Colazione di Natale in Belgio: la tradizione del ceppo natalizio e lo Kerststronk

Colazione di Natale in Belgio: la tradizione del ceppo natalizio e lo Kerststronk

Il 29 novembre è iniziato l’Avvento e – religiosamente parlando – è ufficialmente cominciato il periodo di Natale (casomai non ve ne foste accora accorti: ci sono luminarie, pubblicità e allestimenti da metà novembre :p ).
Monsu Barachin seguirà le tappe dell’Avvento proponendo una volta a settimana un dolce tipico natalizio di una nazione centro/nord-europea, dove tra l’altro spesso il calendario dell’Avvento ha una tradizione più storica e sentita rispetto all’Italia (e all’Europa meridionale).

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Partiamo dal Belgio, ben rappresentato tra l’altro dalla colazionista Dirimpa, dove tra l’altro starete forse pensando di andare per i suoi Marchés de Noel a Bruxelles, Bruges o Anversa, per citarne alcuni.
I belgi, come anche i cugini d’oltralpe, consumano solitamente nelle festività il cosiddetto Buche de Noel, più noto in Belgio con il nome di Kerststronk, ovvero un rotolo di pasta biscotto al cioccolato ripieno di crema e ricoperto con una crema di burro.

La forma del dolce si ispira all’antica tradizione del ceppo di Natale o ciocco natalizio molto diffusa in vari Paesi europei, dalla Scandinavia e la Gran Bretagna fino alle Alpi e le penisole balcanica e iberica fino al XIX secolo-inizio XX secolo. ‘L’usanza aveva luogo la Vigilia di Natale, quando il capofamiglia – con una particolare cerimonia di buon augurio (in genere un brindisi) – bruciava nel camino di casa un grosso tronco di legno, che poi veniva lasciato ardere anche nelle successive dodici notti fino all’Epifania; i resti del ceppo venivano poi conservati, in quanto si attribuivano loro proprietà magiche (si credeva che favorissero il raccolto, l’allevamento, la fertilità delle donne e degli animali e la salute e che proteggesse dai fulmini) e spesso venivano riutilizzati per accendere il ceppo dell’anno successivo.’

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Quella che vi propongo io è una variazione sul tema, ovvero una pasta biscotto al cioccolato arrotolata, farcita di crema alla panna, crema di marroni e pezzi di marron glacés e ricoperta di una glassa al cioccolato fondente e amarene sciroppate.

ingredienti
pasta biscotto

farina tipo 00 40 g
cacao amaro in polvere 15 g
sale 1 pizzico
uova medie 4
zucchero semolato 80 g
miele 10 g
vaniglia bacca 1

farcitura
panna fresca 200 ml
zucchero semolato 80 g
crema di marroni 2 cucchiai
marron glacés a pezzi 50 g

glassatura
cioccolato fondente 70% 120 g
zucchero semolato 35 g
panna fresca liquida 75 g

preparazione
Per la pasta biscotto battere con una frusta elettrica le uova con il pizzico di sale, lo zucchero il miele e i semi della bacca di vaniglia fino ad ottenere un composto chiaro, spumoso e consistente. Unire il cacao in polvere alla farina e amalgamare le farine al composto a base di uova e zucchero un cucchiaio alla volta, mescolando sempre dall’alto in basso.
Rivestire una teglia (30×40 cm) dai bordi bassi con un foglio di carta e versare l’impasto al cacao, stendendolo in maniera uniforme e livellandolo delicatamente con una spatola per ottenere uno strato non più alto di circa ½ cm. Fare cuocere in forno statico preriscaldato a 200° per 8-10 minuti Una volta cotta, estrarre la pasta e appoggiarla rovesciata su un altro foglio di carta forno (più grande della teglia) leggermente inumidito, arrotolare e lasciare raffreddare.

Preparare la farcitura sbattendo con la frusta la panna e lo zucchero, e una volta montana, incorporare la crema di marroni e i marrons glacés. Srotolare la pasta biscotto, spalmare la farcitura lasciando 2 cm di bordo e arrotolare nuovamente.

Per la decorazione, versare In una pentola lo zucchero e la panna fresca, portando ad ebollizione; spegnere e aggiungete il cioccolato fondente tritato: mescolate con un leccapentole fino ad ottenere una glassa uniforme, far intiepidire leggermente e far colare la glassa sul rotolo; rifinire con le amarene sciroppate o eventualmente con qualche decoro natalizio di zucchero (come imporrebbe la tradizione).

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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