

Terni

 

Ambiente: molto grande, con ampia sala e torte in esposizione

Servizio: adeguato al grande afflusso di persone

Prezzi:caffè 1,00 € al banco, pasta rosa di mele 1,50€

Comunicare a colazione, due casi di successo

Domitilla ferrari

Chi come me ama fare colazione e lavora sul web non poteva rimanere indifferente a due felici intuizioni, nate da due menti diverse impegnate in settori completamente lontani l’uno dall’altro, ma con lo stesso comun denominatore: comunicare a colazione.
Nella culla del Rinascimento, la bella Firenze,  nasce  il “Sac-Cafè” mentre nella patria dell’Expo 2015, Milano City, parliamo di “Colazione +1”.

Andiamo per gradi. Conosciamo meglio queste due brillanti iniziative incontrando direttamente le rispettive ideatrici.

I Sac-Cafè  sono degli incontri pubblici che Stefania Saccardi, Vice Presidente uscente della Regione Toscana, in questo periodo in campagna elettorale, si è inventata per parlare con i suoi concittadini. A noi del blog “Il Colazionista”, così come a me de “L’angolo di Key”, non interessa parlare di schieramenti politici, il sacro rito della colazione non ha distinzioni sociali, politiche, religiose. Sono i gusti personali e le tradizioni a dettar legge al profumo di caffè. Quello che ci colpisce dell’iniziativa fiorentina  è proprio la scelta della prima colazione come momento ideale per confrontare idee, pensieri, parole, opere ed omissioni.

Stefania Saccardi per Il Colazionista
Stefania Saccardi: “Abbiamo pensato di fare qualcosa di diverso e di originale, una alternativa alle solite cene o aperitivi elettorali. Uno dei momenti nei quali la gente si incontra, da’ un’occhiata ai giornali, fa i primi commenti, le prime chiacchiere riguardo alle notizie del giorno è proprio al bar la mattina davanti al caffè. Abbiamo pensato che potesse essere carino incontrare la città nel luogo in cui la gente si saluta e va incondizionatamente, prende il caffè per poi dare il giusto abbrivio alla giornata.”
Il Bar è la nuova piazza, il nuovo agorà?
Stefania Saccardi
: “Forse si. Personalmente, ho avuto sempre l’abitudine di fare colazione al bar con i miei collaboratori. Prima di entrare nel caos dell’ufficio ci dedicavamo quel momento, utile anche per impostare la giornata.”

Qual è la sua colazione tipo?
Stefania Saccardi: “Di solito prendo il caffè con un po’ di latte freddo e una brioche mignon.
Nei Sac-Cafè invece, il bar che ci ospita allestisce un piccolo buffet con un po’di brioches e paste varie e i partecipanti ordinano caffè, cappuccino, latte.”

L’idea di incontrasi al bar per fare colazione insieme e chiacchierare sui problemi della città, a quanto pare, piace.
Stefania Saccardi: “Ci reclamano. Il vero successo dell’iniziativa sta proprio nella “colazione”, è sicuramente meno impegnativa della cena o dell’aperitivo, cioè non c’è da starci tre ore. La colazione è un gesto quotidiano, una cosa che tutti fanno la mattina e dura poco. E’ molto easy. Si fan due chiacchiere costruttive e oneste, e poi si inizia la giornata.”

Questo è ciò che accade a Firenze.
E a Milano?

Chi frequenta il mondo online conosce bene questo nome: Domitilla Ferrari. Digital Marketer di un grande gruppo editoriale, autrice di due libri di successo come “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)“ che mi ha letteralmente illuminata, e “Se scrivi, fatti leggere. L’importanza della riconoscibilità in Rete”, editi da Sperling & Kupfer.

Domitilla-Ferrari-

L’idea di Domitilla si chiama Colazione +1: ci si sveglia presto per fare networking, creare rete fra persone per condividere idee e progetti.
Domitilla, come funziona la Colazione +1? Come e dove si svolge l’incontro? E perché hai scelto proprio la colazione?
Domitilla Ferrari
: “Ogni mese faccio partire dieci inviti per colazione e a ognuno chiedo di portare un +1. Un ospite interessato al tema centrale e interessante, anche. L’appuntamento è al Nhow di Milano, il design hotel in via Tortona dove, a ogni incontro, a rompere il ghiaccio c’è un ospite, diverso ogni volta, che introduce un tema. Fin qui abbiamo parlato di Empowerment Digitale con Silvia Zanella di Adecco e di Time Management con Simone Spetia di Radio24.
Il prossimo ospite sarà Tito Faraci, scrittore e sceneggiatore, che parlerà del Making Stories: come si disegna la mappa di una storia. Lo scopo è imparare qualcosa, nel tempo di un caffè.”

