Che palette ha la tua colazione?

Le tartine gourmande-pantoni di Emilie

Che ne direste di una colazione ispirata alla vostra palette preferita? Scegliere cosa mangiare appena svegli in base alla tonalità e al colore che quella mattina ci attrae di più, come quando apriamo l’armadio e abbiniamo le ballerine alla camicetta.

Emilie ha fatto della sua passione per i colori una fonte di ispirazione quotidiana e ha creato un blog dedicato alle due cose che ama di più: le palettes e il cibo. Ha 29 anni, è francese, professione direttrice artistica, ma per gli affezionati al suo bellissimo sito lei è semplicemente “Griottes – palette culinaire” che significa “amarene”, nome goloso ed evocativo.

Alla colazione ha dedicato un progetto davvero incantevole ovvero la “tartine gourmande” che si finge pantone. La tartine in francese non è altro che una fetta di pane su cui viene spalmato un velo di marmellata o crema, fettine di frutta fresca o verdura. La fantasia può quindi scatenarsi in mille varianti.

 

Rouge

Rouge

 

Ma Emilie si è lasciata guidare esclusivamente dai codici del pantone, cercando di riprodurre perfettamente la tonalità in questione. Il risultato è qualcosa di davvero bello e disarmante. Il suo talento sta proprio nell’estrema semplicità della composizione: banane e un velo di cioccolato bianco fuso per il codice 7507 C; lampone, ciliegie e ribes per il codice 1797 C! Vicino ad ogni fetta, la cartina con la tinta selezionata, una forchetta o il cucchiaino, il tutto ben apparecchiato su taglieri di legno chiaro.

Un’idea che potrebbe andare avanti all’infinito, fino all’esaurimento del pantone, accarezzando cibi, stagioni, umori e inclinazioni. Insomma, una colazione che sarebbe in grado di farci sorridere anche in un piovoso lunedì di gennaio. Non credete?

Emilie Guelpa è anche autrice del libro “Je cuisine poétique” PYRAMYD

 

Palette dei gialli

 

 

Le immagini sono tratte dal blog “Griottes palette culinaire” di Emilie Guelpa

Tutta l’arte su un toast: colazione con Ida Frosk

La ragazza con l'orecchino di perla

Della serie, l’arte a colazione: i toast di Ida Frosk ci danno il buongiorno! Sedersi a tavola per la colazione e illuminarsi di gioia: nel piatto c’è un Van Gogh, tutto da mangiare. L’idea è venuta a Ida Skivenes, in arte Ida Frosk che probabilmente deve amare parecchio il breakfast time e forse voleva rendere questo momento ancora più speciale, ogni mattina.

 

Il toast dedicato a Frida Khalo

Il toast dedicato a Frida Khalo

 

E’ nato così, probabilmente “The Art Toast Project”: una fetta di pane tostato, il suo foglio bianco; il cibo i suoi colori. Con le sue mani e in pochissimo tempo (questo dichiara lei stessa , dai 5 ai 15 minuti), da vita alle più celebri opere d’arte di tutti i tempi. Le ha fotografate tutte condividendo poi su Instagram ogni sua creazione. La cura dei dettagli è davvero sorprendente, eppure si tratta di pezzetti di frutta, fettine di formaggio, marmellate, salse.Quello che Ida trova nella sua dispensa ogni mattina.

 

Matisse sul Toast

Matisse sul Toast

 

Sul suo blog l’artista norvegese dichiara di aver voluto semplicemente diffondere l’arte rendendola, tra l’altro commestibile, divertente e accessibile a tutti.

I suoi toast in realtà, sono opere d’arte, vivono di vita propria e sono ben aldilà della copia perché totalmente reinventate e ricreate con materiali del tutto insoliti. E poi come si può davvero rimanere indifferenti per esempio, di fronte al toast di Frida Khalo, in cui tutta l’essenza dell’espressione del suo volto e pure l’atmosfera delle opere della celebre artista messicana, sono resi con un’incredibile capacità di sintesi visiva? Pare che il suo progetto continuerà e chissà cosa ci riserverà ancora la sua mente aperta e colorata.

Per tenerla d’occhio, potete leggere periodicamente il suo coloratissimo blog oppure seguirla su Instagram

La colazione preistorica

Vallée_des_Merveilles_103_le sorcier

Quando è nata l’arte? Credo di essere la persona meno indicata per trovare una definizione, ma sicuramente deve essere stato un giorno qualunque ad opera di un avo qualunque, ma sicuramente dopo colazione.

Avete mai visto qualcuno che vada nel proprio atelier a lavorare con la pancia vuota? Certo che no, quindi deve essere stato così, anche per gli uomini primitivi. Notizie certe non ne abbiamo, ma sicuro i bar all’epoca scarseggiavano e i croissant erano ancora molto, molto, di là da venire. Cosa avranno mai mangiato i nostri progenitori appena alzati? Sicuramente era qualcosa bio e a chilometri zero, non poteva essere altrimenti.

Quando pensi di esserti posto una domanda balzana tipo cosa mangiavano appena alzati i nostri progenitori, ti rendi conto che c’è sempre qualcuno che la questione se l’è posta e ha trovato anche una risposta: la paleodieta. La colazione preistorica, avete pensato che follia ? Forse, ma indaghiamo un po’.

Non so cosa ne pensi la comunità scientifica dei paleontologi, ma i soliti esperti in rete ci raccontano che questo regime alimentare si rifà alle presunte abitudini alimentari degli uomini prima che diventassero agricoltori, quindi tutta roba da raccoglitori-cacciatori.

Quindi a colazione si mangiava tutto quel che si poteva cacciare o raccogliere. Immaginare di aprire gli occhi all’alba, imbracciare una lancia e vestiti di pelli rincorrere la colazione non rientra esattamente nella mia personale idea di relax mattutino, ma d’altra parte il nostro caro cavernicolo cosa avrebbe avuto altrimenti da fare?

