NYC muffin: la colazione tra SoHo e Nolita

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MUFFIN_1Il muffin è uno dei cardini delle sweet breakfast del mondo anglosassone; nato infatti in Inghilterra nel XVIII secolo, si è largamente diffuso anche negli Stati Uniti e nel resto del mondo tanto da essere oggi, insieme ai croissant, uno degli accompagnamenti più comuni per la bevanda calda della prima colazione.

Fondamentale per la realizzazione di un buon muffin è partire dalla preparazione di due composti: uno con gli ingredienti in polvere (farina, bicarbonato di sodio e/o lievito chimico e altri eventuali ingredienti in polvere come cacao o spezie) e un composto a base di ingredienti umidi (latte/yogurt/latticello, burro fuso o olio, uova); per quel che riguarda lo zucchero può essere messo sia nel composto in polvere sia in quello umido. I due composti ben amalgamati devono poi essere uniti velocemente e senza mescolare troppo, ottenendo un impasto molto grumoso che deve poi essere versato nei pirottini posti in un apposito stampo per muffins.

MUFFIN_5Questa volta Il Colazionista non vi darà la ricetta per realizzarli, reperibile in quasi ogni food blog, ma l’indirizzo di due locali a New York City, entrambi su Prince Street tra Soho e Nolita, dove consumarne due versioni rivisitate e particolarmente golose.

MUFFIN_2Il primo è Little Cupcake Bakeshop (30 Prince Street – NY), un locale dagli interni rosa shocking che strizza l’occhio all’America Rockabilly degli anni 50 e propone prodotti di pasticceria americana di ottima qualità: tanti tipi di cupcake, come suggerisce il nome, layers cake, cheesecake, cookies, bars e muffin dolci e salati; quello che io vi consiglio il raspberry cheesecake muffin: un plain muffin arricchito in superficie da una salsa di raspberry e creamcheese: ottimo da consumare con un caffè americano (liscio o con latte) o un cappuccino (notevole per gli standard newyorkesi) con caffè Illy.

MUFFIN_3Il secondo è un’istituzione di NYC, tra Soho e Nolita: la storica panetteria Vesuvio (160 Prince Street – NY) che emigranti italiani aprirono nel 1920; chiusa nel 2009, è rinata poco dopo sotto l’egida di Birdbath Neighborhood Green Bakery, mantenendo il suo splendido store front retrò in legno verde lime.
Qui i classici cookies tipici americani sono particolarmente buoni come anche il pane (preparato con vari ingredienti per lo più BIO), ma il punto forte è il baker’s muffin: una sorta di ibrido tra il muffin tradizionale e una pasta sfogliata e lievitata, con uvetta e un leggero aroma di cannella.
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Per chi, come me, che non ama i croissant o similari sfogliati molto burrosi, questa è un vera delizia da accompagnare, perché no, con una delle altre celebri specialità della City Bakery (di cui la Birdbath Neighborhood Green Bakery fa parte): la guduriosa hot chocolate!

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Sticky Bun: buono da leccarsi le dita

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STICKY_BUN_DEF1Lo sticky bun mette insieme tutti i sapori più tipicamente americani ed è quindi il mondo migliore per iniziare questo SPECIALE USA a colazione.

Si tratta infatti di una sorta di girella a pasta lievitata avvolta da un goo o fudgecaramello ‘appiccicoso’ arricchito da miele/melassa e sciroppo d’acero ed eventualmente panna/double cream o latte condensato – noci pecan e un’aroma leggero di cannella (molto più tenue, per intenderci, delle kannel bullar svedesi): penso che non ci sia nulla di più libidinoso che mangiare uno sticky bun, sbocconcellando la pasta, recuperando le noci dalle volute della girella e poi leccarsi le dita :p

STICKY_BUN_DEF2Come tutti i dolci per la prima colazione che stanno a metà tra panetteria e pasticceria, migliori sono le materie prime e più buono è il risultato, si tratta di quindi di preparare il fudge con dello zucchero muscovado, sciroppo d’acero e miele selezionati (ancora meglio se bio) e non esagerare con i grassi presenti nel fudge e nell’impasto.

STICKY_BUN_DEF3La ricetta che vi fornisco è l’unione di due preparazioni di due esperte dell’American pastry: quelle seguite da Joanne Chang, creatrice e anima di Flour Cafè & Bakery con più sedi a Boston, e da Amy’s Bread, panetteria di qualità (intesa in senso quasi europeo) a New York.