Chi è invitato? Come selezioni le persone con cui condividere il progetto mattina dopo mattina?
Domitilla Ferrari
: “Ispirata dalle colazioni al Walbrook Club di Mrs Moneypenny, ho fatto una lista di persone che avevo voglia di vedere più spesso e altre che volevo conoscere meglio.”

La colazione può essere considerata come un social network?
Domitilla Ferrari: “Internet, dove ogni giorno incontriamo persone nuove e interagiamo con chi conosciamo già, è un luogo.
Serve un po’ di tempo per fare amicizia, scoprire interessi e persone nuove. A colazione, come online.”

Cosa mangi di solito a colazione?
Domitilla Ferrari: “Durante la Colazione +1 caffè e cornetto. Lo sponsor di questi primi appuntamenti è Tre Marie e ogni volta provo una novità. A casa, invece, inizio sempre con lo yogurt e, nel weekend quando c’è più tempo, anche baked beans e formaggio.
Mi piace avere il tempo per stare a tavola, a chiacchierare, leggere, farmi venire un sacco di idee. Da condividere.”

 

Domitilla Ferrari colazione +1

 

Che dire? Ci si vede al bar!!!

Di come ho rifiutato un caffè e mi sono sentita odiata per questo

Di come ho rifiutato un caffè e mi sono

Non sono una persona timida, nemmeno eccessivamente espansiva, un po’ una via di mezzo. Ma elargisco sorrisi con chi è gentile gratis e lo faccio anche con chi non lo è (al lavoro).

Per i miei percorsi di vita ho avuto a che fare con centinaia e centinaia di persone, quasi sempre di cattivo umore, quasi sempre con una voglia irrefrenabile di protestare. La mia risposta è sempre conciliante, sorridente, empatica.

Sono così, se per caso urto qualcuno chiedo scusa e se mi domandi di passare avanti in coda perché hai solo una bottiglia di Pepsi ti invito ad andare. Riassumendo: sono gentile, o forse solo educata.

Quando mi scontro con la maleducazione ci rimango male.

coffee smile

Mi è capitato sabato scorso, di andare a fare colazione in un bar dove mai avevo messo piede, complice un’offerta speciale di una bicicletta nell’adiacente centro commerciale Carrefour.

Tralascio tutto quello che potrei scrivere sulle brioches, tranne che l’ho chiesta alla marmellata ed era alla crema, ma si sa sono un po’ la stessa cosa. Passo subito al dunque: la tazzina era sporca. Di caffè, fuoriuscito copiosamente dalla tazza.

Mi viene servito comunque e io chiedo di averne un altro. No, non sono una rompiscatole, se l’ho fatto era proprio perché era davvero troppo.

Mi viene chiesto perché.

Sono costretta a spiegare il perché.

Mi viene risposto che è sporco, ma di caffè fuoriuscito eh, mica da prima.

Respiro, e chiedo con cortesia di avere un nuovo caffè.

Lo sguardo stizzito, l’atteggiamento, e il modo di fare per avere un caffè non riesco a descriverlo, davvero.

Mi sono chiesta cosa avrebbe fatto una persona meno gentile di me, meno accomondante, meno sorridente. Poiché ho sorriso, sappiate, anche quando venivo guardata in modo terribile come se avessi emesso una sentenza di morte.

tazza caffè

Tralasciando la mancanza di professionalità, la non fidelizzazione, e così via… mi chiedo perché io mi sia sentita così male nell’essere trattata male.

Fino a qualche anno fa non avevo mai rimandato indietro nulla, neanche carne poco cotta al ristorante o prosciutto dell’altro secolo.

Ora mi sento presa in giro se accade e cerco di “sforzarmi” e chiedere quello che prevedevo arrivasse.

Non è essere snob, nè rompiballe; fate mente locale, se qualcosa nel vostro lavoro non va bene, ve ne siete fregati, avete fatto finta di nulla e avete consegnato 5 casse di arance a chi ne ha ordinate 4, ma di pompelmi..cosa accade?

Vi esorto a diventare esigenti, così mi sentirò meno sola io.