Colazione nel 1931: ritorno al passato

Colazione nel 1931: ritorno al passato

E se provassimo l’ebbrezza di farci una colazione retrò?
Quali erano i sapori del passato? Sicuramente curioso andare alla ricerca del gusto di una volta, no?
Bene, questa volta andiamo indietro nel tempo… un bel po’!

pizza giaquinto retrò

Devo questa digressione alla mia amica Samanta Cornaviera, speaker di professione, ma “Massaia moderna” come seconda identità.
Ho conosciuto Samanta due anni fa al Festivaletteratura di Mantova, durante un incontro dedicato al tema Donne e Cibo, in cui presentava un curioso piatto del 1932, vincitore di un concorso de La Cucina Italiana, il Sugo Marinetti.
Io, appassionata di vintage, di storia e, ovviamente, di cucina per lavoro e non solo, sono stata catturata dalla tematica, dalla sua personalità prorompente e dalla sua simpatia. Ok, dieci minuti dopo andavamo a prosecco, grana padano e mostarda mantovana al tavolino del dehor.
Da quel momento è nato un piccolo sodalizio professionale e ora capita che si lavori insieme.
Samanta gestisce il blog dal nome evocativo Massaie Moderne e si può classificare come archeologa culinaria, specializzata nella ricerca del gusto del ‘900. Cura anche la rubrica Ieri e Oggi de La Cucina Italiana, in cui rivisita e ripropone ricette d’antan, ripercorrendo di pari passo anche la storia del nostro Paese, raccontata con le ricette.
Credetemi, è un mondo davvero affascinante… la ricerca del gusto perduto, spesso tanto diverso da quanto siamo abituati oggi, si affianca al fascino dei ricettari d’epoca, alla curiosità del linguaggio utilizzato, delle campagne pubblicitarie ante litteram, alla particolarità delle tecniche di cottura e degli ingredienti. E poi c’è la storia, la nostra storia, che si riflette in maniera a volte imbarazzante nel modo di mangiare.

Purtroppo non posso dilungarmi troppo, devo passare alla mia ricetta.
Quindi, cosa prepariamo per una bella colazione del passato?

Mi sono affidata, dietro consiglio di Samanta, al ricettario “Il mio libro: cucina di famiglia e pasticceria. Esteso manuale pratico di cucina, dolci, conserve alimentari, liquori e bibite, gelati, marmellate, ecc. con l’aggiunta di un ricettario di dolci per diabetici e bambini, ed insegnamento del servizio di tavola.” Di  Adolfo Giaquinto, prima edizione 1899.

cover cucina di famiglia e pasticceria    ricetta pizza giaquinto 1   ricetta pizza giaquinto 2

Ma chi era questo Signor Giaquinto?
Adolfo Giaquinto, nato a Napoli il 15 ottobre 1847 e morto a Roma il 28 ottobre 1937, fu cuoco apprezzato, insegnante, giornalista e poeta dialettale. Zio paterno di Ada Boni (autrice del Talismano della felicità, uno dei libri simbolo per le massaie del passato), dopo l’Unità d’Italia, conquistò fama nazionale grazie a fortunati libri di ricette, all’invenzione dell’allora famoso estratto di carne Excelsior e alla sua collaborazione a “Il Messaggero” per il quale, a partire dal 1902, fu direttore e animatore de “Il Messaggero della cucina – Rivista di gastronomia casalinga”, premiata rivista di gastronomia pratica e d’economia per i cuochi, le donne di casa, le signorine, gli educandati, e per gli esercenti trattorie o pensioni ecc.

Facciamoci quindi accompagnare da Adolfo Giaquinto per la colazione di oggi… anzi, ehm… di ieri… , preparando un dolce a lui intitolato: la Pizza alla Giaquinto. Sostanzialmete, si tratta di un impasto brioche, simile a quello della Treccia Angelica, arricchito con frutta secca e candita e cosparso di mandorle. Davvero buona. Io indico le dosi intere, ma per ottenere una teglia da 28 cm ho dimezzato i quantitativi.

Ingredienti:
500 gr di farina (io ho usato farina tipo 1),

250 gr di burro a temperatura ambiente,

40 gr di lievito di birra,

5 uova grandi o 6 piccole,

100 gr di credo e arancia canditi a pezzettini,

2 limoni e due arance,

rhum,

50 gr fra pinoli e uvetta,

250 gr di zucchero semolato fine,

80 gr di mandorle,

un bicchiere di latte,

sale

ingredienti pizza giaquinto

Preparare il lievitino: unire in una ciotola 125 gr di farina setacciata, sbriciolare il lievito e unire il latte tiepido.

lievitino pizza giaquinto

Impastare fino ad ottenere una palla liscia. Fare lievitare circa 40 minuti, coperto con pellicola.

lievitino coperto

Setacciare il resto della farina, aggiungere il lievitino, i canditi e le uvette precedentemente ammollati in acqua e rhum, i pinoli, le scorze di arance e i limoni, le uova, il burro a temperatura ambiente, lo zucchero, il sale.

impasto pizza giaquinto

Impastare il tutto energicamente (io ho usato la planetaria con il gancio). Si avrà un impasto molto morbido.
Trasferire sulla tavola infarinata e asciugare leggermente con un po’ di farina se necessario, finchè non si attaccherà più alle mani lavorandolo.
Trasferire in una ciotola e fare lievitare coperto con pellicola per circa 1h e mezza.

impasto prima della lievitazione

Una volta lievitato l’impasto, trasferirlo in una grande teglia, cospargere di mandorle tritare. Fare rilievitare per circa 20 minuti e cuocere in forno caldo a 180°C.

pizza giaquinto prima della cottura

Tiepida è buonissima… e non è per nulla retrò! Da rifare!

pizza giaquinto finita

Foto: Emanuele Meschini

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