Quattro passi per Derthona: Timorasso, pesche e baci di dama

Quattro passi per Derthona: Timorasso, pesche e baci di dama

Monsu Barachin ci ha preso gusto.
A passare la domenica mattina, scivolando piacevolmente verso il pomeriggio, girovagando su e giù per colline disseminate di viti, peschi e campi di grano.

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Questa volta siamo sui colli Tortonesi, ormai sotto la nuova etichetta territoriale e Doc Derthona, con vini del calibro del Timorasso, il protagonista, ma anche la ruvida e importante Croatina, la rassicurante e tradizionale Barbera, l’aromatico Cortese.

Se a Casale Monferrato la gloria pasticcera locale erano i crumiri, Tortona è una delle patrie dei buonissimi baci di dama che qui si preparano solo con le mandorle e hanno un esclusivo mono-packaging con carta argentata; se là abbiamo iniziato con il gelato al cioccolato Chontalpa, a Tortona il Maestro Marchetti ha onorato la locale fragolina di Tortona con un sorbetto molto estivo.

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Iniziamo il tour eno-gastronomico dalla cantina sociale di Tortona dove il bravissimo enologo ci ha stupito con una competenza non comune nel raccontare le caratteristiche organolettiche di Timorasso, Cortese e Favorita proponendo appositi accostamento con grissini e formaggio, pane e salame.

La tappa successiva è in famiglia, nell’azienda agricola Fiordaliso a Volpeglino dove si accompagnano Croatina e Timorasso con antipasti tipici (insalata russa, torta di riso con verdure, arrosto freddo, salame) e dolci rustici (chiacchere impastate col Timorasso, crostata con marmellata di pesche, salame di cioccolato, biscotti); la stagione delle (buonissime) pesche di Volpedo è agli inizi, ma per fortuna l’Agriturismo Cascina Galeazzo, qui con i suoi prodotti, sa come conservarle nel modo migliore: un succo che ha tutto il sapore delle pesche fresche, una marmellata e sciroppate eccezionali.

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Si prosegue nel comune di Monleale, con due eccellenze viti-vinicole della zona; prima i vini dei Vigneti Massa accompagnati alla (poverissima) zuppa di ceci e salvia dei vignaioli e la casseoula (qui poco più di cent’anni fa era più Lombardia che Piemonte), dopo uno dei viticoltori storici dei colli Tortonesi, tale Renato Boveri, 94 anni, l’uomo delle ottanta vendemmie, “l’ultimo anello di congiunzione tra un passato ormai remoto e un futuro, che il tortonese vinicolo si sta conquistando con tenacia e lungimiranza”.

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Per ogni suo vino c’è una storia, oggi raccontata dai figli e noi ci portiamo a casa il Barloup, una barbera giovane leggermente amabile importante con i suoi 13,5°, il cui nome ricorda il vino novello che in famiglia, ottanta anni fa, si faceva con i primi acini maturi (in attesa che maturassero gli altri) staccato uno ad uno anche da Boveri ragazzino.

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Ripartiamo. Ultima tappa: un’azienda piccolissima, biologica, il Pomodolce, che in quel di Montemarzino fino a qualche anno fa produceva vini (ottimi da sempre) solo per il Ristorante San Giuseppe dove facciamo la degustazione: ad oggi anche in vendita al di fuori del consumo al pasto, noi assaggiamo il Diletto (Timorasso) e Marsen (Barbera) accompagnati a salame crudo, delicatissima pasta e fagioli, gelatina di pesche di Volpedo al moscato.
Quest’ultimo vino ci ricorda il prossimo appuntamento (serale) per Canelli il 23 luglio con l’oro (moscato) delle sue terre.

Vi state appassionando anche voi alle gite nelle CantineaNordOvest?

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Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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