L’Arte nella Colazione e viceversa

foto caffè dal web

Fare colazione la mattina è un’arte. Nei secoli l’Arte della Colazione è stata spesso raccontata attraverso l’estro degli artisti più noti.
Già da tempi non sospetti il primo pasto della giornata era fonte di curiosità, da rendere su tela
Tanti sono infatti gli artisti che hanno ritratto la colazione.

Ne ricordiamo due, simboli di questo pasto che amiamo tanto.

Manet

Colazione sull’erba – Manet

Manet con “Le déjeuner sur l’herbe” – Colazione sull’erba. Un dipinto ad olio su tela realizzato tra il 1862 e il 1863. Un lavoro che suscitò parecchio sdegno all’epoca. Numerosi critici lo consideravano piuttosto volgare, trattandosi di donne nude liberamente in compagnia di giovani borghesi. Non solo il contenuto diede scandalo ma anche lo stile di Manet impiegato in questa opera non era visto di buon occhio dai critici d’arte di allora: troppo moderno sia dal punto di vista cromatico che compositivo.
(fonte wikipedia)
Il quadro raffigura una colazione in un bosco, nei pressi di Argenteuil, dove scorre la Senna. In primo piano vi è una donna nuda che guarda verso lo spettatore. La modella è Victorine Meurent, che posò anche per la figura di donna sullo sfondo, la quale è intenta a bagnarsi nel fiume. I due giovani in primo piano, vestiti elegantemente, sono Eugene Manet e lo scultore olandese Ferdinand Leenhoff. Nell’angolo in basso a sinistra vi è la colazione da cui l’opera prende il titolo.

Come non citare uno dei più grandi dipinti dell’Impressionismo: La Colazione dei Canottieri – Le déjeuner des canotiers di Renoir. Considerato il capolavoro per eccellenza dell’artista francese, dall’animo sempre ben disposto, amante indiscusso della joie de vivre. Anche in questo lavoro, infatti, emerge la vitalità e la voglia di testimoniare il divertimento dei giovani borghesi, atmosfera tipica delle grandi città.

Colazione Canottieri

La colazione dei canottieri – Renoir

(fonte www.letteraturaalfemminile.it)
Renoir inizia a lavorare sul dipinto nell’estate del 1881. Un amico, il barone Barbier, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta  tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle.
Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che affacciava sul fiume.
La composizione è nettamente delimitata ai due lati.  La scena, però, è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna.
Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise, e sua figlia, la bella Alphonsine; l’uomo col cappello a cilindro è il barone Barbier,
Intorno alla tavola ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte, artista di talento e fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie, e alle loro spalle c’è il giornalista Maggiolo. Sulla sinistra c’è una giovane donna in posa molto naturale  (che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot, futura 
 moglie di Renoir.

 

A proposito di arte, concludiamo questo post citando un altro grande artista, Pablo Picasso che disse:  “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”
Impreziosiamo la nostra quotidianità con la bellezza di queste opere, appena apriamo gli occhi, in procinto di consumare il nostro pasto preferito.

 

La vera tazzina di caffé

Una speciale tazzina

Nel suo post Una tazzina di caffè: che c’è di strano?”, Sara ci aveva presentato lo speciale ed interessante progetto di un designer tedesco. Usando una speciate miscela del tutto naturale è mai usata prima è infatti riuscito creare tazzine e piattini da caffè.

Si tratta della fusione di fondi di caffè, quello cioè macinato che rimane nelle macchine dopo la preparazione, con colle naturali e particelle di legno.

Il tutto a creare un agglomerato malleabile che , dopo essere passato da uno speciale macchinario, prende la forma di tazzine e piattini unici nel loro genere.

Come vengono definite nel loro sito kaffeeform.com si tratta di “una formula unica creata per trasformare caffè vecchio in un nuovo progetto”.

Incuriositi ed affascinati da questi set io e mio marito abbiamo deciso di farci un regalo. Si è trattato veramente di un regalo perché il loro costo non è esattamente una spesa da fare tutti i giorni.

Il tutto è arrivato in una leggerissima e piccolissima scatola nel quale entrambe i set erano avvolti in una semplice busta di carta. Nella scatola non c’era nemmeno il classico pluriball a proteggere il contenuto. Abbiamo capito dopo il perché!

Appena abbiamo aperto le due buste di carta siamo stati inebriati dal profumo di caffè. Avevamo il dubbio che profumassero e averne la conferma è stata davvero una piacevole sorpresa. Un po’ come quando apri una nuova confezione di caffè e l’aroma ti travolge. Non certo con la stessa intensità ma il piacere provato è stato lo stesso, direi.

Innanzitutto sia le tazze che i piattini sono estremamente leggeri. Ricordano un po’ i set di plastica colorata con i quali giocavo da bambina.

Al tatto sono ruvidi, rugosi e si percepisce immediatamente che del composto fa parte il caffè macinato.

L’ampiezza delle tazze è sicuramente molto di più delle classiche in ceramica , oltre ad essere un po’ tozze! Sono perfette per un caffè doppio o un bel macchiato.

