Ciambelline fritte: storie di Carnevale, compleanni e una ricetta tra le graffe napoletane e la Calabria

Ciambelline fritte: storie di Carnevale, compleanni e una ricetta tra le graffe napoletane e la Calabria

Questo post è tante cose insieme: il ricordo di ciambelle fritte che ci portava a Carnevale una signora calabrese, tale Pappalardo, che per qualche tempo aveva abitato nel mio paesello ma anche la festa per il compleanno della mia nipotina Sara, che nata il 9 febbraio, avevo deciso di festeggiarla con queste ciambelline fritte che fanno tanto carnevale, allegria e piacciono praticamente a tutti.

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Negli anni – sempre in occasione del compleanno di Sara – ho sperimentato varie ricette con l’obiettivo di realizzarle il più soffici possibile. Quella che vi offro è un mix collaudato della ricetta della signora Pappalardo e delle graffe napoletane, perché lo sapete ormai che l’anima di Monsu Barachin è molto partenopea.

Fatene tante e regalatele ad amici e parenti; proprio come le bugie una tira l’altra e forse inizierete anche voi una bella tradizione da ripetere ad ogni carnevale o per qualche festeggiamento di grandi o piccini.
Nel Cilento le ho assaggiate anche passate in un mix di zucchero e cannella: se vi piace la cannella (come a me), fatelo anche voi.

GRAFFE2
ingredienti

farina tipo 00 130 g
farina manitoba 400 g
latte fresco 120 g
lievito di birra 10 g
uova medie 3
burro ammorbidito 40 g
zucchero semolato 50 g
miele di acacia 1 cucchiaio
limoni non trattati scorza grattugiata 1
sale ½ cucchiaino
patate farinose 300 g

olio di semi (o meglio arachidi) 1 l
zucchero semolato 200 g

preparazione
Far bollire le patate con la buccia (oppure farle cuocere nel microonde: 9/10 minuti a 900 W) , pelarle, schiacciarle con uno schiaccia-patate e far intiepidire.

Schiacciare il lievito con lo zucchero fino a che diventa liquido e poi aggiungere il latte fresco intiepidito leggermente; sbattere leggermente le uova, aggiungerle al latte con il lievito e completarle con il miele e la scorza di limone.
Nella ciotola dell’impastatrice mischiare le farine e il sale, aggiungere le patate passate e il latte con il lievito e impastare con il gancio; dopo qualche minuto iniziare ad aggiungere il burro ammorbidito un pezzo per volta fino ad ottenere un composto elastico, lucido e compatto.

Far lievitare in un contenitore coperto con la pellicola nel forno con la sola luce accesa e far lievitare 1 ½ /2 ore. Riprendere l’impasto, dividerlo in 34/35 pagnotte (25 g ca. ogni porzione); dare una forma sferica ad ogni porzione, appiattirla leggermente e bucarla al centro.

Far lievitare sulla carta da forno o su una superficie infarinata ancora per 1h e poi friggere poche per volta (3 o 4) nell’olio caldo (il maestro Iginio Massari indica la t° ideale a 176°); rigirarle con una forchetta più volte per dorarsi da entrambi i lati, scolare le ciambelline dall’olio con una schiumarola e farle asciugare sulla carta assorbente. Rotolare infine le ciambelle ancora calde nello zucchero semolato per rivestirle completamente.
Buonissime appena fatte, sono da consumarsi al più tardi il giorno dopo: sono sicuro che non arriveranno al giorno dopo 😉

ph. credits Pulcinella: Festeperbambini

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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