Pear and chocolate sheet cake. Non la solita torta pere e cioccolato

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Mai sentito parlare delle sheet cake?
Sono quelle torte rettangolari non troppo alte, cotte nelle teglie per la pizza, perfette per essere farcite e decorate e che, soprattutto negli Usa e UK, vengono preparate a partire dalle bustine di cake mix del supermercato.

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Ecco io volevo realizzare una di quelle: da servire a quadrati come dei brownies, ma più leggeri e meno burrosi.
Ancora una volta la fine di ispirazione è stata Chiarapassion (si va a periodi: prima è stato Fattoincasadabenedetta, questo è la fase di Chiarapassion come fonte di ispirazione) e la sua torta alle mele senza uova.

Le mele sono diventate pere e ci abbiamo aggiunto il cioccolato (nell’impasto e a scaglie): una torta pere e cioccolato diversa dal solito, con una consistenza a metà muffin e brownie.
Ideale da tagliare a quadrati per colazioni e merende anche fuori casa.

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ingredienti

farina 00 240 g
farina integrale 90g
zucchero integrale di canna 150g
lievito per dolci ½ cucchiaino
bicarbonato ½ cucchiaino
cacao amaro 25g
burro (morbido) 75g
yogurt alla pera (o bianco/al malto) 250g
latte 80ml
pere (non troppo grandi, tipo coscia o martin sec) biologiche 3
cioccolato fondente a scaglie (o gocce) 40g
cannella ½ cucchiaino
sale

preparazione
Accendere il forno a 180° funzione statico. In una ciotola mescolare le farine con lo zucchero, il lievito, il bicarbonato, il cacao e due pizzichi di sale. Unire il burro morbido e impastare il tutto con le punta delle dita fino ad ottenere un composto di briciole.

In una caraffa mescolare lo yogurt con il latte, aggiungete al composto di briciole, lavorate l’impasto brevemente fino a renderlo omogeneo. Sbucciare 2 pere tagliatele a piccoli pezzi e aggiungetele insieme al le scaglie di cioccolato tritate grossolanamente all’impasto.

Stendere l’impasto in una in una teglia rettangolare 32x25cm rivestita con carta da forno. Tagliare la pera tenuta da parte a fette sottili tonde e mettetele sulla superficie della torta. Infornare in forno caldo per circa 40-45 minuti e verificarne la cottura con la solita prova stecchino.

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Riportiamo le utili indicazioni di Chiarapassion:

  • Conservate il dolce per 2 giorni in un contenitore ermetico a temperatura ambiente e poi in frigo in quanto contenendo frutta, è soggetto a fermentazione.
  • Potete congelare i quadrotti in modo da tenerli sempre pronti per colazione, basterà scongelarli in frigo e ripassarli al microonde per pochi secondi a massima potenza.

Mirtilli selvatici, ricotta e pane alla canapa. Dagli Appennini alle Alpi passando per Carmagnola.

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Questo post parte da distante. In tutti sensi.
Da una parte leggo in uno dei miei blog preferiti, ovvero Jul’s kitchen di una gita nell’Appennino Toscano (Abetone) che aveva dato come frutti dei mirtilli (di montagna) poi trasformati in confettura (con l’alloro che gli conferiva il sapore di bosco), utilizzata tra l’altro per una crostata rustica alla ricotta, che io adoro da sempre.

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Dall’altra i miei suoceri, come ogni fine estate, si arrampicano in alta Val Varaita (più precisamente il vallone di Bellino) per raccogliere piccolissimi mirtilli selvatici; oltre a consumarne un po’ freschi (e con lo yogurt e nei pancakes), ho deciso di trasformarli in una confettura chiaramente ispirata a quella di Jul’s kitchen.

La mia confettura, oltre all’alloro, aveva anche delle prugne Santa Clara (sempre dall’orto dei miei suoceri), che davano un po’ più di succo rispetto ai mirtilli tendenzialmente più asciutti, e un bicchierino di grappa ai mirtilli fatta in casa (con i mirtilli raccolti l’anno scorso).

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ingredienti
mirtilli selvatici freschi 1 kg
prugne Santa Clara biologiche 500 g
zucchero  semolato 700 g
grappa di mirtilli (o semplice grappa) 1 bicchierino

preparazione
Lavare i mirtilli, scolali e metterli in una pentola capiente con le prugne ben mature tagliate a pezzi piccoli. Cuocere mirtilli e prugne su fuoco basso per circa 20/25 minuti, finché non cominciano a sobbollire.
Aggiungere lo zucchero, la grappa e riportare bollore la confettura che dovrà cuocere per circa 35/40 minuti.
Controllare la consistenza della confettura, facendo cadere una goccia su un piattino lasciato per un po’ nel congelatore: se inclinando il piattino la confettura non scivola via, è pronta.
Versare la confettura bollente nei barattoli sterilizzati, chiuderli bene e rovesciarli per almeno 15 minuti. Conservare in luogo buio e asciutto.

MIRTILLI_RICOTTA_3L’idea di quella crostata rustica in cui i mirtilli incontravano la ricotta non mi abbandonava e ho deciso allora di ripetere una colazione assaggiata quest’estate a Ischia: una fetta di pane criscito spalmato con ricotta (dolcificata con un cucchiaino di miele) e un velo di confettura di mirtilli.
Volevo un pane rustico e ho scelto un pane molto carmagnolese, a lievitazione naturale, con semi di canapa.

Grazie Jul’s kitchen per l’idea della confettura, grazie mamma Elisa di Ischia per l’abbinamento ricotta e marmellata: non vedo l’ora di replicare, accostando la ricotta con quella di mele cotogne o di arance.

