Torta all’acqua 2.0: al posto dell’acqua (calda) il té alla menta.

TORTA_THE_MENTA_preview

Prima c’era la Torta all’acqua (e ne abbiamo anche parlato sul blog): vegana, pratica (è difficile che in casa non abbiate farina, lievito e olio di semi), veloce.
Solo un po’ troppo sabbiosa e poco consistente per i miei gusti.

Poi è stata la volta della Torta all’acqua 2.0: una normale torta con uova e latte a cui si aggiunge l’acqua molto calda prima della cottura con l’obiettivo di renderla (ancora) più morbida e leggera.

TORTA_TE_MENTA_1
Come per la Torta all’acqua avevo sostituito l’acqua con del succo d’ananas, ho deciso una variante estiva e speziata della Torta all’acqua 2.0, sognando Marrakech e le sue colazioni in terrazza con tè alla menta e i pasticcini arabi.

Come preparare un ottimo te alla menta marocchino, ve l’avevamo insegnato qui.

A questo punto si tratta di prepararne una tazza e metterla da parte.
In un ciotola rompere due uova, sbatterle con 200 g di zucchero, 60 g di olio, 100 g di yogurt greco, 200 g di farina, ½ cucchiaino di zenzero in polvere (o altra spezia: cannella, cardamomo, …), 1 bustina di lievito in polvere (15g) e poi poco prima di versare l’impasto nella teglia (diametro 18/20) amalgamare il te ancora caldo. Far cuocere per 45/50 minuti in forno statico a 180°, al termine dei quali verificarne la cottura con la so9lita prova dello stecchino.
Buona così, la potete ricoprire del cioccolato fondente fuso (70 g) normale o con cristalli di menta (per rimanere in tema), zenzero o limone.

Neanche dirlo: ottima con il tè alla menta (anche freddo).

TORTA_TE_MENTA_2

Tortino al cioccolato e nocciole (senza accendere il forno)

TORTINO_CIOCCOLATO_MICROONDE_preview_scritta

D’accordo. Con questo caldo, non vi istigo ad accendere il forno (anche se io personalmente il forno lo accendo anche a 40° all’ombra).
Il tortino che vi propongo infrange un grande taboo, ovvero quello della cottura delle torte nel microonde.
Tempi brevissimi – meno di dieci minuti in tutto – e una morbidezza di cui mi sono stupito anch’io, che avevo ricordi disastrosi di torte in microonde.

TORTINO_CIOCCOLATO_MICROONDE_1
Io ho utilizzato la Brocca MicroCook da 1 l della Tupperware (che – ci teniamo a precisare – non ha sponsorizzato questo post), ma voi potete utilizzare qualsiasi contenitore/teglia in plastica (anche silicone) per cottura in microonde.
Io mi sono ispirato alla ricetta sul loro sito e la a resa finale è una perfetta sintesi tra il fondant au chocolat (senza farina) e la torta caprese; visto il risultato soddisfacente io ne ho già in mente una versione bianca con mandorle, limone e cioccolato bianco.

Spezzettare 120 g di cioccolato fondente e tagliare 35 g di burro in 2-3 pezzi, metterli entrambi nel contenitore (di cottura) coprite e fare cuocere per 2 minuti a 600 W.

Aggiungere il resto degli ingredienti (35 g di farina di nocciole, 30 di farina 00, 7 g di lievito chimico sciolto in 5 ml di latte, 3 uova, 70 g di crema spalmabile al cioccolato e nocciole/tipo Nutella® e un pizzico di sale) uno alla volta, continuando a mescolare, fino ad ottenere un composto omogeneo. Posizionate il coperchio a 90°C e fate cuocere per 7 minuti a 600 W.

Lasciare riposare per 5 minuti ed sformare con una spatola in silicone.

Spolverare con zucchero a velo e decorare con frutti a rossi (lamponi, ribes, mirtilli) che in questo momento impazzano.

TORTINO_CIOCCOLATO_MICROONDE_2
Fateci sapere se anche voi usate il microonde per le torte della vostre colazioni e con quali ingredienti?
Siamo molto curiosi 😉

Piccole brioches leggere per le colazioni d’estate

brioches leggere

piccole brioches

Pare che l’estate sia arrivata. Il profumo di fiori di tiglio si espande dolce la sera, la voglia di uscire a godersi le temperature tiepide prevale su ogni altra cosa.

Per chi come me ama sfornare torte, crostate e biscotti non si mette molto bene… Accendere il forno durante il giorno può essere un tantino impegnativo (non nascondo che a volte non resisto e lo uso comunque).