Ogni pezzo è unico, in comune hanno il colore marrone con le sue tonalità ma con qualche sfumatura diversa.

Strutturalmente si presentano robuste e resistenti. Se cadono non si rompono. Ecco perché erano semplicemente contenute in una busta di carta senza alcun tipo di protezione più forte. Si lavano tranquillamente in lavastoviglie.

Le tazzine e la loro ampiezza

Quello che ha più amo di queste tazze è sicuramente il loro odore. È veramente una cosa eccezionale perché da l’idea che esalti, ma senza disturbare, il gusto del caffè quando lo bevi. O meglio rende quel momento più profumato e aromatizzato.

Forse è una mia impressione ma sembra che con l’uso continuo di queste tazze il loro delicato profumo tenda a non affievolirsi ma ad accentuarsi discretamente sempre più.

Concluderei dicendo che la nostra review è indubbiamente positiva.

Si tratta di un’intrigante esperienza da fare quotidianamente e magari accompagnandola con  qualche buon biscotto.

due tazzine dell'artista kafferform

Come ho già detto hanno un costo un pochino esoso ma magari possono essere un bel regalo per il prossimo Natale.

la tazzina koffeeform

 

Ho recentemente dato un’occhiata al sito e una seconda mandata di set è appena uscita “calda, calda”dalla produzione. La trovate online su kaffeform.com.

Moda a colazione, il gusto delle news

moda a colazione

Particolarmente curioso e interessante l’incontro che facciamo in questo post, con una collega giornalista amante del nostro momento quotidiano preferito: la colazione.

Margherita è l’editor del blog “Moda a Colazione”

Modaacolazione

“Moda a Colazione”,  un contenitore online di notizie per sorseggiare insieme, ogni, giorno, un po’ di stile.

Come nasce l’idea di questo blog-magazine?
Chiamiamo l’Italia Bel Paese per la storia, la cultura, il cibo, il paesaggio, il clima mite. Ogni volta che penso a quanto lavoro potrebbe esserci se puntassimo sul turismo in modo intelligente, se conservassimo e promuovessimo al meglio le nostre infinite risorse artistiche, che si tratti di arte in senso stretto, di moda o di design… beh non posso che arrabbiarmi. Così ho deciso di aprire un mio magazine, moda a colazione, perché l’arte sia alla portata di tutti. Fin da piccola volevo fare la giornalista per questo motivo: per scoprire, conoscere, analizzare e poi diffondere. Diffondere il bello dell’arte, della moda, del design e del lifestyle italiano. E’ questo che sto cercando di fare, anche con l’aiuto di mio babbo pittore che mi realizza degli acquerelli per gli shooting fotografici dei prodotti beauty.

Perché proprio a colazione?
Tutto nasce dal logo, la Venere a Colazione, disegnato sempre da mio babbo Alessandro: la Venere rappresenta l’amore per l’arte; il velo la passione per la moda e la bellezza; la tazzina il piacere della cucina, dell’home décor e del viaggiare. Insomma, questo è il mondo di “Moda a Colazione”, un un blog-magazine che cerca di fondere fatti e opinioni, da “sfogliare” al mattino mentre si legge il quotidiano e si sorseggia il primo caffè.

Hai da poco festeggiato il successo di una mostra dedicata proprio al tuo blog: MODA A COLAZIONE. WATERCOLOR. Come è andata?
Sono venute quasi 200 persone tra amici, giornalisti e pr a vedere l’esposizione di acquerelli che fotografo per modaacolazione.com e che potete vedere nella sezione “watercolor”. E’ stato davvero emozionante perché ho avuto la prova che il mio è un prodotto di qualità e che piace, anche se non dovrei essere io a dirlo. Sto pensando di trasformarlo in una mostra-evento annuale…

Cosa fai nella vita?
Sono beauty, fashion e travel editor per il quotidiano Il Giornale e dedico il tempo restante al mio blog-magazine che, da poco, vede la partecipazione di altri 4 collaboratori. Stiamo facendo molti progetti con aziende nazionali e internazionali.

modaacolazione1

Nel blog ti occupi un po’ di tutto, non solo di moda ma anche di bellezza, di lifestyle, di arte e di design. Cosa ci puoi raccontare di più?
Sì, per questo l’ho voluto trasformare in un magazine. Sono una giornalista e ci tengo molto a realizzare un prodotto completo e che dia notizie utili. Così accanto alle tendenze della moda e della bellezza, parliamo anche di viaggi, arredamento, arte, sport e del mondo dei bambini in “kidzone”. Da settembre su “people” racconteremo le storie di grandi personaggi che hanno avuto un ruolo fondamentale nella società: da Dainese a Brugola, da Faber Castell a Ferrero.

Qual è la tua colazione ideale?
Caffè, yogurt alla vaniglia e riso soffiato, una fetta di torta.. se possibile Margherita 🙂

Cosa farai da grande, Margherita?
Spero di costruirmi una bella famiglia continuando a fare questo lavoro incredibile, che mi permette di viaggiare in tutto il mondo.

