Colazione nelle Filippine. Cibo dell’incontro e della felicità

Colazione nelle Filippine. Cibo dell’incontro e della felicità

Cosa mangiano i filippini a colazione?
Monsu Barachin l’ha scoperto grazie a Rosalie Bajade dell’Associazione Culturale Filippina del Piemonte (ACFIL) nell’ennesima puntata de I segreti del Mestolo: una certezza per scoprire cucine in giro per il mondo.
E’ la volta delle Filippine, un popolo per cui il cibo e la sua condivisione sono così importanti da usare la frase “Hai mangiato?” (Kumain ka na?) per salutarsi.

COLAZIONE_FILIPPINE_1Dominazioni malesi, cinesi, spagnole e americane hanno influenzato la cucina di questo popolo, mescolando ingredienti e metodi di cottura.
I filippini mangiano almeno 5 volte al giorno (colazione, merenda della mattina, pranzo, merenda del pomeriggio e cena), e possibilmente insieme; se qualcuno arriva in visita si unisce ai commensali. In ogni momento della giornata è possibile che una visita interrompa un pasto ed è per questo che è molto comune che vi si inviti a farne parte.

La classica colazione è fatta di riso bianco accompagnato da pesce fritto oppure carne stufata (per lo più maiale e pollo), uova, qualche verdura di contorno e caffè nero: la colazione filippina è sempre piena di energia e carboidrati, per dare energia per la giornata, concludendosi spesso con un frutto fresco.

baboyLa “merienda”, ovvero la merenda filippina, è un pasto altrettanto importante, in quanto la distanza fra colazione, pranzo e cena è considerato troppo lungo dai locali: tortine di riso, torte di cocco, dolci al mango, gelatine alla frutta ma altrettanto frequente è mangiare noodles saltati in padella, banane fritte, involtini tipo-primavera (lumpia gulay) o macedonie “rinforzate” con latte condensato o crema.

Condividiamo quindi con voi due o tre dritte su come preparare gli adobo baboy, ovvero le costine di maiale in salsa di soia, da accompagnare a riso bianco bollito (e mangiare non necessariamente a colazione) e gli involtini veg (lumpia gulay)

COLAZIONE_FILIPPINE_2Per gli adobo baboy, “prendere le costine di maiale già divise (400g) farle rosolare in olio di semi, con due foglie di alloro, 6 spicchi d’aglio (schiacciati e tritati a pezzi grossi), una cipolla a pezzi grossi (facoltativi) e poi aggiungere ½ bicchiere di salsa di soia e portare a cottura (45 minuti), aggiungendo acqua se si consumasse e, aggiungendo verso metà cottura, eventualmente due cucchiai di zucchero di canna muscovado che da un buon sapore caramellato”. In accompagnamento del riso basmati bollito, che si prepara “lavando più volte il riso crudo fin quando l’acqua sia bella limpida e poi fallo bollire nella quantità doppia di acqua (Rosalie usava le dita per regolarsi) e far cuocere per 12/14 minuti coperto”.
N.B. In caso voleste qualche indicazione in più sulla cottura, vi consigliamo questa spiegazione dettagliata.

COLAZIONE_FILIPPINE_3Per i lumpia gulay, “partire dal ripieno tagliando a listarelle sottili carote, cipolle e cavolo bianco e farlo rosolare con 2 o 3 spicchi d’aglio e cuocere per 15/20 minuti: le verdure devono perdere la loro acqua ma rimanere croccanti e farle raffreddare. Prendere i fogli di pasta ad hoc (si trova negli asia market e nei negozi di cibo etnico: simile alla pasta fillo, ma più elastico). Mettere una manciata di ripieno nell’angolo inferiore del quadrato di pasta, coprire con il lembo angolo facendo aderire bene e poi piegare i lembi laterali verso il centro e avvolgere stretto intorno al ripieno, bagnando poi il quarto lembo con un d’acqua per farlo aderire bene e sigillarlo. Far friggere in olio (di semi) bollente per qualche minuto”.

Per ulteriori info: www.tropicalexperiencephilippines.com

 

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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