Mandorle e frutti rossi: matrimonio salutare perfetto

Mandorle e frutti rossi: matrimonio salutare perfetto

Quest’estate va di moda il rosso, dopo fragole e ciliegie (di cui Monsu Barachin racconterà presto su come sciropparle per l’inverno) in arrivo i frutti più rossi che ci siano: ribes e lamponi; ancora una volta offerte da mio suocero che mi assicura che quest’anno sono abbondanti, sani e succosi.

Le loro proprietà benefiche sono risapute – come racconta spesso anche lo chef-scienziato Marco Bianchi essendo molto ricchi di antocianine – e quindi non ci resta che mangiarne in grande quantità anche a colazione e utilizzarli per torte e dolcetti.

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L’idea è quella di farci una tortina da colazione ma sufficientemente golosa da consumare anche a fine pasto con crema inglese o una pallina di gelato vaniglia bourbon e che una volta tanto possono consumare anche gli amici celiaci: niente farina di grano, ma solamente farina di riso o (se ne foste sprovvisti) maizena/amido di mais come legante.

I frutti rossi si abbinano infatti particolarmente bene con mandorle e pistacchi e il sapore acidulo bilancia bene la consistenza e la dolcezza dei dolcetti di mandorle. Ne servono pochi e quindi se anche doveste comprarli non sarà un salasso per le voste tasche.

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ingredienti per 8 tortine

frutti rossi 200g
farina di riso(o maizena) 100g
zucchero 100g
mandorle 70g
pistacchi 40g
burro 80g
uova 2
maraschino 2 cucchiai
lievito per dolci (senza glutine) 1 cucchiaino
sale
per gli stampini: 1 noce di burro + zucchero di canna

preparazione
Lavare i frutti rossi. Frullare le mandorle e i pistacchi (tenere da parte qualcuno) con le uova. Lavorare il burro morbido con lo zucchero, il composto con di mandorle, pistacchi e uova e aggiungere infine la farina setacciata con il lievito, il sale e il liquore. Versare questo composto in stampini monoporzione (tipo quelli per il créme caramel) imburrati e cosparsi con dello zucchero di canna. Aggiungere, premendo un po’, i frutti rossi e pistacchi a pezzetti e infornare il tutto a 180° per circa 20 minuti.

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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