Londra, caffè sotto il Big Ben

Qualche giorno di vacanza a Londra, potevo esimermi da un dettagliato resoconto delle colazioni consumate? certo che no. Ore 10 fame, famissima mio marito ed io siamo per la colazione salata e quindi fuori dall’Italia ci sentiamo meno “strani” e fare colazione come piace a noi è molto più semplice. Siamo affamati, siamo in pieno centro e ci infiliamo in bel locale dall’aspetto storico, molto Inghilterra come se la immagina un italiano insomma.

Entriamo. St. Stephens Tavern, Bridge Street 10 esattamente difronte al Big Ben, pavimenti in legno scricchiolante, moquette e tavolini, un paio di trespoli e due sale comunicanti. Nel primo spazio decisamente più luminono del secondo c’è il bancone del pub con le birre alla spina e boccali, nella seconda sala un piccolo bancone per tutto quello che non è alcolico e per ordinare da mangiare. Legno alle pareti, molti specchi e lampadari d’epoca, i vetri del locale decorati con un bell’effetto satinato lasciano libera la visuale sul BigBen e il Palazzo del Parlmento, riparando gli avventori dagli sguardi di chi passa per strada, la privacy l’hanno inventata qui. Cosa offrisse la colazione era già visibile da un cartello all’esterno e i prezzi pure.

colazione londra

Ordiniamo e ci sediamo comodi a chiacchierare, la cameriera che ci serve è italiana, Valentina da Cesena, per esperienza provata in ogni locale londinese credo ci sia un cameriere italiano. Prendiamo un breakfast vegetariano, io, e uno classico il marito, un espresso e un cappuccino con bicchiere d’acqua.

collage paitti

Il mio piatto vegetariano si compone di due uova pane tostato, guacamole, funghi e una salsina agrodolce, tipo quelle che vi offrirebbe un ristorante cinese.  Il classic breakfast aveva le due uova di ordinanza, pane nero tostato una salsiccia, bacon e un mix di verdure stufate. Tutto molto gustoso, immagino fritture di uova nel burro, il pane fragrante era pane vero, non industriale. Mio marito ha particolarmente apprezzato la salsiccia, lui è l’esperto di bbq domestici quindi il suo giudizio è attendibile, ha perfino deciso di copiare al locale la tecnica dei tagli trasversali sul salume invece dei bucherellatura nostrana. I caffè andavano benone, ne ho bevuti di peggio qui da noi, e l’acqua fresca spillata dal rubinetto non sembrava pescata direttamente dal Tamigi.

In ordine sparso negli altri tavoli c’erano uomini d’affari, amiche con un volume di chiacchiericcio italian style, e un prete, con l’ombrello e il giornale a sorseggiare la sua tazza di tè, pittoresco da non credere. Per 20,55£ potevo chiedere un breakfast più english di così?

 

Circa Cristina

Agronomo intollerante al latte, moglie caffeinomane, madre impastatrice compulsiva, knitter all'ora del tè.

Parla alla tua mente

*