NAPOLI: ‘IL RESTO DELLA SETTIMANA’, IL CAFFE’ e LE SFOGLIATELLE

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Lo spunto per parlare di Napoli e del suo rapporto intrinseco con il caffè (e la sfogliatella) viene da un bel libro letto ultimamente: Il resto della settimana nel quale l’autore Maurizio De Giovanni racconta la passione smisurata per la squadra di calcio della sua città: “la celebrazione di un gioco…un diario dell’emozione che uomini e donne vivono giorno dopo giorno, e che calamita ricordi, ossessioni e amori. È come il caffè napoletano, una sintesi perfetta di gusto ed energia: ti colpisce forte e ti dà il coraggio per affrontare le avversità della vita, fuori dal bar.”

NAPOLI1Come sapete, nutro una passione viscerale per Napoli, il suo mondo e, pur non essendo appassionato di calcio, è molto interessante leggere la passione (calcistica) che si consuma nel bar di Peppe: “La versione fisica del salotto virtuale, il posto impregnato di aroma di caffè e di cornetto e di passione; […] Il bar. Quello che in passato erano gli scantinati in cui i cospiratori pianificavano rivoluzioni; quello che erano le catacombe dove gli aspiranti non martiri provavano a scampare a persecuzioni imperiali; quello che erano i salotti letterari in cui i poeti dissidenti contrabbandavano le proprie liriche antigovernative. Il bar. ” citando lo stesso De Giovanni.

Effettivamente buona parte del libro – a parte i vari feedback – è ambientata nel bar del signor Peppe e racconta quindi molto bene che cosa rappresenta il bar per i napoletani (tifosi e non) e il culto per i due ingredienti fondamentali della colazione partenopea: il caffè e la sfogliatella; è vero che anche a Napoli sono in tanti che a colazioni consumano cappuccio e cornetto, ma il binomio caffè e sfogliatella resta valido come confermano anche due capitoli del ‘Resto della settimana’: Lunedì. Passione e sfogliatelle e Mercoledì. Aroma di caffè, profumo di magia.

NAPOLI3Due parole in più sul caffè e sulla sfogliatella: il caffè espresso a Napoli deve essero rigorosamente bollente, ristretto e servito in una tazzina tenuta in caldo in acqua bollente e quindi quasi ustionante (siete avvisati 😉 ): della sfogliatella, da consumarsi anche questa calda, ne esitono due versioni: la riccia, il cui involucro è una sorta di pasta fillo, e la frolla, con pasta frolla; in comune un ricco ripieno a base di semolino, ricotta, canditi e profumo di cannella.

NAPOLI4La sua origine – nel XVIII secolo nel convento di Santa Rosa da Lima, a Conca dei Marini sulla Costiera Amalfitana – avviene quasi per caso: la suora addetta alla cucina decide di aggiungere a della pasta di semola avanzata un po’ di frutta secca, zucchero e limoncello, ottenendo così un ripieno che riveste con un cappuccio di pasta sfogliata – preaparata con strutto e vino bianco – e fa cuocere. Di gran successo tra le suore e gli abitanti delle zone vicine al convento, prese poi il nome di Santarosa in onore della santa a cui era dedicato il convento. Nel 1818 un oste napoletano, Pasquale Pintauro, entrò in possesso della ricetta segreta della Santarosa, modificando leggermente la ricetta e introducendo la variante riccia-sfoglia inventò la sfogliatella.

Se quindi andate a Napoli, non potete esimervi da una colazione a base di caffè e sfogliatella: Monsu Barachin vi suggerisce i suoi posti preferiti (in rigoroso ordine di personalissima preferenza):

1. Antico Forno delle Sfogliatelle Calde Fratelli Attanasio Vico Ferrovia 1/2/3/4

2. Pasticceria Carraturo Via Casanova, 97

3. Pasticceria Scaturchio Piazza San Domenico Maggiore, 19

4. Pasticceria Pintauro Via Toledo, 275

5. La Sfogliatella Mary Via Toledo, 66

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Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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