Di come ho rifiutato un caffè e mi sono sentita odiata per questo

Di come ho rifiutato un caffè e mi sono sentita odiata per questo

Non sono una persona timida, nemmeno eccessivamente espansiva, un po’ una via di mezzo. Ma elargisco sorrisi con chi è gentile gratis e lo faccio anche con chi non lo è (al lavoro).

Per i miei percorsi di vita ho avuto a che fare con centinaia e centinaia di persone, quasi sempre di cattivo umore, quasi sempre con una voglia irrefrenabile di protestare. La mia risposta è sempre conciliante, sorridente, empatica.

Sono così, se per caso urto qualcuno chiedo scusa e se mi domandi di passare avanti in coda perché hai solo una bottiglia di Pepsi ti invito ad andare. Riassumendo: sono gentile, o forse solo educata.

Quando mi scontro con la maleducazione ci rimango male.

coffee smile

Mi è capitato sabato scorso, di andare a fare colazione in un bar dove mai avevo messo piede, complice un’offerta speciale di una bicicletta nell’adiacente centro commerciale Carrefour.

Tralascio tutto quello che potrei scrivere sulle brioches, tranne che l’ho chiesta alla marmellata ed era alla crema, ma si sa sono un po’ la stessa cosa. Passo subito al dunque: la tazzina era sporca. Di caffè, fuoriuscito copiosamente dalla tazza.

Mi viene servito comunque e io chiedo di averne un altro. No, non sono una rompiscatole, se l’ho fatto era proprio perché era davvero troppo.

Mi viene chiesto perché.

Sono costretta a spiegare il perché.

Mi viene risposto che è sporco, ma di caffè fuoriuscito eh, mica da prima.

Respiro, e chiedo con cortesia di avere un nuovo caffè.

Lo sguardo stizzito, l’atteggiamento, e il modo di fare per avere un caffè non riesco a descriverlo, davvero.

Mi sono chiesta cosa avrebbe fatto una persona meno gentile di me, meno accomondante, meno sorridente. Poiché ho sorriso, sappiate, anche quando venivo guardata in modo terribile come se avessi emesso una sentenza di morte.

tazza caffè

Tralasciando la mancanza di professionalità, la non fidelizzazione, e così via… mi chiedo perché io mi sia sentita così male nell’essere trattata male.

Fino a qualche anno fa non avevo mai rimandato indietro nulla, neanche carne poco cotta al ristorante o prosciutto dell’altro secolo.

Ora mi sento presa in giro se accade e cerco di “sforzarmi” e chiedere quello che prevedevo arrivasse.

Non è essere snob, nè rompiballe; fate mente locale, se qualcosa nel vostro lavoro non va bene, ve ne siete fregati, avete fatto finta di nulla e avete consegnato 5 casse di arance a chi ne ha ordinate 4, ma di pompelmi..cosa accade?

Vi esorto a diventare esigenti, così mi sentirò meno sola io.

 

 

 

 

Federica Circa Federica

Federica Gemma, ha un gatto bianco, un marito genovese e vive a Novara. Ha scritto per diversi blog e collabora con il portale Ehabitat. Ama mangiare, scoprire posti nuovi e creare dolci. Tra le sue passioni i programmi tv sul cibo, le cotture in forno, la Finlandia e gli avanzi del giorno dopo.

Parla alla tua mente

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