New breakfast in London: Kew Gardens e la colazione in stile ‘English garden’

New breakfast in London: Kew Gardens e la colazione in stile ‘English garden’

Messa da parte Parigi, comincia oggi l’avventura colazionista di Monsu Barachin in una delle mete del cuore: Londra, che partendo dai bellissimi e poco conosciuti Kew Gardens, esplorerà le nuove zone di rigenerazione urbana della città a partire da Bethnall Green e Dalston, nell’East, a Bermondsey con il mercato di Maltby Street (che sta rubando la scena al Borough Market) vicino al Butlers Wharf sul Tamigi, fino al consolidato e modaiolo Islington e l’ascendente Kensall Rise, più economico e interessante del vicino Notting Hill.

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Si tratta di uno dei parchi più belli della capitale londinese, un po’ fuori la città, circa a 10 km a sud-ovest, ma facilmente raggiungibile con la District Line e l’overground, che vi porterà ai Kew Gardens facendovi osservare il paesaggio urbano essendo una linea metropolitana esterna: i giardini sono a pochi minuti a piedi dalla fermata Kew Gardens. Vale la pena fare una gita e trascorvi qui tutta la giornata arrivando al mattino (ore 10:00) quando aprono le biglietterie (biglietto di ingresso a 16,50 £ – web ticket a 14£).

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Dentro non mancano ottime caffetterie, ma a chi piace l’idea di una colazione in formato pic-nic allora due consigli ancora prima di entrarci: subito fuori della stazione della metropolitana si trova sempre un banchetto di dolci/panini/donuts home-made: cibo genuino e prezzi buoni; il secondo consiglio – soprattutto per gli amanti della colazione salata – un’istituzione di Kew: Pether Fine Meat & Poultry  che produce da quarant’anni ottime e pluripremiate pies (considerate da alcuni le migliori di Londra) in vari gusti (agnello e menta, beef bourguignonne, porri e albicocche, …) nonché freschissime baguette farcite con i suoi ottimi salumi e formaggi da consumare nel parco.

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Sappiate che i giardini sono davvero ampi ed è un piacere perdersi tra i suoi percorsi boscosi e gli ampi spazi aperti dove sembra di essere in aperta campagna e non così vicini alla metropoli londinese; i Kew Gardens sono però famosi soprattutto per le serre dal clima tropicale, veri capolavori di vetro e ferro della seconda metà dell’800, come le ampie Palm House, costruita dall’architetto Decimus Burton tra il 1841 e il 1849, e Temperate House, attualmente in ristrutturazione; interessante anche la più piccola Waterlily House (Casa delle Ninfe), costruita nel 1852 in stile analogo a quello della Palm House; interessanti le mostre allestite periodicamente e disseminate in giro nel parco come quella – appena conclusa – sulle spezie “Full of spice” che aveva uno speciale sul té con possibilità di acquisti di ottimi blend presso The East India Company pop-up e che prosegue nei weekend autunnali fino all’11 ottobre come A taste of adventure”.

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Dove fare colazione dentro i Kew Gardens?
Monsu Barachin vi consiglia di farla nel locale più suggestivo, l’Orangery, una sorta di giardino d’inverno con ampie vetrate che lo rendono particolarmente luminoso e accogliente con qualsiasi tempo.

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La gestione culinaria è una garanzia di eccellenza: Peyton and Byrne.
A colazione o per uno spuntino si può scegliere tra the, caffe, succo d’arancio (preparato al momento – £2.90), yogurt greco con tagliata di frutta fresca e granola (£3.10), full-English breakfast con uova, bacon, salsicce, funghi, pomodori, serviti su pane di campagna tostato (due pezzi a £4.5 e tre pezzi a £5.50) oppure si può optare per una golosissima fetta di torta (carrot cake, torta al caffè e noci, cheesecake alle fragole, lemon meringue, apple pie, … – £3,50/3,95), cookies (£1.95); la scelta è davvero ampia, la freschezza garantita e vi dico che la carrot cake assaggiata era una delle più buone e incredibilmente leggere che abbia mai mangiato.

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Non dimenticate , prima di andar via, di passare al Victoria o al White Peak shop: mug, the, caffè, tovagliette, strofinacci a profusione per una perfetta colazione in stile English garden.

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Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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