Speciale try this @home ricetta dello chef: le madeleines di Pierre Hermé

Speciale try this @home ricetta dello chef: le madeleines di Pierre Hermé

Lo confesso, Pierre Herme è stato forse la mia prima “estasi culinaria” (che Muriel Barbery mi conceda la citazione). Avevo, e ho tutt’ora, il mito della Francia della sua pasticceria e dell’atmosfera di Parigi. La prima volta che ci andai con la consapevolezza e la determinazione di chi, prima ancora dell’Orangerie e di Monet vuole andare da Ladurée, il mio fu un vero pellegrinaggio alla scoperta dei luoghi sacri della dolcezza.

E il croisant di Pierre Hermé (così come i Macarons) furono i primi acquisti compulsivi. Una mattina che decisi di prendere la Metro e fare un bel po’ di fermate dal mio Bed & Breakfast per addentare un croissant caldo e fragrante che aveva la fama di essere tra i migliori al mondo (meritata) scoprii, una volta arrivata a destinazione, la Madeleine di Pierre Hermé.

madeleine piatto blu

Mi conquistò per la sua forma tonda e un pochino buffa e la sua consistenza soffice soffice. E anche perché, a differenza del croissant, avrei potuto addirittura provare a riprodurla nel modesto ma fedele forno della mia cucina. Così, comprai lo stampo e una volta a casa, con un po’ di emozione, preparai le madeleines.

Da allora, ogni volta che ho bisogno di una colazione speciale, le faccio. Ormai vado sicura, conosco la ricetta a memoria. E con essa anche il “segreto” della celebre gobbetta. Ogni volta è la stessa storia: non resisto e mi accovaccio di fronte al forno per vederla nascere e crescere quella gobbetta. E’ sempre una sorpresa, una tenera magia. Poi, questione di secondi, abbasso la temperatura, vedo la madeleine colorire, sento il suo intenso profumo: è pronta.

madeleines

 

Le Madeleines di Pierre Hermé

100 gr di burro
100 gr di farina
12o gr di zucchero semolato
3 uova
1/2 cucchiaino di burro

Io aggiungo anche

mezzo cucchiaino di petali di lavanda essiccati
mezza bacca di vaniglia

Fondere dolcemente il burro in un pentolino a bagno maria. Sbattere le uova intere con lo zucchero fino a quando non diventano chiare e gonfie. Setacciare la farina con il lievito e i petali lavanda dopo averli sfregati un po’ tra le dita per farne uscire l’aroma.

Unire alla farina anche i semini della bacca di vaniglia dopo averla incisa per lungo e con un coltello affilato.

Aggiungere la farina al composto spumoso di uova e zucchero e infine unire a filo il burro fuso, una volta che si è raffreddato.
Questo impasto deve essere lasciato in frigo almeno due ore. Si può anche preparare la sera, farlo riposare tutta la notte al freddo e cuocere le madeleines la mattina successiva.

Accendere il forno a 220°C. Imburrare bene lo stampo (io uso un pennello imbevuto nel burro fuso in modo da coprire interamente le scanalature delle formine) e disporvi l’impasto aiutandosi con due cucchiai. Con uno si preleva una parte di impasto, con l’altro la si fa scivolare nella formina.

Infornare e dopo 4 o 5 minuti abbassare la temperatura del forno a 180 °C. Proseguire la cottura per altri 5 o 6 minuti. Fino a quando cioè, le madeleines non avranno un bel colore dorato e acceso. Per essere sicuri, quando il bordo del dolcetto è scuro, non esitare e sfornare.

madeleine herme

 

Sara Circa Sara

Sara vive a Torino. Da più di 10 anni si occupa di cultura e organizzazione di eventi nella sua galleria "Evvivanoé", nata per promuovere l'arte contemporanea sul territorio. E' convinta che la creatività sia la risorsa più preziosa e che sfornare biscotti sia il rimedio per ogni male.
Adora fare colazione e soprattutto, fotografarla.

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