Colazione a Bruxelles ~ Arriva l’Autunno

Colazione a Bruxelles ~ Arriva l’Autunno

Una delle novità più eclatanti del mio trasferimento a Bruxelles è stata l’abbandono pressoché immediato delle bustine da thé. Sapete, quelle che si comprano al supermercato. Quelle che ne bevevo talmente tante, e mi divertivo talmente tanto a comprarne di nuove, dai gusti più disparati, che ancora, ogni tanto, ne ritrovo una, smarrita nella tasca di una borsa, o tra le pagine di un libro. Perché sì, un innegabile e insostituibile vantaggio delle bustine da thé è che te le puoi portare in giro, per i pomeriggi di pioggia a casa delle amiche e le mattine in cui, durante un viaggio, scopri che in hotel hanno solo il classico, intramontabile, ormai insopportabile thé verde del discount.

Qui a Bruxelles, a differenza della piccola città di provincia da cui vengo (e soprattutto a differenza di qualche anno fa) vanno per la maggiore le case da thé.

Salotti arredati in genere con mobili in legno scuro e pesanti tessuti rossi, con scricchiolanti divanetti e tavolinetti sempre un po’ troppo bassi.

Non vedo l’ora che arrivi l’inverno, e quelle grigie giornate in cui non chiedi altro che una bollente tazza di thé per recuperare le energie e cominciare come si deve la giornata.

Nel frattempo, in queste settimane di transizione, con ancora il segno del costume a ricordarci che l’estate è lì dietro, mi consolo con i negozietti da thé. In genere minuscoli, sempre arredati con mobili di legno, mi ricordano quelle vecchie farmacie che si vedono a volte nelle piazze delle città più belle, con la fila di barattoli di ceramica sugli scaffali (che poi, in fondo, il loro ruolo nel mondo non è un po’ lo stesso?).

I miei negozietti di thé preferiti a Bruxelles sono due – uno vicino a casa, e uno vicino al lavoro (perché non puoi mai sapere, quando ne avrai bisogno). Nell’attesa di esplorarne di nuovi, e soprattutto di ricominciare il mio pellegrinaggio degustativo invernale, ecco qui dove farvi un po’ di scorta per le colazioni (ma anche per la pausa pomeridiana, ovviamente).

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La Septième Tasse è esattamente il posto a cui pensavo quando parlavo delle vecchie farmacie. E anche i titolari sono come dei medici in borghese. Entri, spieghi qual è il tuo problema (freddo? raffreddore? stanchezza? cattiva digestione?) e loro ti osservano, annuiscono, si girano, prendono un contenitore di latta e ti fanno annusare un miracoloso insieme di erbe, fiori e frutti dal profumo ineguagliabile.

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Personalmente, ho trovato la soluzione a tutti i miei mali: un infuso con thé, scorze d’arancia e pezzetti di marzapane essiccato.

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L’heure bleue, invece, è più simile ad un laboratorio di un artigiano. Sarà perché vende anche gioielli e articoli da regalo (perché se ci si deve coccolare, tanto vale farlo per bene), o perché i due titolari si definiscono, loro stessi, degli artigiani del benessere, ma tant’è.

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Praticamente impossibile non trovare il rimedio perfetto per raddrizzare la giornata e cominciare nel migliore dei modi, anche dopo una notte insonne o raffreddata.

Circa Dirimpa

Giorgia, trenta e un po', piacentina di nascita, forlivese per passione. Sopra ogni cosa amo leggere. Appena sotto, scrivere. Sono vegetariana, ormai da un po'. Golosa, da sempre. Troppo pigra. E permalosa. Segretaria di professione, vivo a Bruxelles con un marito, un cane, un bimbo, e un blog. Non riesco a rassegnarmi all'idea di non avere il mio cornetto alla crema del buongiorno, e vago in perenne ricerca della colazione perfetta, collezionando chili di troppo e caffeina in eccesso. Mi trovi su dirimpa.wordpress.com

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