(Il regalo per) la colazione del primo giorno degli sposi

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Sono convinto che la condivisione dei pasti fortifichi i rapporti famigliari e di coppia.
In occasione quindi del matrimonio, dopo un lunghissimo fidanzamento, di uno dei più cari amici d’infanzia, voglio – come capita spesso per gli amici più cari – regalare qualcosa che vada in quella direzione, ovvero di un pasto insieme – come la colazione – da vivere in un contesto diverso, su di un prato, in un parco cittadino, con la gratuità e la naturalezza che sono i pic-nic, i déjeuner-sur-l’herbe possono restituire.
COLAZIONE_SPOSI0bisIl set da pic-nic
lo si trova nei negozi di articoli per la casa o più facilmente on-line, dove possiamo scegliere i colori, i materiali e le forme che più ci piacciono, ma è importante che sia un set (solo) per due persone: se non siamo tipi da pranzi al sacco da consumare su un prato, sarà comunque bello consumare le nostre colazioni o i pranzi – acquistati nelle nostre boulangerie del cuore, nelle gastronomie di fiducia – con piatti di ceramica e bicchieri in vetro; una volta tornati a casa, laveremo tutto (riducendo quindi al minimo anche i rifiuti) e saremo pronti per un nuovo pic-nic in giro.
COLAZIONE_SPOSI3L’idea che vi offro è di personalizzare il vostro regalo, aggiungendo una tovaglia o una set di tovagliette all’americana con i nomi (ricamati) degli sposi, o anche solo le iniziali o, ancora meglio, i soprannomi per sancire il rapporto che vi lega a quella coppia. Quella tovaglia (o le tovagliette) apparterranno a loro e tutte le volte che le utilizzeranno si potranno ricordare di quel giorno e del vostro pensiero.
COLAZIONE_SPOSI2Nel mio caso ho coinvolto la mia dolce consorte che ha tagliato e cucito la tovaglia e le tovagliette a partire da stoffe che ben si abbinassero al set acquistato, ma anche tovaglia/tovagliette già pronte (da personalizzare) andranno benissimo.
COLAZIONE_SPOSI5Io ci ho aggiunto anche una marmellata di arance (con etichetta personalizzata) così la colazione (del primo giorno degli sposi) è veramente completa.COLAZIONE_SPOSI0Potete decidere di metterci dei biscotti homemade, dei sacchetti di English breakfast Tea (comprati in qualche ottima Tea house) andando a giocare con le preferenze e i gusti degli sposi: tutti gesti per far capire che avete pensato a loro, quando dopo la festa saranno (finalmente) solo loro due.
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Buona vita, Ele (Joy 😉 ) & Mana e tante buone colazioni!

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L’Arte nella Colazione e viceversa

foto caffè dal web

Fare colazione la mattina è un’arte. Nei secoli l’Arte della Colazione è stata spesso raccontata attraverso l’estro degli artisti più noti.
Già da tempi non sospetti il primo pasto della giornata era fonte di curiosità, da rendere su tela
Tanti sono infatti gli artisti che hanno ritratto la colazione.

Ne ricordiamo due, simboli di questo pasto che amiamo tanto.

Manet

Colazione sull’erba – Manet

Manet con “Le déjeuner sur l’herbe” – Colazione sull’erba. Un dipinto ad olio su tela realizzato tra il 1862 e il 1863. Un lavoro che suscitò parecchio sdegno all’epoca. Numerosi critici lo consideravano piuttosto volgare, trattandosi di donne nude liberamente in compagnia di giovani borghesi. Non solo il contenuto diede scandalo ma anche lo stile di Manet impiegato in questa opera non era visto di buon occhio dai critici d’arte di allora: troppo moderno sia dal punto di vista cromatico che compositivo.
(fonte wikipedia)
Il quadro raffigura una colazione in un bosco, nei pressi di Argenteuil, dove scorre la Senna. In primo piano vi è una donna nuda che guarda verso lo spettatore. La modella è Victorine Meurent, che posò anche per la figura di donna sullo sfondo, la quale è intenta a bagnarsi nel fiume. I due giovani in primo piano, vestiti elegantemente, sono Eugene Manet e lo scultore olandese Ferdinand Leenhoff. Nell’angolo in basso a sinistra vi è la colazione da cui l’opera prende il titolo.

Come non citare uno dei più grandi dipinti dell’Impressionismo: La Colazione dei Canottieri – Le déjeuner des canotiers di Renoir. Considerato il capolavoro per eccellenza dell’artista francese, dall’animo sempre ben disposto, amante indiscusso della joie de vivre. Anche in questo lavoro, infatti, emerge la vitalità e la voglia di testimoniare il divertimento dei giovani borghesi, atmosfera tipica delle grandi città.