Su Joanne Chang e il suo sticky bun occorre però spendere qualche parola in più: considerato uno dei suoi cavalli di battaglia e vista le metodologie quasi scientifiche di preparazione (Joanne Chang è laureata ad Harvard), è stata sfidata da Bobby Flay, star della food tv made in USA, nel celebre Food Networks Throwdown. Manco a dirlo Joanne Chang vinse e il giornalista dell’Harvard Magazine Mark Felton decise di raccontare come il tanto acclamato sticky bun viene preparato nel Flour Cafè e decise di cimentarsi anche lui 😉

Impasto tipo brioche:
farina (manitoba o 0) 360g
latte 200 ml
zucchero 60 g
acqua tiepida 50 ml
burro 50 g
uovo 1
estratto di vaniglia 1 cucchiaino
lievito di birra in cubetto 12 g
sale ½ cucchiaino

Farcia:
zucchero di canna scuro (tipo muscovado) 80 g
cannella macinata 1 cucchiaio
noci pecan 75 g

Fudge/goo:
zucchero di canna scuro (tipo muscovado) 80 g
miele 2 cucchiai
sciroppo d’acero 2 cucchiai
panna (da montare) 2 cucchiai
burro 60 g
sale 1 pizzico
noci pecan 75 g

Schiacchiare il lievito di birra con lo zucchero fin quando diventa liquido (questo trucco accelera il processo di lievitazione), aggiungere il latte e acqua tipiepidi, l’uovo, lo zucchero, la farina e il burro morbido: impastare (a mano o meglio nell’), per qualche minuto; far lievitare l’impasto in un contenitore coperto per 1h/1h30 fin quando è raddoppiato di volume.

Preparare il fudge facendo sciogliere lo zucchero muscovado, miele, sciroppo d’acero, burro e pannna liquida sul fuoco e far bollire 2/3 minuti; farlo raffreddare e versarlo nella teglia rivestita di carta forno e spargervi sopra le noci pecan.

STICKY_BUN_DEF4Prendere l’impasto lievitato, stenderlo in un rettangolo allo spessore di ½ cm e spargervi sopra zucchero muscovado, cannella e noci pecan; arrotolare e tagliare a fette, per ottenere delle girelle spesse ca. 3 cm.

Posizionare nella teglia (sulla quale è stato versato il fudge con le noci) ben distanziate tra loro; mettere in frigorifero per una notte intera. Il mattino dopo accendere il forno a 180°, togliere la teglia dal frigo e quando è a temperatura, informare e far cuocere per 30 minuti; una volta estratti dal forno, far riposare gli sticky buns per qualche minuto e poi girare la teglia su una gratella appoggiata su una teglia (come fosse una tarte tatin). Consumare tiepidi e dopo qualche ora in una colazione di metà o tarda mattina  :p

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Colazione a Nizza, il fascino della Costa Azzurra

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Dove fare colazione a Nizza? C’è solo l’imbarazzo della scelta, la colazione dolce va per la maggiore e soddisfare la voglia di sbriciolarsi addosso un croissant tutto burro facile. E’ innegabile il fascino della Costa Azzurra anche se Nizza è assolutamente la meno chic delle località, ma per l’italiana che arriva dalla campagna del Sud del Piemonte è come atterrare a New York. Allora cosa si mangia a colazione, lascia il posto a dove la si consuma. E’ turistico, banale e scontato, ma il mercato dei fiori di Cours Saleya è veramente il cuore della città vecchia brulicante di turisti, colorato di fiori e verdure, quindi nulla di meglio che occupare un posto nel dehors e guardare il mondo che passa, una delle mie attività preferite.

colazione a nizza

L’area è pedonale e i tavolini non mancano, posto lo si trova sempre. Fino alle 11 del mattino tutti i bistrot offrono colazioni dolci o salate per un massimo di 10€, scelgo Le Flore un caffè ben piazzato per godere del passeggio, ordino la colazione salata.

colazione a nizza

Due uova all’occhio di bue, formaggio, bacon, bevanda calda, bicchiere di macedonia,pane e burro. Il pranzo sarà sostituito da una sessione di shopping nel centro storico ovviamente. Nizza è abbastanza vicina all’Italia da offrire un caffè  buono, ma preferisco un tè, giusto per avere qualcosa da sorseggiare a lungo mentre mi godo il posto.

colazione a nizza

La qualità dei prodotti non è alta, prosciutto e formaggio sono un po’ plasticosi e le uova secche, ma un paio di morsi al pane appena sfornato, caldo e croccante fanno dimenticare tutto. Gli avventori accanto a me scelgono la colazione dolce, i croissant sono enormi e la marmellata abbondante, forse sarebbe stato meglio optare per quella. Comunque è tutto gustoso, sale e burro non mancano. Il cameriere è gentilissimo e mi aiuta a disporre questa specie di pranzo di nozze su un tavolino minuscolo, mentre serve altri clienti mi rendo conto che sa snocciolare il menu in almeno quattro lingue. Finita la colazione potrete scattare foto senza neppure alzarvi. Sullo stesso Corso, altri locali, ma dovrete avere pazienza e aspettare i prossimi post!

Le Flore, Cours Saleya angolo Place Gautier, Nizza ( F )

Servizio: buono

Ambiente: ottimo

Prezzo: 10€

 

foto christian teillas

Colazione a Sarajevo? Da Hussein al Cajdzinica Dzirlo!

