Sticky Bun: buono da leccarsi le dita

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STICKY_BUN_DEF1Lo sticky bun mette insieme tutti i sapori più tipicamente americani ed è quindi il mondo migliore per iniziare questo SPECIALE USA a colazione.

Si tratta infatti di una sorta di girella a pasta lievitata avvolta da un goo o fudgecaramello ‘appiccicoso’ arricchito da miele/melassa e sciroppo d’acero ed eventualmente panna/double cream o latte condensato – noci pecan e un’aroma leggero di cannella (molto più tenue, per intenderci, delle kannel bullar svedesi): penso che non ci sia nulla di più libidinoso che mangiare uno sticky bun, sbocconcellando la pasta, recuperando le noci dalle volute della girella e poi leccarsi le dita :p

STICKY_BUN_DEF2Come tutti i dolci per la prima colazione che stanno a metà tra panetteria e pasticceria, migliori sono le materie prime e più buono è il risultato, si tratta di quindi di preparare il fudge con dello zucchero muscovado, sciroppo d’acero e miele selezionati (ancora meglio se bio) e non esagerare con i grassi presenti nel fudge e nell’impasto.

STICKY_BUN_DEF3La ricetta che vi fornisco è l’unione di due preparazioni di due esperte dell’American pastry: quelle seguite da Joanne Chang, creatrice e anima di Flour Cafè & Bakery con più sedi a Boston, e da Amy’s Bread, panetteria di qualità (intesa in senso quasi europeo) a New York.

Su Joanne Chang e il suo sticky bun occorre però spendere qualche parola in più: considerato uno dei suoi cavalli di battaglia e vista le metodologie quasi scientifiche di preparazione (Joanne Chang è laureata ad Harvard), è stata sfidata da Bobby Flay, star della food tv made in USA, nel celebre Food Networks Throwdown. Manco a dirlo Joanne Chang vinse e il giornalista dell’Harvard Magazine Mark Felton decise di raccontare come il tanto acclamato sticky bun viene preparato nel Flour Cafè e decise di cimentarsi anche lui 😉

Impasto tipo brioche:
farina (manitoba o 0) 360g
latte 200 ml
zucchero 60 g
acqua tiepida 50 ml
burro 50 g
uovo 1
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
lievito di birra in cubetto 12 g
sale ½ cucchiaino

Farcia:
zucchero di canna scuro (tipo muscovado) 80 g
cannella macinata 1 cucchiaio
noci pecan 75 g

Fudge/goo:
zucchero di canna scuro (tipo muscovado) 80 g
miele 2 cucchiai
sciroppo d’acero 2 cucchiai
panna (da montare) 2 cucchiai
burro 60 g
sale 1 pizzico
noci pecan 75 g

Schiacchiare il lievito di birra con lo zucchero fin quando diventa liquido (questo trucco accelera il processo di lievitazione), aggiungere il latte e acqua tipiepidi, l’uovo, lo zucchero, la farina e il burro morbido: impastare (a mano o meglio nell’), per qualche minuto; far lievitare l’impasto in un contenitore coperto per 1h/1h30 fin quando è raddoppiato di volume.

Preparare il fudge facendo sciogliere lo zucchero muscovado, miele, sciroppo d’acero, burro e pannna liquida sul fuoco e far bollire 2/3 minuti; farlo raffreddare e versarlo nella teglia rivestita di carta forno e spargervi sopra le noci pecan.

STICKY_BUN_DEF4Prendere l’impasto lievitato, stenderlo in un rettangolo allo spessore di ½ cm e spargervi sopra zucchero muscovado, cannella e noci pecan; arrotolare e tagliare a fette, per ottenere delle girelle spesse ca. 3 cm.

Posizionare nella teglia (sulla quale è stato versato il fudge con le noci) ben distanziate tra loro; mettere in frigorifero per una notte intera. Il mattino dopo accendere il forno a 180°, togliere la teglia dal frigo e quando è a temperatura, informare e far cuocere per 30 minuti; una volta estratti dal forno, far riposare gli sticky buns per qualche minuto e poi girare la teglia su una gratella appoggiata su una teglia (come fosse una tarte tatin). Consumare tiepidi e dopo qualche ora in una colazione di metà o tarda mattina  :p

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Colazione a Nizza, il fascino della Costa Azzurra

colazione a nizza

Dove fare colazione a Nizza? C’è solo l’imbarazzo della scelta, la colazione dolce va per la maggiore e soddisfare la voglia di sbriciolarsi addosso un croissant tutto burro facile. E’ innegabile il fascino della Costa Azzurra anche se Nizza è assolutamente la meno chic delle località, ma per l’italiana che arriva dalla campagna del Sud del Piemonte è come atterrare a New York. Allora cosa si mangia a colazione, lascia il posto a dove la si consuma. E’ turistico, banale e scontato, ma il mercato dei fiori di Cours Saleya è veramente il cuore della città vecchia brulicante di turisti, colorato di fiori e verdure, quindi nulla di meglio che occupare un posto nel dehors e guardare il mondo che passa, una delle mie attività preferite.

