La Torta dei Cantoni con le ciliegie (dal Manuale di Nonna Papera) e la #colazionedeipapà

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Ritorna per l’appuntamento di maggio la #colazionedeipapà, sempre a partire dalle ricette del Manuale di Nonna Papera, ripresa ufficialmente il mese scorso.
Per questo periodo di quasi estate ho scelto una torta semplicissima, leggera e con frutta di stagione, ovvero le ciliegie che piacciono praticamente a tutti.

L’unica noia della ricetta, ma come del resto tutte le preparazioni a base di ciliegie, è snocciolare le ciliegie con conseguente tintura globale di mani, tavolo, vestiti; se li sopportate, usate i guanti monouso oppure mettetevi all’aperto: non dovrete preoccuparti di sporcare tutto ciò che avete vicino.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_1 Semplificando molto, la Torta dei Cantoni (chissà poi perché una torta alle ciliegie viene associata alla Confederazione Svizzera?) ricorda molto un pan di spagna essendo molto ricca di uova, ma resa più leggera dal pane ammollato nel latte e dal liquore di ciliegie.

Rispetto alla preparazione del manuale, io ho suddiviso le ciliegie tra metà e sopra l’impasto, a differenza della ricetta originaria, dove tutte le ciliegie erano inserite sopra metà impasto, “in modo da avere una specie di grosso panino imbottito” e ho aggiunto del cioccolato in scaglie che con le ciliegie ci sta sempre bene.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_2Se amate l’accostamento ciliegie e cioccolato, potete aggiungere all’impasto un cucchiaio di cacao amaro: io la proverò presto questa versione cioccolatosa.

Che cosa occorre:
gr 300 di ciliegie snocciolate; gr 150 di zucchero; gr 15 di burro; 4 uova; 4 cucchiai di pane grattugiato; un bicchiere di latte; un bicchierino di kirsch o maraschino; un cucchiaio di farina; una noce di burro; scorza di limone grattugiata; + gr 50 di cioccolato in scaglie.

Come si procede:
sbattete il burro con lo zucchero finché diventa una specie di schiuma, poi aggiungete i tuorli, il pane grattato ammorbidito nel latte e il kirsch. Sempre mescolando, aggiungete la farina, la raschiatura del limone, le scaglie di cioccolato e gli albumi montati a neve. Imburrate una tortiera e metteteci metà dell’impasto, ricopritelo con metà delle ciliegie snocciolate e ricoprite con il resto della pasta, spargendo le restanti sull’impasto.
Cuocete a forno caldo (180°) per quaranta minuti.

Rose (al quadrato) a colazione. La torta di rose 2.0: multicereale e con sciroppo di rose

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Tutti quelli che hanno il Bimby o hanno parenti o amici che ne possiedono uno, sanno che è un gran classico.
E uno dei motivi per cui, preparata dalla dimostratrice durante le presentazioni a casa, ti viene voglia di acquistarlo.

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Il nome tecnico è brioche chinois, con un’origine (del nome) un po’ bizzarra e leggendaria.
La patria del dolce è tedesca, tale Schneckenkuchen, che significa “torta di chiocciole”, e la storia racconta infatti che uno dei suoi primi importatori in Francia non sapeva una parola di tedesco e quando si faceva consegnare i dolci, il fornitore glieli presentava sotto il nome di Schneckenkuchen. Essendo il nome difficile da pronunciare, l’importatore rispose: “In ogni modo, per me è cinese” ossia chinois, e da qui, soprattutto nella pasticceria francese, brioche chinois con le tutte le varie farciture, tra cui le più comuni con burro montato (con lo zucchero) oppure crema pasticcera (con uvetta o gocce di cioccolato).

Quando ho trovato una simil torte di/con le rose sulla copertina de La Cucina Italiana di aprile scorso, mi è sembrata subito perfetta per le colazioni di primavera o, ancora meglio, per un brunch pic-nic da sbocconcellare spaparanzati su un prato.

Rispetto alla ricetta originale, ho però sostituito la farina di farro con una multicereale e ho spennellato la torta, prima di farla cuocere, invece che con l’uovo, con uno sciroppo di rose; io ne ho usato uno proveniente da una delle botteghe storiche di Genova (Antica Confetteria Pietro Romanengo); voi potete usare quelli in commercio, meglio se dei vari produttori del Presidio Slow food o farvelo voi.

Rispetto alle solite ‘chiocciole’ o spirali della tradizionale torta di rose, qui i fiori sono modellati uno per uno, ricreando l’idea del bocciolo di rosa; vi consiglio quindi di seguire nel dettaglio la spiegazione di esecuzione della ricetta; perché è un dato di fatto: se è bella, la si mangia ancora più volentieri.

ingredienti
farina multicereale (o farina 0) 300 g
burro morbido 150 g
zucchero semolato 80 g
granella di zucchero 40 g
lievito di birra fresco 10 g
uova 3
un baccello di vaniglia 1
sciroppo di rose un bicchierino
sale un pizzico

preparazione
Mescolare in una grande ciotola, o nell’impastatrice, la farina, lo zucchero e il pizzico di sale; poi unirvi il lievito di birra sbriciolato, i semi raschiati dal baccello di vaniglia, 3 uova e il burro, un poco alla volta, proseguendo a lavorare per 10-15’fino ad avere un impasto dalla consistenza molto morbida e un po’ appiccicosa. Trasferire l’impasto in una ciotola infarinata, sigillare con la pellicola e fate lievitare per 1 ora a temperatura ambiente, poi per altre 4 ore (o tutta la notte) in frigorifero.