Il dehor di Cajdzinica Dzirlo a Sarajevo

Signore e signori, qui la colazione è qualcosa di particolare. Parliamo di un luogo unico, una specie di “caverna di Ali Baba”, un posto aldilà del tempo.

Vi trovate a Sarajevo, in “piazza dei Piccioni”. Salite sul gradino più alto della fontana che vi sta al centro e scrutate una delle vie che si inerpicano sulla collina di fronte, dall’altra parte della strada. Lo vedrete già da lontano il “Cajdzinica Dzirlo”, perché i suoi infissi di legno sono dipinti di verde acqua, un po’ sbiadito e scalfito dai tempi. Se le le ante sono aperte e già notate una fila di sgabelli e i tappeti persiani ben sistemati nel piccolo dehor che da sulla strada, allora potete incamminarvi.

Se siete fortunati incontrerete il proprietario di questa piccola meravigliosa teieria che vi accoglierà con i suoi lunghi capelli bianchi e il suo sorriso. E, una volta capita la vostra provenienza, vi parlerà in un perfetto italiano. Altrimenti sarete comunque coccolati da chi si occupa del locale al mattino, per esempio la moglie di Hussein, così si chiama il signore, la bella Diana.

Non vi spaventate per le minuscole dimensioni del locale. Un posticino lo troverete. Il pavimento è coperto di tappeti colorati, le sedute di cuscini. Teiere e tazze, infusi in preziosi barattoli di latta, ampolle di vetro dal contenuto misterioso, il tutto sormontato da un soffitto decorato e dalla boiserie che ricopre le pareti. Il profumo qui è irresistibilmente buono e intenso. Sa di spezie, di erbe, di cannella e di caffè.

 

Caffè turco e salep, la colazione è servita

 

Vi verrà servito, se volete, un caffè turco (o bosniaco, come lo chiamano qui) con una freschissima acqua alla cannella e un lokum (piccole gelatine alla rosa, dolcissime, da gustare dopo il caffè). Oppure potrete scegliere tra centinaia di te e tisane. Poi c’è la bevanda leggendaria, il salep. Fatto con la radice essiccata di un’ orchidea selvatica che cresce solo in Turchia. Così racconta Hussein: lui la fa arrivare da Istanbul e la prepara sapientemente per voi. Questa crema tiepida che sa di vaniglia e cannella, è simile a un latte denso e corroborante che da energia e riempie di delizia. Per quanto riguarda il cibo…Qui non si usa fare colazione con brioche o pane e marmellata. Chi vuole mangia un burek caldo e beve caffè. La consuetudine a Sarajevo è quella di acquistare ciò che si vuole in una pekarna (panetteria) e poi sedersi in un caffè e ordinare solo la bevanda. Una volta scoperto questo, con una brioche al lampone e un panino integrale ai semi, per esempio, sedetevi da Cajdzinica Dzirlo: loro gentilmente forniscono gli avventori di un piattino per consumare la colazione in comodità. Così, con tutto il tempo che ci vuole, senza fretta, ci si gode la colazione contemplando Sarajevo che si anima e si sveglia pian piano.

 

Interno di Dzirlo a Sarajevo

Cajdzinica Dzirlo, Street Kovaci Cilcma 6, Sarajevo 71102, Bosnia e Erzegovina

 

Servizio: ottimo

Ambiente: molto gradevole

Prezzo: 8 marchi, cioè 4 euro

A Parigi non si può non andare da le Blé sucré

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Un viaggio a Parigi, per tutti la città dell’amore, della Tour Eiffel, della Senna… per noi Colazionisti anche la città delle panetterie da urlo, meravigliose con i pani fragranti da inforcare sotto braccio e smozzicare passeggiando.

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Il paradiso per le colazioni, nella patria del burro e del croissant. Non si poteva attendere oltre, per andare a un indirizzo conosciuto eppure non ancora preso d’assalto: le Blé sucré.

Boulangerie moderna, luminosa e accogliente, è la casa dello chef pasticciere Fabrice Le Bourdat.

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Imperdibili i pain au chocolat, quelli all’uvetta e i croissant. Il significato di sfoglia al burro arriverà al massimo della comprensione umana. Il caffè é facilmente dimenticabile, di fronte a queste bontà.

Pochi tavolini fuori, coda dentro. Non fa nulla, si perdona tutto, mangiando.

Ho anche un simpatico aneddoto per concludere la mia visita in questo bel posto: ho chiesto il permesso di fare fotografie, mi è stato accordato. Mentre scattavo, un simpatico signore sulla sessantina mi ha apostrofato in francese con un secco ” Ha chiesto il permesso?” Era un cliente, non il proprietario.

Adoro il clima di ospitalità parigino, anche se di più i pain au chocolat.

 

 

Blé Sucré

Rue Vollon 7, Paris

 

Servizio: buono

Ambiente: gradevole

Prezzo: pain au chocolat e caffé au lait circa 5 euro