New breakfast in London: Dalston e colazioni in nuovi spazi urbani

New breakfast in London: Dalston e colazioni in nuovi spazi urbani

Sappiatelo e non dite che Monsu Barachin non vi aveva avvertito: Dalston è uno dei quartieri londinesi più innovativi del momento.
Un processo di rigenerazione urbana ormai quasi concluso e sancito in qualche modo dalla riapertura nel maggio del 2010, dopo 24 anni di chiusura, della stazione di Dalston Junction, lungo l’Overground.

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Come racconta Arianna Garavaglia sul Sole24ore/Viaggi: ‘La consacrazione ufficiale arriva nell’aprile 2009 quando sul Guardian esce il titolo: «Benvenuti a Dalston, il posto più alla moda della Gran Bretagna. ’ I suoi locali “integrano musica, arte e cibo” e sono sempre più diffusi i loft, inseriti tra i ‘bassi palazzi in mattoni rossi, le classiche terraced houses britanniche e le residenze di edilizia popolare che qualche decennio fa hanno accolto gli immigrati turchi, africani e caraibici.’

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Il cuore pulsante di Dalston è il tratto di Kingsland Road tra le stazioni (Overground) di Dalston Junction e Dalston Kingsland e intorno al Ridley Road Market (proprio di fronte a Dalston Junction) che ogni mattina, tranne la domenica, in uno spirito reggae crescente si anima di bancarelle con prodotti dall’Africa e dei Caraibi confermando la natura multiculturale e popolare di Dalston.
Due dei locali per la colazione che Monsu Barachin vi consiglia sono proprio qui vicino; il primo (Dalston Eastern Curve Garden) è in un vero proprio orto urbano, il secondo (Dalston Roof Park) su un tetto tra prati artificiali e sdrai temporanei.

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Entrare nel Dalston Eastern Curve Garden è un’esperienza molto londinese e molto contemporanea: oltre alla struttura in legno, sotto la qual si trovano sacchi poltrona e divani informali, ci si può sedere in uno dei tavoli sparsi nell’orto e dopo poco ci si dimentica di essere in città. Dolci casalinghi, bevande bio e una sensazione di relax che solo posti del genere riescono ancora a dare in ambito urbano.

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Nel Dalston Roof Park, invece, è bella soprattutto la vista e il mood che si respira; cibi e bevande non sono così significativi, ma qui si viene per vedere Dalston dall’alto, ascoltare musica di tendenza e farsi scaldare dal pallido sole autunnale. Tra i due, ancora il Cafè OTO (18-22 Ashwin St), con un interno ombroso a metà tra sala prove e spazio di co-working.DALSTON10
La vera chicca della zona non è però un vero e proprio caffè, ma un hole in the wall’ (buco nel muro) per usare l’espressione letta sulla mia ultima guida vera bibbia della città; si tratta del Towpath Cafè (36 De Beauvoir Cres,Hackney) sul Regents’ Canal nel tratto tra De Beauvoir Rd e Hertford Rd.
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Qualche tavolo tra la passeggiata a bordo acqua e quelle che erano le rimesse di barche e canoe; uno stile volutamente decadente e derelict chic in nome dell’assoluta informalità e familiarità; le torte e i biscotti sono a vista sul bancone e le bevande calde servite in tazze vintage e vissute, vedi sbeccature e colori e pattern anni ’70.

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Il caffè espresso  e il cappuccino (per gli standard italiani) discreti e i dolci dall’aspetto casalingo e genuino sono nel complesso molto buoni (io ho assaggiato la olive oil and lemon cake e il chocolate and fudge bar con cappuccino e milk tea).
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Continuando lungo il canale si incontrano altri caffè interessanti, molto in sintonia con il mood della zona, Barge House (46a De Beauvoir Cres), Arepa & co (58A De Beauvoir Cres), The Proud Archivist (2-10 Hertford Rd) che è anche spazio di co-working fino al By the bridge Cafè proprio sul ponte; difficile scegliere dove fermarsi e poi soprattutto rialzarsi dopo lunghe chiaccherate e osservazioni rilassate dei movimenti circostanti: vedi runners, bikers, kajak o anche solo famiglie di cigni o anatre in gita sul fiume.

Giorgio Pugnetti Circa Giorgio Pugnetti

Abito in provincia ma non riesco a stare più di due giorni lontano da Torino dove mi travesto da Monsu Barachin per provare e fotografare nuove pause pranzo.

Adoro viaggiare ma ancora di più le guide di viaggio: vorrei andare almeno una volta all'anno in Giappone, Londra, Napoli, NYC e in Sicilia ma mi accontento anche solo una di queste mete.

Complice mia moglie, amo fare la spesa saccheggiando mercati, supermercati e negozietti; l'importante è arrivare a casa sempre con qualcosa (di alimentare e a km 0) appena acquistato.

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