colazione a nizza

L’area è pedonale e i tavolini non mancano, posto lo si trova sempre. Fino alle 11 del mattino tutti i bistrot offrono colazioni dolci o salate per un massimo di 10€, scelgo Le Flore un caffè ben piazzato per godere del passeggio, ordino la colazione salata.

colazione a nizza

Due uova all’occhio di bue, formaggio, bacon, bevanda calda, bicchiere di macedonia,pane e burro. Il pranzo sarà sostituito da una sessione di shopping nel centro storico ovviamente. Nizza è abbastanza vicina all’Italia da offrire un caffè  buono, ma preferisco un tè, giusto per avere qualcosa da sorseggiare a lungo mentre mi godo il posto.

colazione a nizza

La qualità dei prodotti non è alta, prosciutto e formaggio sono un po’ plasticosi e le uova secche, ma un paio di morsi al pane appena sfornato, caldo e croccante fanno dimenticare tutto. Gli avventori accanto a me scelgono la colazione dolce, i croissant sono enormi e la marmellata abbondante, forse sarebbe stato meglio optare per quella. Comunque è tutto gustoso, sale e burro non mancano. Il cameriere è gentilissimo e mi aiuta a disporre questa specie di pranzo di nozze su un tavolino minuscolo, mentre serve altri clienti mi rendo conto che sa snocciolare il menu in almeno quattro lingue. Finita la colazione potrete scattare foto senza neppure alzarvi. Sullo stesso Corso, altri locali, ma dovrete avere pazienza e aspettare i prossimi post!

Le Flore, Cours Saleya angolo Place Gautier, Nizza ( F )

Servizio: buono

Ambiente: ottimo

Prezzo: 10€

 

foto christian teillas

Colazione a Sarajevo? Da Hussein al Cajdzinica Dzirlo!

Il dehor di Cajdzinica Dzirlo a Sarajevo

Signore e signori, qui la colazione è qualcosa di particolare. Parliamo di un luogo unico, una specie di “caverna di Ali Baba”, un posto aldilà del tempo.

Vi trovate a Sarajevo, in “piazza dei Piccioni”. Salite sul gradino più alto della fontana che vi sta al centro e scrutate una delle vie che si inerpicano sulla collina di fronte, dall’altra parte della strada. Lo vedrete già da lontano il “Cajdzinica Dzirlo”, perché i suoi infissi di legno sono dipinti di verde acqua, un po’ sbiadito e scalfito dai tempi. Se le le ante sono aperte e già notate una fila di sgabelli e i tappeti persiani ben sistemati nel piccolo dehor che da sulla strada, allora potete incamminarvi.

Se siete fortunati incontrerete il proprietario di questa piccola meravigliosa teieria che vi accoglierà con i suoi lunghi capelli bianchi e il suo sorriso. E, una volta capita la vostra provenienza, vi parlerà in un perfetto italiano. Altrimenti sarete comunque coccolati da chi si occupa del locale al mattino, per esempio la moglie di Hussein, così si chiama il signore, la bella Diana.

Non vi spaventate per le minuscole dimensioni del locale. Un posticino lo troverete. Il pavimento è coperto di tappeti colorati, le sedute di cuscini. Teiere e tazze, infusi in preziosi barattoli di latta, ampolle di vetro dal contenuto misterioso, il tutto sormontato da un soffitto decorato e dalla boiserie che ricopre le pareti. Il profumo qui è irresistibilmente buono e intenso. Sa di spezie, di erbe, di cannella e di caffè.

 

Caffè turco e salep, la colazione è servita

 

Vi verrà servito, se volete, un caffè turco (o bosniaco, come lo chiamano qui) con una freschissima acqua alla cannella e un lokum (piccole gelatine alla rosa, dolcissime, da gustare dopo il caffè). Oppure potrete scegliere tra centinaia di te e tisane. Poi c’è la bevanda leggendaria, il salep. Fatto con la radice essiccata di un’ orchidea selvatica che cresce solo in Turchia. Così racconta Hussein: lui la fa arrivare da Istanbul e la prepara sapientemente per voi. Questa crema tiepida che sa di vaniglia e cannella, è simile a un latte denso e corroborante che da energia e riempie di delizia. Per quanto riguarda il cibo…Qui non si usa fare colazione con brioche o pane e marmellata. Chi vuole mangia un burek caldo e beve caffè. La consuetudine a Sarajevo è quella di acquistare ciò che si vuole in una pekarna (panetteria) e poi sedersi in un caffè e ordinare solo la bevanda. Una volta scoperto questo, con una brioche al lampone e un panino integrale ai semi, per esempio, sedetevi da Cajdzinica Dzirlo: loro gentilmente forniscono gli avventori di un piattino per consumare la colazione in comodità. Così, con tutto il tempo che ci vuole, senza fretta, ci si gode la colazione contemplando Sarajevo che si anima e si sveglia pian piano.