Imburrare l’anello (ø 18 cm) della teglia apribile e appoggiarlo al fondo foderato di carta da forno. Stendere l’impasto lievitato su un piano ben infarinato fino allo spessore di 3 mm. Cominciare a ritagliare dall’impasto 3 dischi (ø 8 cm); disporre i 3 dischi in fila, leggermente sovrapposti, poi ripiegate il primo disco, quello sotto di tutti, sul secondo disco, e il terzo sul primo, a mo’ di portafoglio, ricreando il bocciolo con i petali arrotolati uno dentro l’altro; tagliare la sorta di sigaro cilindrico a metà orizzontalmente e sistemare i due pezzi lungo il bordo interno dell’anello, appoggiandoli sul lato tagliato, ottenendo due “fiori”.

Ripetere le stesse operazioni fino a esaurire l’impasto, lavorando anche i ritagli; disporre via via i “fiori”, ben affiancati, prima lungo il bordo e poi verso il centro, fino a riempire l’anello. Sigillare con la pellicola, fate lievitare fuori del frigorifero per 1 ora, poi spennellate con lo sciroppo di rose. Sfilare l’anello, lasciar riposare per 20’, in modo che i fiori si aprano leggermente, infine cospargere con la granella di zucchero e infornate a 200 °C per 25-27’. Fare raffreddare la torta brioche, per poi gustarla separandola in “rosette”.TORTA_DELLE_ROSE_3Si conserva morbida per qualche giorno, ma se dovesse seccarsi un po’, allora il consiglio è di tostarla e consumarla con un velo di confettura di petali di rosa.

Panna, fragole e cioccolato. Ovvero una strawberry stracciatella cheesecake (senza cottura)

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Con questa ricetta ho dovuto ritrattare due personali disaffezioni in ambito culinario, ovvero lo scarso amore per il gusto stracciatella, che mai penso di aver scelto in gelateria, e il fatto che non amo particolarmente le cheesecake a crudo.

CHEESECAKE_FRAGOLE1In dettaglio il percorso che mi ha portato invece ad amare particolarmente questa ricetta e che sperimenterò presto con altre frutte (ciliegie, albicocche, pesche), dal momento che permette di mantenere inalterato il gusto della frutta e ben si accostaa alla farcia di mascarpone e formaggio fresco.

La base è quella solita di biscotti secchi (meglio sempre tipo Digestive®) e burro sciolto mentre la parte cremosa è a base di ricotta, mascarpone e cream-cheese (il solito Philadelphia®) a cui ho aggiunto delle gocce di cioccolato, con una resa finale che mi ricorda molto la farcitura dei cannoli siciliani alla ricotta, e forse anche la crostata di ricotta di matrice romana.

CHEESECAKE_FRAGOLE2defNon so se la prossima volta in gelateria prenderò i gusti stracciatella e fragola, ma sicuramente panna, fragole e cioccolato restano una triade perfetta.

ingredienti
per la base:
biscotti secchi tipo Digestive® 150 g
burro sciolto 75 g di

per la crema:
mascarpone 250 g
formaggio spalmabile (o cream-cheese tipo Philadelphia®) 200 g
ricotta vaccina 250 g
gelatina in fogli 10 g
zucchero a velo vanigliato 150 g
gocce di cioccolato fondente (o cioccolato a scaglie) 50 g

fragole 1/2 kg
zucchero 2 cucchiai
limone succo di 1

per la glassa alle fragole
bagna delle fragole 200 g
acqua 200 g (il totale dei liquidi deve essere 400 ml)
maizena 30 g
zucchero 80 g

preparazione
Lavare le fragole e tagliarle a pezzetti in una ciotola. Spremere un limone e versare il succo, aggiungere lo zucchero, mescolare per bene e lasciamo macerare in frigo per un’ora.

Nel frattempo preparare la base per la cheesecake alle fragole, spezzettando i biscotti in un frullatore fino a ridurli in briciole.
Versarli in una ciotola, aggiungere il burro fuso mescolando con un cucchiaio fino a farlo amalgamare completamente.
Versiamo l’impasto di burro e biscotti in una teglia cerniera con il fondo rivestito da carta forno, compattare bene la base con un cucchiaio e metterla in frigo per 15 minuti.

Mettere a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda.

Versare in una ciotola capiente il mascarpone, unire la ricotta e il formaggio spalmabile e amalgamare bene (meglio con lo sbattitore elettrico o planetaria) incorporando poco per volta lo zucchero a velo.
Strizzare la gelatina, metterla in un pentolino con qualche cucchiaino di acqua, scaldare sul fuoco per farla sciogliere completamente e aggiungerla alla crema, frullando ancora per amalgamare.