Torta di gelato per festeggiare il terzo compleanno de IlColazionista

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Quando ero piccolo, festeggiando il compleanno l’11 luglio, la torta di compleanno era rigorosamente una torta gelato presa in gelateria o più spesso al bar: Sanson, Sammontana e Algida.
Torta che immancabilmente veniva divisa con mio fratello, di tre anni più grandi, che il compleanno lo festeggiava il 12 (luglio).

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Ci è venuta quest’idea un po’ creativa di festeggiare il compleanno de IlColazionista (3 anni oggi) con una torta, non gelato – che ci starebbe pure in questa fine estate – ma una torta di gelato.
Ovvero una torta preparata a partire semplicemente da gelato (una vaschetta) e farina lievitante.

L’idea mi è venuta leggendo il blog Chiarapassion, zeppo di ricette furbe e veloci.
Quindi con mezza vaschetta di un gelato homemade molto vintage al gusto Malaga – base crema con uvetta macerata nel rhum – ho preparato una torta morbidissima, non eccessivamente dolce (se vi piacciono le torte più dolci, aggiungete due cucchiai di zucchero all’impasto), perfetta per la prima colazione.

Noi l’abbiamo tagliata a cubetti, come fossero cubetti di ghiaccio, voi potete utilizzare delle teglie con fondi particolari (come consiglia Chiarapassion) dandogli una forma icecream oriented oppure realizzare delle monoporzioni (tipo muffin o semisfere) da servire nelle coppette.
Avendo la torta un sapore neutro e poco dolce, è ottima anche per essere farcita con confettura (e panna montata), crema pasticceria (normale o al cioccolato), ganache al cioccolato.

Sbizzarritevi con i vostri gusti preferiti di gelato: la vostra colazione saprà sempre di estate.

Ingredienti
gelato (meglio a base cremosa) 500 g
farina 00 lievitante (oppure farina normale + 2 cucchiaini di lievito per dolci) 180 g

Preparazione
Far ammorbidire il gelato a temperatura ambiente ma non farlo sciogliere completamente.
Unire farina e lievito e mescolare con una spatola. Versare l’impasto nello stampo foderato con carta forno. Livellarlo bene e cuocere in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 40/50 minuti, verificandone la cottura con la consueta prova dello stecchino.

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Verde pistacchio e arancio albicocche. La nostra palette colori per l’estate 2017.

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Può una confettura, essere bella ancora prima di essere buona?
Per noi, stylist dell’ultim’ora, sì.
E così nasce la nostra confettura alle albicocche al profumo d’arancio e granella di pistacchi.

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A dirla tutta per Monsu Barachin l’abbinamento albicocca e arancio è ormai storico: due frutti molto diversi uniti dalla tonalità arancio, un frutto esalta l’altro: ci mancava solo qualcosa per rendere la confettura ancora più particolare e bella.

Complice un mio classico dolce estivo, ovvero lo strudel con albicocche e pistacchi, è nata questa confettura: da mangiare così sul pane e le fette biscottate e una tazza di caffelatte, ottima per farcire biscotti o crostate, molto golosa in abbinamento a formaggi freschi come ricotta e cream cheese.

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ingredienti

albicocche ben mature 1 kg
zucchero semolato 350 g
pectina 3:1 (tipo FruttaPec 3:1) 25 g
pistacchi 100g
Grand Marnier
1 bicchierino
scorza e succo di
1 arancia estiva (non trattata)

preparazione

Lavare e tritare grossolanamente le albicocche e versarle in una pentola capiente con lo zucchero e la pectina.
Portare a bollitura, aggiungere gli aromi e la frutta secca a pezzetti e far cuocere per 10 minuti.
Riempire i vasetti di vetro – precedentemente sterilizzati – con la confettura ancora calda.
Ruotare i vasetti a testa in giù per 15 minuti, rivoltare e, una volta freddi, conservare in dispensa.
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Torta all’acqua 2.0: al posto dell’acqua (calda) il té alla menta.

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Prima c’era la Torta all’acqua (e ne abbiamo anche parlato sul blog): vegana, pratica (è difficile che in casa non abbiate farina, lievito e olio di semi), veloce.
Solo un po’ troppo sabbiosa e poco consistente per i miei gusti.

Poi è stata la volta della Torta all’acqua 2.0: una normale torta con uova e latte a cui si aggiunge l’acqua molto calda prima della cottura con l’obiettivo di renderla (ancora) più morbida e leggera.

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Come per la Torta all’acqua avevo sostituito l’acqua con del succo d’ananas, ho deciso una variante estiva e speziata della Torta all’acqua 2.0, sognando Marrakech e le sue colazioni in terrazza con tè alla menta e i pasticcini arabi.

Come preparare un ottimo te alla menta marocchino, ve l’avevamo insegnato qui.

A questo punto si tratta di prepararne una tazza e metterla da parte.
In un ciotola rompere due uova, sbatterle con 200 g di zucchero, 60 g di olio, 100 g di yogurt greco, 200 g di farina, ½ cucchiaino di zenzero in polvere (o altra spezia: cannella, cardamomo, …), 1 bustina di lievito in polvere (15g) e poi poco prima di versare l’impasto nella teglia (diametro 18/20) amalgamare il te ancora caldo. Far cuocere per 45/50 minuti in forno statico a 180°, al termine dei quali verificarne la cottura con la so9lita prova dello stecchino.
Buona così, la potete ricoprire del cioccolato fondente fuso (70 g) normale o con cristalli di menta (per rimanere in tema), zenzero o limone.

Neanche dirlo: ottima con il tè alla menta (anche freddo).

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