Colazione d’inverno a Novara: il Bistrot Cannavacciuolo e i Biscotti Camporelli

Colazione d’inverno a Novara: il Bistrot Cannavacciuolo e i Biscotti Camporelli

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Una domenica freddissima, il cielo terso e una luce surreale sulla città di Novara; manca solo il modo per iniziare la giornata nel modo migliore e la scelta ricade sul neo-aperto Bistrot Cannavacciuolo.
Il luogo è l’avamposto dello storico Teatro Coccia di Novara, un edificio neoclassico che – come tanti teatri delle città di provincia italiane – ha saputo mantenere nel tempo una tradizione di di spettacolo e rappresentazioni di alto livello; in continuità con l’interno del teatro, il bistrot riprende stilisticamente le linee, i materiali e le rifiniture anni ’50 che si fondono però con le tendenze più contemporanee del vintage e dello shabby: alte scaffalature di caffettiere, bottiglie e contenute in vetro anticato, libri vissuti.

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La colazione la si può consumare al bancone (trasparente), virtualmente appoggiarti a montagne di sfogliatelle ripiene di panna o brioches oppure ci si può accomodare ai tavoli su comode poltroncine in pelle dove paste e cornetti saranno serviti sui piatti con l’impronta grafica della mano del maestro Cannavacciuolo.

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La redazione del Colazionista (con ben due rappresentanti) ha assaggiato un po’ di cose e il giudizio è sostanzialmente positivo, a parte qualche momentaneo smarrimento e imperfezione tra ordine e servizio (il locale non è aperto da molto, deve forse ancora assestarsi): le sfogliatelle (sia tradizionali con ripieno di ricotta e semolino che nella versione coda di aragosta con panna) assaggiate erano freschissime e particolarmente fragranti, ottimo anche il mini-savarin con crema pasticcera e lampone. Il prezzo è diverso se si consuma al banco o seduti: il caffè, serviti, costa 1,80€ e la sfogliatella grande 3,00€.

Una menzione speciale va al croissant alla crema, il cui ripieno è davvero una bontà e vale la pena di affrontare la coda domenicale per aggiudicarselo.

Oltre a cornetti, sfogliatelle e savarin, in vetrina tante specialità della tradizione pasticcera napoletana: babà, torta caprese, pastiera e mousse al cioccolato con ribes rosso.

Cannavacciuolo non era presente questa volta, ma rinnoviamo l’appello: Antonino ci concedi un’intervista a colazione?
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Scaldato e rinfrancato il corpo, riprendiamo il nostro cammino alla scoperta dell’altra attrattiva colazionista di Novara: i Biscotti Camporelli.
Una tradizione che dal 1852 sforna biscotti leggerissimi e profumati con sole uova, zucchero e farina per una consistenza croccante e morbida insieme; tantissimi le soluzioni di confezionamento, ma tutte molto eleganti con il tocco grafico vintage che sembra conferire ulteriore bontà ai Camporelli stessi.
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Noi ne abbiamo fatto una bella scorta: si trovano anche altrove – ad esempio ad Eataly per dirne uno – ma qui sono sicuramente più convenienti ed ha tutto un altro gusto prenderli qui.
Noi abbiamo acquistato anche il dolce (o pane) di S.Gaudenzio (dal nome del patrono della città e della chiesa con l’altissima cupola dell’Antonelli simbolo della città) che per la sua forma rettangolare ricorda apparentemente un plum-cake, ma che è invece un guscio di frolla e un ripieno di torta margherita arricchita di uva sultanina, marrons glacés, granella di nocciole e pinoli.
NOVARA6ph. in basso sx: © Biscottificio Camporelli

Devo ancora decidere se la mia colazione ‘souvenir di Novara’ sarà con questo ricco dolce invernale, i Camporelli nella loro disarmante e semplice bontà oppure ancora con una possibile preparazione a base di questi biscotti?
Vi terrò aggiornati.
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Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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