Riprendere la tortiera dal frigo, versare la crema sulla base, livellare bene con una spatola o un cucchiaio e mettere in frigorifero per 3 ore (o in freezer per 1 ora).

Riprendere le fragole macerate con il limone e zucchero, colare il succo che si è formato nel frattempo e aggiungere l’acqua (fino ad arrivare a 400 ml), versare tutto in un pentolino e aggiungere lo zucchero e la maizena, mescolando bene con una frusta.

Portare sul fuoco e far addensare sempre mescolando per qualche minuto, spegnere il fuoco e unire alla gelatine di fragole le fragole in pezzi mescolando il tutto.
Riprendere la torta dal frigo e versarci sopra la glassa con le fragole, livellare bene la superficie e mettere tutto in frigo per 30 minuti.
Tagliare con un coltello ampio a lama liscia.
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Il Salame Vichingo (da Il Manuale di Nonna Papera) e la Colazione dei Papà

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Dopo una veloce preview l’anno scorso, ritorna in modo stabile e periodico la rubrica “la colazione dei papà”, dove Monsu Barachin ispirandosi allo storico e fascinosamente vintage Manuale di Nonna Papera cucina per (e con) la sua Celeste torte e biscotti per la colazione.

Ogni volta Monsu Barachin, senza snaturare la ricetta, vi darà qualche consiglio per migliorarne l’aspetto rendendolo forse un po’ più baby friendly e sostituendo eventualmente qualche ingrediente, che nel frattempo (dalla sua pubblicazione quarant’anni fa) è diventato desueto o introvabile: vedi il curaçao del salame vichingo (sotto) 😉

SALAME_VICHINGO_3Partiamo da un classico: il Salame Vichingo, ovvero il salame di cioccolato che piace indistintamente a grandi e piccoli.
Particolarmente adatto da fare con i più piccoli che si divertiranno a spezzare i biscotti, sporcarsi con l’impasto cioccolatoso e, non dovendo usare il forno, eviteranno di bruciarsi.

Che cosa occorre:
due tuorli; due cucchiai di zucchero; gr 150 burro; due cucchiai di cacao amaro; un bicchierino di curacao amaretto di Saronno; gr 200 biscotti secchi; 170 g di biscotti secchi e 30 di nocciole; zucchero a velo per rifinire

Come si procede:
sbattete insieme i tuorli e lo zucchero finché la crema si gonfia. Fate sciogliere il burro a bagnomaria, e unitelo ai tuorli con lo zucchero, il cacao e il curacao, mescolando alla perfezione. Mettete i biscotti in un sacchetto di plastico e rompeteli (con le mani o con un mattarello di legno) a pezzetti piccoli, che unirete alla crema. Mescolata finale. Versate il tutto in una carta oleata (tipo forno), dando al dolce la forma di un salame, e chiudete le estremità con uno spago. Mettete il “salame” in frigorifero e toglietelo solo quando si sarà indurito: allora togliete la carta e… affettate!

Monsu Barachin consiglia prima di tagliarlo, di ‘impanarlo’ nello zucchero a velo e di legarlo con dello spago da cucina per renderlo ancora più simile ad un salame vero!

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Sapete perché salame vichingo?
Perché le navi con cui gli irrequieti ‘Guerrieri del nord’ solcavano i mari, oltre a avere una sola vela di colore rosso, avevano degli scudi gialli e neri alternati che brillavano sulle fiancate esterne dello scafo.
Sono proprio questi scudi di due colori ad aver ispirato a Nonna Amelia questo salame.

Preview illustration: courtsey Snezhana Soosh

Pastiera al cioccolato. Anche per blasfemiche preparazioni postpasquali.

preview_pastiera_cioccolato

Cosa succede quando una pastiera incontra il cioccolato?
Elementare: si ottiene una pastiera al cioccolato.

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Diciamo la verità, siamo stati ispirati dal Maestro della pasticceria italiana Iginio Massari; la variazione è comunque davvero semplice e, considerando che quando si preparano la/e pastiera/e, la farcia è sempre abbondante, perché allora non declinarne almeno una parte al cioccolato.

Partendo quindi dalla ricetta riportata sul blog tempo fa’, si tratta semplicemente di aggiungere a 1/3 della farcia 50 g di cioccolato fondente fuso e 1 cucchiaio di cacao amaro; sicuramente una resa meno dolce (che in molti apprezzeranno) e alcuni sapori, come quello delle arance e della cannella, che risultano esaltati.

PASTIERA_CIOCCOLATO_3Nello stesso modo potete decidere di preparare una versione lievitata della pastiera come abbiamo proposto l’anno scorso, anche qui sostituendo 50 g di farina normale con 50 g di cacao amaro.
Oltre alle uova di pasqua da sempre al cioccolato, quest’anno anche una pastiera al cioccolato.

Se poi le uova al cioccolato avanzate sono tante, si può decidere di preparare una versione (come riciclata) al cioccolato – in modo quasi blasfemo – dopo la Pasqua.