Colazioni lente: una ciotola di porridge a Copenhagen.

Colazioni lente: una ciotola di porridge a Copenhagen.

Quando si tratta di colazione sappiamo essere fin troppo abitudinari. C’è chi non sgarra dal cappuccino e cornetto al bar, chi non sa stare senza una tazza di latte e cereali e tutti, o quasi, cominciamo la giornata con un caffè o una tazza di tè.

La mia colazione è cambiata abbastanza nel corso degli anni e l’unica costante è stata non farla mai in piedi. La colazione in piedi dovrebbe essere bandita, mette agitazione, non dà nessun beneficio.
Per cercare di combattere la tendenza a “prendere due biscotti e via”, con già la giacca addosso e la borsa in spalla, ci sono opzioni che aiutano più di altre. La sola moka del caffè, ad esempio, non va di sicuro nella direzione giusta, mentre qualche fetta di pane con un po’ di burro e marmellata è già un passo in più verso una più che giusta calma da inizio giornata.

grød a copenhagen

In nord Europa, però, ho scoperto uno dei trucchi definitivi per allungare il momento della colazione: si chiama porridge! Conosciuto dai più come miscuglio di cereali cotti nel latte, il porridge è molto diffuso nelle tradizioni nordiche, ma in realtà è presente anche altrove.

In Danimarca, dove il cibo negli ultimi anni è diventato uno degli argomenti di punta e le innovazioni si sprecano, il porridge è, da qualche anno, l’offerta di punta di uno dei locali della città. In danese si chiama grød e, per continuità, anche il locale ha lo stesso nome, per mettere subito in chiaro che no, lì non troverete brioche o panini, ma solo porridge e, nel corso della giornata, altri piatti sempre al cucchiaio che dal porridge prendono ispirazione.

Nørrebro Copenhagen

Sono andata a provare questo famoso Grød qualche settimana fa, dopo essermelo riproposta a lungo. Sono andata nel locale che si trova nel quartiere di Nørrebro, ma nel tempo ne hanno aperti altri due, uno nel mercato coperto di Torvehallerne – più comodo per chi è solo di passaggio in città – e un altro sempre a Nørrebro, ma più vicino ai Laghi.

L’ambiente è piccolo e davvero minimal. Ci sono alcuni tavolini da due e un tavolo un po’ più grande da condividere con sconosciuti. E, in fondo a questa stanzetta, c’è il banco dove fare le ordinazioni.
Una grande lavagna ci mette subito alla prova: le opzioni sono molte, soprattutto per la colazione, e scegliere è davvero difficile. Si può optare per il porridge di avena o di farro, cotto nel latte o nell’acqua e latte di soia, arricchito con lo skyr – una sorta di crema acida che ricorda lo yogurt – o con creme al caramello. E, naturalmente, non manca mai la frutta fresca!
Come se non bastassero le 4 opzioni consigliate, è possibile personalizzare la propria ciotola e scegliere gli abbinamenti in autonomia, aggiungendo creme caramel, marmellate, scaglie di cioccolata e altra frutta. Insomma, il rischio è di rimanere davanti a quella lavagna a lungo!

lavagna grød copenhagen

Noi abbiamo optato per un grød di avena con frutta, mandorle e crema di caramello e per uno di farro cotto senza latte, quindi completamente vegano, con fichi freschi, cioccolato fondente e nocciole tostate.
Al loro arrivo, le due ciotole erano davvero invitanti, pur se molto diverse fra loro. L’opzione al farro, decisamente più “sana” e dietetica, era meno dolce e, forse, meno adatta a chi a colazione esige qualcosa di zuccheroso.
Entrambe le opzioni, però, hanno svolto a meraviglia il loro ruolo di “rallentatore”. Sarà la presenza del cucchiaio, il pastone saporito, il fatto che le porzioni sono grandi o il caldo che emana la ciotola se ogni tanto ti fermi e la prendi fra le mani, ma la nostra colazione è durata a lungo. E, cosa importante, più dura la colazione più hai tempo per fare delle chiacchiere!
Abbiamo abbinato al tutto un cafè au lait e un cappuccino, ma il menu prevede anche succhi freschi o altre bevande calde.

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Il locale è gestito da due ragazze molto giovani e sorridenti, pur se a volte un po’ in balia della lunga fila. Bisogna dire, però, che il viavai era continuo e stare dietro a tutte le ordinazioni, anche da asporto, non dev’essere affatto semplice!
In conclusione, noi siamo rimasti soddisfatti e ci siamo ripromessi di andare a provare altre varianti e, perché no, anche qualche versione meno da colazione.

Se non avete in programma un viaggio al nord a breve per provare una ciotola di porridge a Copenhagen, potete sperimentare questa colazione anche a casa. Anzi, probabilmente la versione casalinga vi costringerà, almeno le prime volte, a prendervi qualche minuto in più per capire ingredienti, tempi e abbinamenti. A me sembra un’ottimo piano per prendersela con calma e non scappare subito in ufficio, a voi?

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