Colazione Canottieri

La colazione dei canottieri – Renoir

(fonte www.letteraturaalfemminile.it)
Renoir inizia a lavorare sul dipinto nell’estate del 1881. Un amico, il barone Barbier, si offrì di organizzare la riunione, chiamando a raccolta  tutti gli amici del pittore, artisti, giornalisti, modelle.
Sul posto, Renoir cominciò una serie di studi e schizzi, fino a giungere a dipingere la tavolata di giovani amici convenuti nel ristorante di Alphonse Fournaise a Chatou sulla Senna, vicino alla Grenouillére, luogo molto affollato di domenica, dove, dopo le escursioni in barca, i canottieri erano soliti incontrarsi con le loro ragazze e pranzare sulla terrazza del primo piano che affacciava sul fiume.
La composizione è nettamente delimitata ai due lati.  La scena, però, è suddivisa in singole figure dettagliate e in piccoli gruppi collocati al riparo di una tenda da sole, mentre la calda luce del giorno filtra attraverso la veranda. Sullo sfondo s’intravedono le barche sulla Senna.
Sulla sinistra è raffigurato il proprietario del locale, monsieur Fournaise, e sua figlia, la bella Alphonsine; l’uomo col cappello a cilindro è il barone Barbier,
Intorno alla tavola ci sono a destra, col cappello di paglia, a cavalcioni di una sedia, Gustave Caillebotte, artista di talento e fanatico della barca, che dialoga con l’attrice Ellen Anurie, e alle loro spalle c’è il giornalista Maggiolo. Sulla sinistra c’è una giovane donna in posa molto naturale  (che stringe un cagnolino) nella quale si riconosce Aline Charigot, futura 
 moglie di Renoir.

 

A proposito di arte, concludiamo questo post citando un altro grande artista, Pablo Picasso che disse:  “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata nella vita di tutti i giorni.”
Impreziosiamo la nostra quotidianità con la bellezza di queste opere, appena apriamo gli occhi, in procinto di consumare il nostro pasto preferito.

 

Knit your Breakfast: il meraviglioso mondo di Jessica Dance

Jessica Dance copertina (1)

Il mio lavoro mi porta continuamente a sbirciare sul web (e non solo) alla ricerca di artisti interessanti. Capita, ogni tanto, di non riuscire a trattenere l’animo fanciullesco che scalpita dentro di me e di esclamare “Wow!!”

Mi è successo proprio l’altro giorno collegandomi a uno dei siti che da qualche tempo amo seguire, “The Jealous Curator”.

Jessica Dance1

Lo leggo quasi periodicamente prima di tutto perché lei, Danielle Krysa, è bravissima, scova sempre cose fantastiche ed incarna esattamente la figura di curatrice che approvo in pieno: gelosa e ammirata, come la sottoscritta. “Damn I wish I thought of that” recita il sottotitolo (Dannazione, vorrei averlo pensato io questo!).

Questa volta Danielle mi ha colpita al cuore e nel mio punto debole: la colazione e il comfort food in generale.

Ha scovato un’artista che crea e compone lei stessa piatti caldi ma soprattutto….morbidi. Il suo nome è Jessica Dance, è art director e creatrice di prototipi e “modelli” su commissione: oggetti che hanno il compito di comunicare una sensazione, un’emozione, un concetto.

Jessica lavora nella moda, nell’editoria, produce cartoni animati e lavora sui sensi e sulla percezione dell’individuo. Vogue, Google, Marie Claire, Topshot, Vanity Fair…solo per citare alcuni dei suoi clienti.

Lei non si limita a stuzzicare e attrarre l’ attenzione del pubblico attraverso la vista dei suoi lavori. Il mezzo espressivo, la materia che lei utilizza contribuiscono a risvegliare il tatto e tutte le sensazioni legate a questo senso che si vanno a mescolare per infondere in noi piacevolezza.

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Il progetto che mi ha affascinato di più è senz’altro “The Comfort Food Series” in cui lei e il fotografo David Sykes hanno lavorato al concetto di cibo confortante, caldo, che ci tiri su il morale quando fuori la giornata è scura, fredda e piovosa. Quel genere di cibo che ci coccola come una carezza e di cui non possiamo fare a meno nei momenti più critici.

“Ho lavorato a maglia come se scolpissi per creare, per esempio, una perfetta colazione inglese”, scrive Jessica sul suo blog. “Ho utilizzato una macchina che lavora a maglia costruita in Inghilterra, utilizzando una lana morbidissima: in questo modo questi cibi si manterranno – e ci manterranno – caldi per tutto l’inverno”.

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La cosa che mi fa sorridere ma soprattutto mi sorprende è come un materiale possa trasmettere una sensazione, anche solo guardandolo al punto tale da sentirne e percepirne l’estrema sofficità!

Eccoci di fronte a una colazione interamente realizzata a maglia, una knitting breakfast!

E date un’occhiata al cartone animato sui cereali! Non è divertente?

Dorset ‘Life Begins at Breakfast’ from Nexus on Vimeo.

Jessica Dance è un’artista vera perché ha saputo mettere la sua creatività interamente al servizio della sua “giocosa immaginazione” come lei stessa la definisce e ha saputo trovare un mezzo espressivo davvero coinvolgente.