 

Interno di Dzirlo a Sarajevo

Cajdzinica Dzirlo, Street Kovaci Cilcma 6, Sarajevo 71102, Bosnia e Erzegovina

 

Servizio: ottimo

Ambiente: molto gradevole

Prezzo: 8 marchi, cioè 4 euro

A Parigi non si può non andare da le Blé sucré

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Un viaggio a Parigi, per tutti la città dell’amore, della Tour Eiffel, della Senna… per noi Colazionisti anche la città delle panetterie da urlo, meravigliose con i pani fragranti da inforcare sotto braccio e smozzicare passeggiando.

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Il paradiso per le colazioni, nella patria del burro e del croissant. Non si poteva attendere oltre, per andare a un indirizzo conosciuto eppure non ancora preso d’assalto: le Blé sucré.

Boulangerie moderna, luminosa e accogliente, è la casa dello chef pasticciere Fabrice Le Bourdat.

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Imperdibili i pain au chocolat, quelli all’uvetta e i croissant. Il significato di sfoglia al burro arriverà al massimo della comprensione umana. Il caffè é facilmente dimenticabile, di fronte a queste bontà.

Pochi tavolini fuori, coda dentro. Non fa nulla, si perdona tutto, mangiando.

Ho anche un simpatico aneddoto per concludere la mia visita in questo bel posto: ho chiesto il permesso di fare fotografie, mi è stato accordato. Mentre scattavo, un simpatico signore sulla sessantina mi ha apostrofato in francese con un secco ” Ha chiesto il permesso?” Era un cliente, non il proprietario.

Adoro il clima di ospitalità parigino, anche se di più i pain au chocolat.

 

 

Blé Sucré

Rue Vollon 7, Paris

 

Servizio: buono

Ambiente: gradevole

Prezzo: pain au chocolat e caffé au lait circa 5 euro

 

 

Londra, caffè sotto il Big Ben

big ben

Qualche giorno di vacanza a Londra, potevo esimermi da un dettagliato resoconto delle colazioni consumate? certo che no. Ore 10 fame, famissima mio marito ed io siamo per la colazione salata e quindi fuori dall’Italia ci sentiamo meno “strani” e fare colazione come piace a noi è molto più semplice. Siamo affamati, siamo in pieno centro e ci infiliamo in bel locale dall’aspetto storico, molto Inghilterra come se la immagina un italiano insomma.

Entriamo. St. Stephens Tavern, Bridge Street 10 esattamente difronte al Big Ben, pavimenti in legno scricchiolante, moquette e tavolini, un paio di trespoli e due sale comunicanti. Nel primo spazio decisamente più luminono del secondo c’è il bancone del pub con le birre alla spina e boccali, nella seconda sala un piccolo bancone per tutto quello che non è alcolico e per ordinare da mangiare. Legno alle pareti, molti specchi e lampadari d’epoca, i vetri del locale decorati con un bell’effetto satinato lasciano libera la visuale sul BigBen e il Palazzo del Parlmento, riparando gli avventori dagli sguardi di chi passa per strada, la privacy l’hanno inventata qui. Cosa offrisse la colazione era già visibile da un cartello all’esterno e i prezzi pure.

colazione londra

Ordiniamo e ci sediamo comodi a chiacchierare, la cameriera che ci serve è italiana, Valentina da Cesena, per esperienza provata in ogni locale londinese credo ci sia un cameriere italiano. Prendiamo un breakfast vegetariano, io, e uno classico il marito, un espresso e un cappuccino con bicchiere d’acqua.

collage paitti

Il mio piatto vegetariano si compone di due uova pane tostato, guacamole, funghi e una salsina agrodolce, tipo quelle che vi offrirebbe un ristorante cinese.  Il classic breakfast aveva le due uova di ordinanza, pane nero tostato una salsiccia, bacon e un mix di verdure stufate. Tutto molto gustoso, immagino fritture di uova nel burro, il pane fragrante era pane vero, non industriale. Mio marito ha particolarmente apprezzato la salsiccia, lui è l’esperto di bbq domestici quindi il suo giudizio è attendibile, ha perfino deciso di copiare al locale la tecnica dei tagli trasversali sul salume invece dei bucherellatura nostrana. I caffè andavano benone, ne ho bevuti di peggio qui da noi, e l’acqua fresca spillata dal rubinetto non sembrava pescata direttamente dal Tamigi.

In ordine sparso negli altri tavoli c’erano uomini d’affari, amiche con un volume di chiacchiericcio italian style, e un prete, con l’ombrello e il giornale a sorseggiare la sua tazza di tè, pittoresco da non credere. Per 20,55£ potevo chiedere un breakfast più english di così?