Perciò appena svegli sotto con una bella razione di selvaggina, che so… un orecchio di cinghiale, un cosciotto di lepre, un volatile a caso e per contorno radici, bacche, frutta, erbe e via di seguito. Tutto la colazione sarà stata cruda, per cuocerla ci voleva il fuoco, e io ricordo da sussidiario delle elementari che la faccenda non era semplicissima. Alzati, prendi la lancia, trova la colazione, corri più veloce di lei, acchiappala, mondala e mangiatela cruda…bleah.

Tutto questo nella stagione favorevole, immaginatevi l’inverno, tordo e nocciole a colazione, pranzo e cena, per non dir degli spuntini. Molte diete propongono colazioni iperproteiche, 12 bianchi d’uovo, tante fette di bresaola da svuotarne la Valtellina oppure fagioli che tanto piacerebbero a Bud Spencer e Terence Hill, ma ammettiamolo se il caro vecchio cavernicolo avesse avuto cappuccino e brioche o uova e pancetta, tordo e nocciole li avrebbe lasciati al loro posto!   Immagine: wikipedia

Colazione in giardino, uno degli ultimi quadri del pittore De Nittis

Colazione_in_giardino de nittis

Un pittore italiano, nato alla fine del 1800, un’ispirazione impressionista e un quadro meraviglioso: La colazione in giardino.

E’ il quadro di Giuseppe De Nittis, pugliese di nascita ma molto francese per ispirazione e carriera. E’ infatti a Parigi il luogo dove nel 1867 si trasferì e mise radici.

L’aria che si respira è quella dell’impressionismo francese classico, Monet, Manet e gli altri esimi colleghi fanno da sfondo e da ispirazione per la sua carriera.

leotine

Nella capitale francese conobbe Léotine, sua moglie, la bellissima ragazza raffigurata nel quadro assieme al loro bambino, Jacques durante il primo momento insieme della giornata: la colazione.

Il quadro ,del 1883/1884, oggi conservato alla Pinacoteca De Nittis di Barletta, apre una visuale sulla quotidianità della famiglia del pittore.

Ne “La colazione in giardino” manca un commensale, che ha lasciato la tavola, e tutto fa supporre che sia proprio lui, il pittore, che si è messo a dipingere questa colazione.

Natura sia sulla tavola sia attorno ai commensali, e papere che si avvicinano per cercare qualche briciola. La mano del bambino che immaginiamo si avvicini all’animale per sfamarlo, sotto lo sguardo attento della mamma.

In tavola, caffè e succo di frutta, bicchieri vuoti e tovaglioli ripiegati; le zollette di zucchero e il pane spezzato fanno da cornice ai bei piatti di ceramica.

Un momento di felicità quotidiana, dipinto e reso immune al tempo che scorre.

Una delle ultime opere del pittore, che circa un anno dopo, morirà improvvisamente a soli trentotto anni.

 

Immagini: Pinacoteca De Nittis

 

 

 

 

 

 

Jennifer Causey e la colazione quotidiana in una fotografia

Come una natura morta - Jennifer Causey

 

Catalogare la propria colazione per conservarne un’immagine, ogni giorno, per anni.

La tavola apparecchiata nella meravigliosa semplicità del quotidiano, la luce naturale del sole del mattino o quella fioca di una lampada nei bui giorni di inverno. Ogni giorno una colazione, una fotografia.

Jennifer Causey, fotografa di Brooklyn (NY) ha scattato mille fotografie alle sue colazioni e le ha pubblicate nel blog “Simply Breakfast” per la gioia degli amanti del sacro rito mattutino.
Si tratta di un vero progetto fotografico portato avanti da questa straordinaria fotografa che attraverso i suoi scatti ama raccontare storie.

Lo fa spesso attraverso il cibo, che è il suo soggetto prediletto insieme agli oggetti e al loro muto potere evocativo.
Le foto di Jennifer sono una perenne ricerca della bellezza pura, di quell’armonia pacifica delle cose, apparentemente casuale che riempie e appaga l’anima.

 

Luce naturale e quotidianità

Luce naturale e quotidianità

 

Le sue colazioni sono inquadrate dall’alto, dal punto di vista privilegiato di chi sta per sedersi a tavola.

Veniamo quindi dolcemente invitati a colazione, ancora un po’ assonnati ma rinfrancati dal primo pasto della giornata, che tanto adoriamo.
Una tavola apparecchiata quasi distrattamente, la tazza piena di caffè nero e bollente, il pane affettato e già imburrato, la fetta di dolce che qualcuno ha graziosamente appoggiato lì per noi.
Una luce intensa e naturale fa brillare i granelli di zucchero sulla brioche e scintillare la marmellata di albicocche. Il tutto sembra emergere dall’oscurità del background, come in una natura morta fiamminga oppure è pervaso dalla luce piena di una mattinata di primavera.
Simply Breakfast : la colazione è una cosa semplice ma è piena di grazia negli scatti di Jennifer. E’ arte.

Se siete curiosi di scoprire il mondo di Jannifer Causey, potete seguire i suoi tanti bei progetti sul sito www.jennifercausey.com e sul blog, jencausey.blogspot.it

La trovate su facebook, twitter e naturalmente su Instagram (jencausey)

Se invece volete sfogliare le colazioni di Jennifer e custodirle nella vostra libreria “Simply Breakfast – the art of breakfast” è quello che fa per voi.

 

Una colazione immortalata da Jennifer Causey

Una delle colazioni fermate in uno scatto di Jennifer Causey

 

 

foto: blog.imbreannarose.com, Decorator’s Notebook blog, camillestyles.com