Panettone a colazione 2016. Tutte le novità, tendenze e preferenze del colazionista

Panettone a colazione 2016. Tutte le novità, tendenze e preferenze del colazionista

Anche se IlColazionista sta mangiando panettone (a colazione) da fine settembre, da domenica scorsa siamo in avvento, dopodomani è dicembre e quindi possiamo iniziare a parlare ufficialmente di Panettoni. Che – diciamaolo –  negli ultimi la produzione artiginale italiana ci da continue soddisfazioni in termini di qualità e creatività.

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Di seguito le novità per questo Natale 2016.

1.Rose rosa per te

Da sempre considero il panettone Loison uno dei migliori d’Italia; pasticceri dal 1938, utilizzano da sempre ottime materie prime (latte, panna e burro freschi, sale marino integrale di Cervia, vaniglia del Madagascar) per un prodotto finale di rara sofficità e fragranza. In questi ultimi anni hanno aggiunto creatività alla qualità e nella Linea Fiori e Frutta, in buona compagnia con fico, albicocca e zenzero, chinotto, zafferano e liquirizia, al panettone alla camomilla  del 2015, hanno aggiunto un ardito Panettone alla Rosa, che ho avuto modo di assaggiare quasi in anteprima allo scorso Salone del Gusto di Torino.

Un profumo e un sapore che impressiona ma convince; più in accompagnamento al un tè di metà pomeriggio o un early breakfast darjeeling nero che da fine pasto, colpisce per il sapore autentico della rosa.

Provate a regalarlo alla vostra amata, se è appassionata di panettoni, lo preferirà di sicuro a un mazzo di rose inevitabilmente destinate a sfiorire.

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2.Il panettone che vien dalla Campania (ma anche dal Molise, Puglia e Basilicata)

Anche l’ultima edizione di Una mole di Panettone ha confermato che i pasticceri meridionali non scherzano quando si cimentano con il panettone, piemontese o milanese che sia.

Se ne apprezza le creatività, ma anche la qualità: anche quest’anno la Giuria de Una Mole di Panettone di Torino, presieduta dal decano dei creatori di panettoni e maestro pasticcere Mauro Morandin, ha eletto migliore panettone tradizionale ‘Torino’ quello della pasticceria Mille Voglie di Specchia (LE) e il migliore tradizionale ‘Milano’ di Saltarelli di Cellole (CE); noi continuiamo ad amare anche i noti e già citati lo scorso anno sul blog Pepe Mastro Dolciere, De Vivo e Gabbiano entrambi di Pompei (NA), Tiri 1957 di Potenza e Dolciarte di Carmen Vecchione.

Rimanendo sempre a Sud new entry: Cappiello di Santa Maria Capua Vetere (CE) di cui abbiamo apprezzato soprattutto il panettone ai mustacciuoli, Pasticceria Calciano di Tricarico (MT), Gerri di Agnone (IS), Angelo Grippa Pasticceria di Eboli (SA) con i suoi Babettone® e gli altri lievitati con infusi di tè e ingredienti salati canditi, Pasticceria d’Elia di Taggiano (SA) e il suo Panettone Contadino.

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3. Al contadino non fa sapere quanto è buono il panettone con il formaggio e le pere

Il panettone contadino di cui si è parlato anche molto sul web alla vigilia di una mole di Panettone è uno splendido connubio di creatività, bellezza e tradizione.
Un impasto con farina di segale, di avena e di orzo e tre strati che racchiudono tutta la tradizione agricola del Cilento: il primo chiaro con formaggio podolico fresco e pere, il secondo scuro con cioccolato e fichi bianchi del Cilento, il terzo rossastro con paprika dolce e noci, tutto ricoperto da glassa di cioccolato fondente (o bianco) e peperoni cruschi.

Ottimo per IlColazionista anche per un aperitivo (tarda colazione?) abbinato a spumante di fiano o a un aglianico vinificato rosé cilentani.

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4. Protagonista il pomo

Secondo IlColazionista la mela, in tutte le sue varietà e accostamenti, è uno dei protagonisti per i panettoni della stagione 16/17.
Dal panettone nostrano con le mele della Pasticceria Artigiana di Cavour, di cui la mela rappresenta il prodotto agricolo più celebre, al panettone Gerri con la mela zitella e quello di Saltarelli con la mela annurka, dal panettone allo strudel di Gabbiano a quello con mela e cannella di D’Elia (Teggiano) e Pasticceria Filippi di Zane’ (VI), fino alla Sicilia con Di Stefano Dolciaria e Le Cuspidi, entrambi  di Raffadali (AG).

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5. L’orgoglio sabaudo del Panettone

Di fronte a quest’armata creativa e potente dal sud Italia, Torino e il Piemonte si difendono bene.

Sia dal lato panetterie, con tre eccellenze artigiane che segnaliamo, ovvero Il Forno dell’Angolo di Luca Scarcella, Voglia di Pane di Alessandro Spoto e il Panificio di Riccardo Avetta (tutti e tre Maestri del Gusto 2016), e sicuramente dal lato pasticcerie: Dell’Agnese, Avidano, Scalenghe (a Trofarello) e Zuccarello, tutti Maestri del Gusto che hanno saputo declinare in modo superbo lievitazioni, impasti e creatività.

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6. Ilcolazionista loves creativity

Per la Giuria de Una Mole di Panettone di Torino il panettone più creativo è quello di Beltrame di Verona (gianduia e noci pecan), per IlColazionista una terna, che vi elenchiamo in ordine di personale preferenza: 3° posto al PanCiauliello (farcito con aglio candito, olive nere in salamoia e pomodori essiccati) e PanAlburni  (lievitato con infuso di tè Pu-erh 2007, funghi chiodini canditi dei Monti Alburni e cioccolato fondente 72% mono origine Equador) di Angelo Grippa; 2° posto al sopracitato Panettone Contadino di D’Elia; 1° posto alll’Opera Waiting di Poggibonsi, in particolare per il panettone con olio, olive verdi e vermout di grappa e quello con camomilla, zafferano e whisky.

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Vi saluto e vado a mangiarmi un fetta di panettone basso (piemontese) inzuppato nel caffelatte.

Ph.® credits: Loison – Cucchiaio d’argento – Polakkeria/Salatarelli – Lecce News 24 – Scatti di Gusto – RePanettone – Di Stefano Dolciaria – Torino Oggi – Una Mole di Panettoni – Angelo Grippa

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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