Ma cosa c’è di meglio che preparare qualcosa di buono la sera tardi, magari per la colazione del mattino dopo? O alzarsi all’alba per infornare i biscotti che hanno riposato in frigo tutta la notte?
Così, l’altra sera, prima di cenare ho impastato dei cornetti: amo le brioches in tutte le salse e questi mi sembravano perfetti anche da farcire una volta cotti e raffreddati. Il valore aggiunto di questa ricetta è la leggerezza degli ingredienti. Penso a chi ha voglia di arrivare all’estate un pochino più in forma ma senza però rinunciare a godersi la colazione in santa pace. Noi qui sul blog vi offriamo moltissime alternative salutari e squisite allo stesso tempo.

Ma veniamo alle nostre briochine leggere.
Ho trovato questa ricetta sfogliando Mamma che chef tempo fa. L’avevo appuntata sul mio quadernino delle ricette ed eccola qui.

Ingredienti

120 g di farina tipo “1”
130 g di farina Manitoba
150 ml di latte di soia
40 g di zucchero di canna
30 g di olio di semi
3,5 gr lievito di birra secco
metà cucchiaino raso di sale
la buccia di limone grattugiata

Preparazione

Ho messo le farine in una larga ciotola dopo averla setacciata con il lievito secco e lo zucchero.

Ho fatto il classico “buchetto” nella farina e ho aggiunto il latte, l’olio di semi e un pizzico di sale. Ho impastato bene con le mani per circa un quarto d’ora e poi ho lasciato lievitare l’impasto coperto da un asciugamano da cucina
per tutta la serata, direi per circa 2 ore. L’impasto deve gonfiare fino quasi a triplicare.
L’ho poi steso su un tagliere ben infarinato usando un mattarello. Bisogna ottenere una sfoglia sottile e formare un cerchio di pasta come se stessimo facendo la pizza. Poi, con un coltellino affilato, ho diviso il cerchio in quattro parti, e poi ancora, ogni parte in due. Ho così ottenuto otto triangolini.

Ora viene il bello. Bisogna arrotolare ogni triangolo partendo dalla base fino alla punta e poi formare una mezza luna.
Dopo aver messo tutti i piccoli cornetti sulla carta da forno precedentemente stesa su una grossa teglia, li ho lasciati riposare tutta la notte.
La mattina dopo, appena sveglia, ho acceso il forno a 180 gradi e li ho fatti cuocere per 15 minuti esatti. Il profumo ha letteralmente invaso la cucina.
Pronti per il caffè!

brioches leggere

Qui ho seguito le indicazioni di “Mamma che chef”: ho messo quelli avanzati in un sacchettino per alimenti e la mattina dopo li ho scaldati per due minuti e farciti con una marmellata spettacolare di cui vi parlerò presto in un post dedicato! Erano ancora squisiti e morbidissimi.

 

cornetti 3

La Torta dei Cantoni con le ciliegie (dal Manuale di Nonna Papera) e la #colazionedeipapà

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_preview

Ritorna per l’appuntamento di maggio la #colazionedeipapà, sempre a partire dalle ricette del Manuale di Nonna Papera, ripresa ufficialmente il mese scorso.
Per questo periodo di quasi estate ho scelto una torta semplicissima, leggera e con frutta di stagione, ovvero le ciliegie che piacciono praticamente a tutti.

L’unica noia della ricetta, ma come del resto tutte le preparazioni a base di ciliegie, è snocciolare le ciliegie con conseguente tintura globale di mani, tavolo, vestiti; se li sopportate, usate i guanti monouso oppure mettetevi all’aperto: non dovrete preoccuparti di sporcare tutto ciò che avete vicino.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_1 Semplificando molto, la Torta dei Cantoni (chissà poi perché una torta alle ciliegie viene associata alla Confederazione Svizzera?) ricorda molto un pan di spagna essendo molto ricca di uova, ma resa più leggera dal pane ammollato nel latte e dal liquore di ciliegie.

Rispetto alla preparazione del manuale, io ho suddiviso le ciliegie tra metà e sopra l’impasto, a differenza della ricetta originaria, dove tutte le ciliegie erano inserite sopra metà impasto, “in modo da avere una specie di grosso panino imbottito” e ho aggiunto del cioccolato in scaglie che con le ciliegie ci sta sempre bene.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_2Se amate l’accostamento ciliegie e cioccolato, potete aggiungere all’impasto un cucchiaio di cacao amaro: io la proverò presto questa versione cioccolatosa.

Che cosa occorre:
gr 300 di ciliegie snocciolate; gr 150 di zucchero; gr 15 di burro; 4 uova; 4 cucchiai di pane grattugiato; un bicchiere di latte; un bicchierino di kirsch o maraschino; un cucchiaio di farina; una noce di burro; scorza di limone grattugiata; + gr 50 di cioccolato in scaglie.

Come si procede:
sbattete il burro con lo zucchero finché diventa una specie di schiuma, poi aggiungete i tuorli, il pane grattato ammorbidito nel latte e il kirsch. Sempre mescolando, aggiungete la farina, la raschiatura del limone, le scaglie di cioccolato e gli albumi montati a neve. Imburrate una tortiera e metteteci metà dell’impasto, ricopritelo con metà delle ciliegie snocciolate e ricoprite con il resto della pasta, spargendo le restanti sull’impasto.
Cuocete a forno caldo (180°) per quaranta minuti.

