Rose (al quadrato) a colazione. La torta di rose 2.0: multicereale e con sciroppo di rose

Rose (al quadrato) a colazione. La torta di rose 2.0: multicereale e con sciroppo di rose

Tutti quelli che hanno il Bimby o hanno parenti o amici che ne possiedono uno, sanno che è un gran classico.
E uno dei motivi per cui, preparata dalla dimostratrice durante le presentazioni a casa, ti viene voglia di acquistarlo.

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Il nome tecnico è brioche chinois, con un’origine (del nome) un po’ bizzarra e leggendaria.
La patria del dolce è tedesca, tale Schneckenkuchen, che significa “torta di chiocciole”, e la storia racconta infatti che uno dei suoi primi importatori in Francia non sapeva una parola di tedesco e quando si faceva consegnare i dolci, il fornitore glieli presentava sotto il nome di Schneckenkuchen. Essendo il nome difficile da pronunciare, l’importatore rispose: “In ogni modo, per me è cinese” ossia chinois, e da qui, soprattutto nella pasticceria francese, brioche chinois con le tutte le varie farciture, tra cui le più comuni con burro montato (con lo zucchero) oppure crema pasticcera (con uvetta o gocce di cioccolato).

Quando ho trovato una simil torte di/con le rose sulla copertina de La Cucina Italiana di aprile scorso, mi è sembrata subito perfetta per le colazioni di primavera o, ancora meglio, per un brunch pic-nic da sbocconcellare spaparanzati su un prato.

Rispetto alla ricetta originale, ho però sostituito la farina di farro con una multicereale e ho spennellato la torta, prima di farla cuocere, invece che con l’uovo, con uno sciroppo di rose; io ne ho usato uno proveniente da una delle botteghe storiche di Genova (Antica Confetteria Pietro Romanengo); voi potete usare quelli in commercio, meglio se dei vari produttori del Presidio Slow food o farvelo voi.

Rispetto alle solite ‘chiocciole’ o spirali della tradizionale torta di rose, qui i fiori sono modellati uno per uno, ricreando l’idea del bocciolo di rosa; vi consiglio quindi di seguire nel dettaglio la spiegazione di esecuzione della ricetta; perché è un dato di fatto: se è bella, la si mangia ancora più volentieri.

ingredienti
farina multicereale (o farina 0) 300 g
burro morbido 150 g
zucchero semolato 80 g
granella di zucchero 40 g
lievito di birra fresco 10 g
uova 3
un baccello di vaniglia 1
sciroppo di rose un bicchierino
sale un pizzico

preparazione
Mescolare in una grande ciotola, o nell’impastatrice, la farina, lo zucchero e il pizzico di sale; poi unirvi il lievito di birra sbriciolato, i semi raschiati dal baccello di vaniglia, 3 uova e il burro, un poco alla volta, proseguendo a lavorare per 10-15’fino ad avere un impasto dalla consistenza molto morbida e un po’ appiccicosa. Trasferire l’impasto in una ciotola infarinata, sigillare con la pellicola e fate lievitare per 1 ora a temperatura ambiente, poi per altre 4 ore (o tutta la notte) in frigorifero.

Imburrare l’anello (ø 18 cm) della teglia apribile e appoggiarlo al fondo foderato di carta da forno. Stendere l’impasto lievitato su un piano ben infarinato fino allo spessore di 3 mm. Cominciare a ritagliare dall’impasto 3 dischi (ø 8 cm); disporre i 3 dischi in fila, leggermente sovrapposti, poi ripiegate il primo disco, quello sotto di tutti, sul secondo disco, e il terzo sul primo, a mo’ di portafoglio, ricreando il bocciolo con i petali arrotolati uno dentro l’altro; tagliare la sorta di sigaro cilindrico a metà orizzontalmente e sistemare i due pezzi lungo il bordo interno dell’anello, appoggiandoli sul lato tagliato, ottenendo due “fiori”.

Ripetere le stesse operazioni fino a esaurire l’impasto, lavorando anche i ritagli; disporre via via i “fiori”, ben affiancati, prima lungo il bordo e poi verso il centro, fino a riempire l’anello. Sigillare con la pellicola, fate lievitare fuori del frigorifero per 1 ora, poi spennellate con lo sciroppo di rose. Sfilare l’anello, lasciar riposare per 20’, in modo che i fiori si aprano leggermente, infine cospargere con la granella di zucchero e infornate a 200 °C per 25-27’. Fare raffreddare la torta brioche, per poi gustarla separandola in “rosette”.TORTA_DELLE_ROSE_3Si conserva morbida per qualche giorno, ma se dovesse seccarsi un po’, allora il consiglio è di tostarla e consumarla con un velo di confettura di petali di rosa.

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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