La colazione preistorica

Quando è nata l’arte? Credo di essere la persona meno indicata per trovare una definizione, ma sicuramente deve essere stato un giorno qualunque ad opera di un avo qualunque, ma sicuramente dopo colazione.

Avete mai visto qualcuno che vada nel proprio atelier a lavorare con la pancia vuota? Certo che no, quindi deve essere stato così, anche per gli uomini primitivi. Notizie certe non ne abbiamo, ma sicuro i bar all’epoca scarseggiavano e i croissant erano ancora molto, molto, di là da venire. Cosa avranno mai mangiato i nostri progenitori appena alzati? Sicuramente era qualcosa bio e a chilometri zero, non poteva essere altrimenti.

Quando pensi di esserti posto una domanda balzana tipo cosa mangiavano appena alzati i nostri progenitori, ti rendi conto che c’è sempre qualcuno che la questione se l’è posta e ha trovato anche una risposta: la paleodieta. La colazione preistorica, avete pensato che follia ? Forse, ma indaghiamo un po’.

Non so cosa ne pensi la comunità scientifica dei paleontologi, ma i soliti esperti in rete ci raccontano che questo regime alimentare si rifà alle presunte abitudini alimentari degli uomini prima che diventassero agricoltori, quindi tutta roba da raccoglitori-cacciatori.

Quindi a colazione si mangiava tutto quel che si poteva cacciare o raccogliere. Immaginare di aprire gli occhi all’alba, imbracciare una lancia e vestiti di pelli rincorrere la colazione non rientra esattamente nella mia personale idea di relax mattutino, ma d’altra parte il nostro caro cavernicolo cosa avrebbe avuto altrimenti da fare?

Perciò appena svegli sotto con una bella razione di selvaggina, che so… un orecchio di cinghiale, un cosciotto di lepre, un volatile a caso e per contorno radici, bacche, frutta, erbe e via di seguito. Tutto la colazione sarà stata cruda, per cuocerla ci voleva il fuoco, e io ricordo da sussidiario delle elementari che la faccenda non era semplicissima. Alzati, prendi la lancia, trova la colazione, corri più veloce di lei, acchiappala, mondala e mangiatela cruda…bleah.

Tutto questo nella stagione favorevole, immaginatevi l’inverno, tordo e nocciole a colazione, pranzo e cena, per non dir degli spuntini. Molte diete propongono colazioni iperproteiche, 12 bianchi d’uovo, tante fette di bresaola da svuotarne la Valtellina oppure fagioli che tanto piacerebbero a Bud Spencer e Terence Hill, ma ammettiamolo se il caro vecchio cavernicolo avesse avuto cappuccino e brioche o uova e pancetta, tordo e nocciole li avrebbe lasciati al loro posto!   Immagine: wikipedia

Circa Cristina

Agronomo intollerante al latte, moglie caffeinomane, madre impastatrice compulsiva, knitter all'ora del tè.

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