Dorayaki e le merende (colazioni) di Doraemon

Dorayaki e le merende (colazioni) di Doraemon

Merende (e colazioni) importanti da festeggiare (l’undicesimo compleanno della mia nipotina Sara ) e allora Monsu Barachin chiama in aiuto Doraemon con i dolcini di cui va matto: i dorayaki.

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Pur avendo radice comune, i due nomi si assomigliano per pura coincidenza, ma gli appassionati del pacioso gatto nipponico (non solo noi bambini negli anni ’80) ma anche i ragazzi di oggi sanno che Doraemon è veramente ghiotto di quella che rappresenta la merenda (ma anche la colazione) per antonomasia dei bambini del Sol Levante e la leccornia tipica da Parco Divertimenti e Festa di quartiere/paese.

DORAYAKI3Si tratta di due pancake piccolini lievitati ma abbastanza compatti accoppiati a mo’ di panini e tradizionalmente farciti con pasta di atzuki (anko), sorta di marmellata di fagioli rossi (atzuki) ottenuta facendo cuocere per molto tempo i fagioli con poco o nulla zucchero e un gusto molto simile a quello della nostrana crema di marroni.

Oggi si trovano anche ripieni di altre confetture (fragole, prugne, …), crema e cioccolato: d’obbligo alle nostre latitudini la Nutella® .

Il procedimento è molto semplice: fondamentale lasciare riposare la pastella per mezz’ora in frigo e utilizzare una padella antiaderente o una piastra come quella per le crèpes.

Sbattete due uova con 50 di zucchero, un pizzico di sale e un cucchiaino di miele. Aggiungere 100 g di farina 00 setacciato e 1 cucchiaino di lievito sciolto in due cucchiai di latte freddo. Amalgamare bene e far riposare per mezz’ora in frigo.
Versare sulla padella calda una cucchiaiata di impasto e, dopo qualche minuto, quando iniziano a formarsi tante bollicine in superficie, girare i dorayaki e farli cuocere ancora per qualche minuto. Spalmarli ancora caldi di nutella, marmellata, crema, accoppiarli e consumarli tiepidi.

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Konnichiwa (buongiorno), itadakimasu (buon appetito) e ancora auguri Sara!

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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