 

foto: modaacolazione.com

La storia dell’arte in un caffè. E tu quale scegli?

dejeuner sur l'herbe colazione sull'erba

Ci piace frequentare bar e caffè, sederci al tavolino, ordinare qualcosa, guardarci intorno. Ci piace respirare l’atmosfera di un luogo attraverso i locali, scrutarne il passaggio da dietro una vetrina che il più delle volte, si affaccia su una strada trafficata o su una piazza del centro.

Stare seduti al caffè a studiare il mondo, per far trascorrere il tempo oppure per immergersi nella realtà brulicante di vita è un’abitudine vecchia come il Mondo che esiste da sempre. Spesso da un caffè è nato un nuovo movimento culturale o è germinata l’idea di fare la rivoluzione.

Il caffè greco Guttuso

Il Caffè Greco di Renato Guttuso

L’arte non è rimasta indifferente al fascino di questi luoghi e questo articolo/sondaggio lanciato dal sito “Artslife” non poteva che entusiasmarci. Abbiamo quindi deciso di partecipare anche noi!

Qual è il tuo caffè preferito tra quelli ritratti dai più celebri artisti di sempre?

Ne vengono proposti 12 differenti e vi invitiamo a partecipare esprimendo il vostro voto sul sito (provate a indovinare quale è in testa per ora….).

Conversazione al caffè Boldini (1)

Conversazione al caffè di Giovanni Boldini

Noi ne abbiamo scelti quattro, adatti anche – perché no? – per la colazione.

1 – Il Caffè Greco di Renato Guttuso. Un caffè storico di quelli che noi amiamo tanto. Esiste dal 1700 e si trova a Roma, in via Condotti. Potete andarci quando volete e farci sapere com’è. Non lo abbiamo ancora provato!

2 – Conversazione al caffè di Giovanni Boldini. Un tipico caffè parigino, due donne (entrambe pare fossero le amanti dell’artista) che chiacchierano guardando il passaggio. Chiacchiere e caffè: ci piace.

3 – Terrazza del caffè, Vincent Van Gogh. L’atmosfera di questo dehor sotto le stelle non può che rapire e affascinare. Le luci e i tavolini sul vicolo sono incantevoli e proviamo a immaginare come dev’essere al mattino, quando si preparano le colazioni.

La terrazza del caffè Van Gogh

La terrazza del caffè di Vincent Van Gogh

4 – Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir. Non potevamo escluderlo perché a chi non è mai venuta voglia di immergersi nella luminosa confusione di questo ballo, sedersi a un tavolino e ordinare un caffè occhieggiando qua e là e trascorrendo una mattinata facendo un bagno di scintillante ed effimera leggerezza? Poi basta però, che a noi tutti quei pizzi e cappellini sembrano un pochino scomodi…

bal au moulin de la gallette (1)

Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir

 

E voi? Quale caffè scegliereste? Siamo curiosi!

Ah, non potevamo non rendere omaggio all’opera che ha ispirato il nome della nostra rubrica…

Le déjeuner sur l’herbe” di Edouard Manet! Una colazione un po’ singolare vero?

Una colazione speciale con le tazze d’artista firmate MaMETe

MaMETe tazze ceramica

Cosa succede se una ceramista e una pittrice si incontrano si piacciono? Che nascono cose bellissime! Se poi nell’aria si respira il profumo della colazione….noi arriviamo subito! Perché abbiamo fiuto per le cose belle (e buone). Sappiate che qui si parla (anche) di tazze per la colazione!

MaMETe tazze

Cominciamo dall’inizio: chi sono le due artiste?

Elena Mirandola, classe 1981, lavora e vive ad Ivrea e si diletta nel campo artistico sin da bambina. Le sue sono opere colorate, fresche e allegre. Ha studiato presso l’Istituto Europeo di Design di Torino diventando illustratrice professionista. Si cimenta in svariati campi: pittura, illustrazione, grafica, musica.

Chiara Bossi è un’artista che ha appreso direttamente in laboratorio, come un tempo, tutte le tecniche di lavorazione artigianale dell’argilla tra le quali ha curato maggiormente la tornitura sia della creta che dei gres. Il suo laboratorio “Maniterra” si trova a Montalto Dora (Torino) dove tutt’ora vive e lavora.

MaMETe tazze

MaMETe è ciò che di bello è venuto fuori dalla loro collaborazione: una collezione unica in cui si fondono le capacità singolari del paziente lavoro artigianale di Maniterra con l’originalità e la freschezza dei decori di Elena Mirandola.

MaMETe tazze

Sabato 16 maggio inaugureranno la loro mostra “Pancia & Colore” allo Spazio Pitetti – Arteinfuga
(Via Elio Guarnotta 20, Ivrea) e noi in anteprima vi mostriamo le loro stupende creazioni.

Non sono splendide? Non vi viene voglia di averle tutte? Per una super colazione da re!

MaMETe tazze

 

MaMETe tazze ceramica