Rose (al quadrato) a colazione. La torta di rose 2.0: multicereale e con sciroppo di rose

TORTA_DELLE_ROSE_preview

Tutti quelli che hanno il Bimby o hanno parenti o amici che ne possiedono uno, sanno che è un gran classico.
E uno dei motivi per cui, preparata dalla dimostratrice durante le presentazioni a casa, ti viene voglia di acquistarlo.

TORTA_DELLE_ROSE_2
Il nome tecnico è brioche chinois, con un’origine (del nome) un po’ bizzarra e leggendaria.
La patria del dolce è tedesca, tale Schneckenkuchen, che significa “torta di chiocciole”, e la storia racconta infatti che uno dei suoi primi importatori in Francia non sapeva una parola di tedesco e quando si faceva consegnare i dolci, il fornitore glieli presentava sotto il nome di Schneckenkuchen. Essendo il nome difficile da pronunciare, l’importatore rispose: “In ogni modo, per me è cinese” ossia chinois, e da qui, soprattutto nella pasticceria francese, brioche chinois con le tutte le varie farciture, tra cui le più comuni con burro montato (con lo zucchero) oppure crema pasticcera (con uvetta o gocce di cioccolato).

Quando ho trovato una simil torte di/con le rose sulla copertina de La Cucina Italiana di aprile scorso, mi è sembrata subito perfetta per le colazioni di primavera o, ancora meglio, per un brunch pic-nic da sbocconcellare spaparanzati su un prato.

Rispetto alla ricetta originale, ho però sostituito la farina di farro con una multicereale e ho spennellato la torta, prima di farla cuocere, invece che con l’uovo, con uno sciroppo di rose; io ne ho usato uno proveniente da una delle botteghe storiche di Genova (Antica Confetteria Pietro Romanengo); voi potete usare quelli in commercio, meglio se dei vari produttori del Presidio Slow food o farvelo voi.

Rispetto alle solite ‘chiocciole’ o spirali della tradizionale torta di rose, qui i fiori sono modellati uno per uno, ricreando l’idea del bocciolo di rosa; vi consiglio quindi di seguire nel dettaglio la spiegazione di esecuzione della ricetta; perché è un dato di fatto: se è bella, la si mangia ancora più volentieri.

ingredienti
farina multicereale (o farina 0) 300 g
burro morbido 150 g
zucchero semolato 80 g
granella di zucchero 40 g
lievito di birra fresco 10 g
uova 3
un baccello di vaniglia 1
sciroppo di rose un bicchierino
sale un pizzico

preparazione
Mescolare in una grande ciotola, o nell’impastatrice, la farina, lo zucchero e il pizzico di sale; poi unirvi il lievito di birra sbriciolato, i semi raschiati dal baccello di vaniglia, 3 uova e il burro, un poco alla volta, proseguendo a lavorare per 10-15’fino ad avere un impasto dalla consistenza molto morbida e un po’ appiccicosa. Trasferire l’impasto in una ciotola infarinata, sigillare con la pellicola e fate lievitare per 1 ora a temperatura ambiente, poi per altre 4 ore (o tutta la notte) in frigorifero.

Imburrare l’anello (ø 18 cm) della teglia apribile e appoggiarlo al fondo foderato di carta da forno. Stendere l’impasto lievitato su un piano ben infarinato fino allo spessore di 3 mm. Cominciare a ritagliare dall’impasto 3 dischi (ø 8 cm); disporre i 3 dischi in fila, leggermente sovrapposti, poi ripiegate il primo disco, quello sotto di tutti, sul secondo disco, e il terzo sul primo, a mo’ di portafoglio, ricreando il bocciolo con i petali arrotolati uno dentro l’altro; tagliare la sorta di sigaro cilindrico a metà orizzontalmente e sistemare i due pezzi lungo il bordo interno dell’anello, appoggiandoli sul lato tagliato, ottenendo due “fiori”.

Ripetere le stesse operazioni fino a esaurire l’impasto, lavorando anche i ritagli; disporre via via i “fiori”, ben affiancati, prima lungo il bordo e poi verso il centro, fino a riempire l’anello. Sigillare con la pellicola, fate lievitare fuori del frigorifero per 1 ora, poi spennellate con lo sciroppo di rose. Sfilare l’anello, lasciar riposare per 20’, in modo che i fiori si aprano leggermente, infine cospargere con la granella di zucchero e infornate a 200 °C per 25-27’. Fare raffreddare la torta brioche, per poi gustarla separandola in “rosette”.TORTA_DELLE_ROSE_3Si conserva morbida per qualche giorno, ma se dovesse seccarsi un po’, allora il consiglio è di tostarla e consumarla con un velo di confettura di petali di rosa.