Le foto sono tratte dal sito di Jessica Dance, www.jessicadance.com

La storia dell’arte in un caffè. E tu quale scegli?

dejeuner sur l'herbe colazione sull'erba

Ci piace frequentare bar e caffè, sederci al tavolino, ordinare qualcosa, guardarci intorno. Ci piace respirare l’atmosfera di un luogo attraverso i locali, scrutarne il passaggio da dietro una vetrina che il più delle volte, si affaccia su una strada trafficata o su una piazza del centro.

Stare seduti al caffè a studiare il mondo, per far trascorrere il tempo oppure per immergersi nella realtà brulicante di vita è un’abitudine vecchia come il Mondo che esiste da sempre. Spesso da un caffè è nato un nuovo movimento culturale o è germinata l’idea di fare la rivoluzione.

Il caffè greco Guttuso

Il Caffè Greco di Renato Guttuso

L’arte non è rimasta indifferente al fascino di questi luoghi e questo articolo/sondaggio lanciato dal sito “Artslife” non poteva che entusiasmarci. Abbiamo quindi deciso di partecipare anche noi!

Qual è il tuo caffè preferito tra quelli ritratti dai più celebri artisti di sempre?

Ne vengono proposti 12 differenti e vi invitiamo a partecipare esprimendo il vostro voto sul sito (provate a indovinare quale è in testa per ora….).

Conversazione al caffè Boldini (1)

Conversazione al caffè di Giovanni Boldini

Noi ne abbiamo scelti quattro, adatti anche – perché no? – per la colazione.

1 – Il Caffè Greco di Renato Guttuso. Un caffè storico di quelli che noi amiamo tanto. Esiste dal 1700 e si trova a Roma, in via Condotti. Potete andarci quando volete e farci sapere com’è. Non lo abbiamo ancora provato!

2 – Conversazione al caffè di Giovanni Boldini. Un tipico caffè parigino, due donne (entrambe pare fossero le amanti dell’artista) che chiacchierano guardando il passaggio. Chiacchiere e caffè: ci piace.

3 – Terrazza del caffè, Vincent Van Gogh. L’atmosfera di questo dehor sotto le stelle non può che rapire e affascinare. Le luci e i tavolini sul vicolo sono incantevoli e proviamo a immaginare come dev’essere al mattino, quando si preparano le colazioni.

La terrazza del caffè Van Gogh

La terrazza del caffè di Vincent Van Gogh

4 – Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir. Non potevamo escluderlo perché a chi non è mai venuta voglia di immergersi nella luminosa confusione di questo ballo, sedersi a un tavolino e ordinare un caffè occhieggiando qua e là e trascorrendo una mattinata facendo un bagno di scintillante ed effimera leggerezza? Poi basta però, che a noi tutti quei pizzi e cappellini sembrano un pochino scomodi…

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Bal au Moulin de la Galette di Pierre-Auguste Renoir

 

E voi? Quale caffè scegliereste? Siamo curiosi!

Ah, non potevamo non rendere omaggio all’opera che ha ispirato il nome della nostra rubrica…

Le déjeuner sur l’herbe” di Edouard Manet! Una colazione un po’ singolare vero?

Una tazzina di caffé: che c’è di strano?

tazzine di lechner

Julian Lechner, giovane studente tedesco, mentre frequentava il corso di design all’Università di Bolzano deve avere apprezzato moltissimo il caffè italiano per avere avuto un tale lampo di genio.

Ha infatti dichiarato in una recente intervista di aver cominciato a raccogliere fondi di caffè proprio nel nostro Paese. Ma per farne cosa? Naturale: una tazzina di caffè!

tazzine di lechner

Julian oggi è un designer pieno di idee fantastiche, ma quella che preferiamo è sicuramente questa. Osservando quanti fondi di caffè venivano gettati via sotto i suoi occhi, ogni giorno e affascinato da quella massa compatta, nera e profumata, questo giovane creativo, dopo anni di sperimentazioni, è riuscito a presentare il suo prodotto finito all’Amsterdam Coffee Week.

tazzine di lechner

Interi servizi di tazzine e piattini da caffè fatti proprio di caffè: mescolando i fondi con colle naturali e particelle di legno ha creato una massa liquida che può essere versata negli stampi e dare vita a splendide tazze resistenti all’acqua, addirittura ai lavaggi in lavastoviglie.

La sua impresa, oltre ad essere lodevole dal punto di vista ambientale, combatte lo spreco e riduce drasticamente il rifiuto (ma ci pensate a quanto caffè si getta via ogni giorno?!?).

tazzine di lechner

Non tralasciamo poi l’aspetto estetico-sensoriale di questo prodotto. Bere un caffè in una tazza simile deve essere un’esperienza piuttosto interessante: io ho già una gran voglia di percepirne la consistenza, osservarne il colore, la forma, sentirne il profumo (ne avrà uno?).

Nel design c’è qualcosa di magico che lega profondamente estetica e funzionalità. Direi che in questo caso a Julian Lechner è riuscito l’incantesimo.

La collezione si chiama Kaffeeform. Le tazze possono essere acquistate sul sito. Pare che prestissimo arriverà una nuova collezione. Il caffè utilizzato fin’ora è quello della città di Berlino.