Colazioni nel cuore vittoriano di Londra

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Dopo avervi raccontato le colazioni dei quartieri emergenti o dei suoi immensi parchi lussureggianti, IlColazionista per il #quarantesimo di Monsu Barachin ritorna nel nucleo vittoriano di Londra: nomi di quartieri come Belgravia, Mayfair, Fitzrovia che evocano un vivido passato, forse il più glorioso e ricco della storia britannica.

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Il primo locale che vi consigliamo è un inno alle colazione della mamma o della nonna e le ricette di molti piatti, in particolare le torte e le confetture, sono di Muriel, ovvero la nonna di Charlotte e Sam, creatori e titolari dei tre locali Muriel’s Kitchen attualmente in città tra Kensington e Soho.

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Grande cura e selezione delle materie prime (frutta, verdure e uova biologiche) e un interno che ricorda effettivamente una casa vittoriana della nonna, accogliente senza essere risultare stucchevole: blueberries pancakes ottimi, porridge espresso con banana e miele, full english breakfast da manuale, qualche rivisitazione con avocado e uova in camicia.

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Per il secondo locale ci spostiamo nel cuore di Fitzrovia: un nome bellissimo Lantana’s, fiore australiano come del resto la titolare, nonché creatrice dei piatti, dei dolci e delle insalate, disponibili anche per l’asporto, secondo la comunissima consuetudine londinese.

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Piatti contemporanei per il brunch (e pranzo) come bagel con salmone, mascarpone al wasabi, uova in camicia, cipolla rossa e ravanelli, Spicy pork burger, Anatra al caramello piccante con insalata di noodle di riso e dolci della tradizione inglese quanto mai rassicuranti: in primis il loro classico crackers cake, sorta di muffin con frutta fresca e secca all’interno e frosting di cream cheese, chocolate cherry bar, lemon polenta cake. Discreto caffè espresso (macchina italiana e blend monorigine anche in vendita), smoothie e tutta la cucina del mondo mixata con leggerezza e creatività.

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L’ultima tappa – Fitzrovia verso Mayfair e Soho – è un indirizzo che vi consigliamo per il caffe (espresso e all’americana con vari blend in giro per il mondo) e una (possibile) take away breakfast a base di torte, biscotti, insalate, sandwich; a noi è piaciuto per l’atmosfera tra hipster e grunge, con legno grezzo nelle sedute e nei tavoli e un’iconica bicicletta grigia come insegna, la possibilità di starvi delle ore con il vostro laptop.

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Noi abbiamo preso un ottimo caffe americano (blend Rwanda-Karambi, anche in vendita in busta) accompagnato da un sandwich con avocado, peperoni verdi, cetriolo, mascarpone e salsa verde e da una mini sponge cake con fragole e champagne.

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Ultimo tip per colazioni rustiche e genuine, soprattutto take away, Gail’s bakery con tantissime sedi a Londra, anche in zona con una a South Kensington e una a Bloomsbury: un ottimo pane, e panini farciti, a lievitazione naturale (i nostri preferiti con aglio caramellato, con ciliegie selvatiche, patate e rosmarino), Cinnamon bun, Croissant & pain au chocolat, Sausage roll, Raspberry financier, Maple & pecan drop scone, Carrot cake.
Se dovete scegliere un’autentica English bakery, venite qui.

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Verde pistacchio e arancio albicocche. La nostra palette colori per l’estate 2017.

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Può una confettura, essere bella ancora prima di essere buona?
Per noi, stylist dell’ultim’ora, sì.
E così nasce la nostra confettura alle albicocche al profumo d’arancio e granella di pistacchi.

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A dirla tutta per Monsu Barachin l’abbinamento albicocca e arancio è ormai storico: due frutti molto diversi uniti dalla tonalità arancio, un frutto esalta l’altro: ci mancava solo qualcosa per rendere la confettura ancora più particolare e bella.

Complice un mio classico dolce estivo, ovvero lo strudel con albicocche e pistacchi, è nata questa confettura: da mangiare così sul pane e le fette biscottate e una tazza di caffelatte, ottima per farcire biscotti o crostate, molto golosa in abbinamento a formaggi freschi come ricotta e cream cheese.

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ingredienti

albicocche ben mature 1 kg
zucchero semolato 350 g
pectina 3:1 (tipo FruttaPec 3:1) 25 g
pistacchi 100g
Grand Marnier
1 bicchierino
scorza e succo di
1 arancia estiva (non trattata)

preparazione

Lavare e tritare grossolanamente le albicocche e versarle in una pentola capiente con lo zucchero e la pectina.
Portare a bollitura, aggiungere gli aromi e la frutta secca a pezzetti e far cuocere per 10 minuti.
Riempire i vasetti di vetro – precedentemente sterilizzati – con la confettura ancora calda.
Ruotare i vasetti a testa in giù per 15 minuti, rivoltare e, una volta freddi, conservare in dispensa.
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Torta all’acqua 2.0: al posto dell’acqua (calda) il té alla menta.

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Prima c’era la Torta all’acqua (e ne abbiamo anche parlato sul blog): vegana, pratica (è difficile che in casa non abbiate farina, lievito e olio di semi), veloce.
Solo un po’ troppo sabbiosa e poco consistente per i miei gusti.

Poi è stata la volta della Torta all’acqua 2.0: una normale torta con uova e latte a cui si aggiunge l’acqua molto calda prima della cottura con l’obiettivo di renderla (ancora) più morbida e leggera.

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Come per la Torta all’acqua avevo sostituito l’acqua con del succo d’ananas, ho deciso una variante estiva e speziata della Torta all’acqua 2.0, sognando Marrakech e le sue colazioni in terrazza con tè alla menta e i pasticcini arabi.

Come preparare un ottimo te alla menta marocchino, ve l’avevamo insegnato qui.

A questo punto si tratta di prepararne una tazza e metterla da parte.
In un ciotola rompere due uova, sbatterle con 200 g di zucchero, 60 g di olio, 100 g di yogurt greco, 200 g di farina, ½ cucchiaino di zenzero in polvere (o altra spezia: cannella, cardamomo, …), 1 bustina di lievito in polvere (15g) e poi poco prima di versare l’impasto nella teglia (diametro 18/20) amalgamare il te ancora caldo. Far cuocere per 45/50 minuti in forno statico a 180°, al termine dei quali verificarne la cottura con la so9lita prova dello stecchino.
Buona così, la potete ricoprire del cioccolato fondente fuso (70 g) normale o con cristalli di menta (per rimanere in tema), zenzero o limone.

Neanche dirlo: ottima con il tè alla menta (anche freddo).

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Colazioni (come in famiglia) nel cuore di Barcellona: Gracia

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Sono stato un viaggiatore abituale nella capitale catalana ai tempi dell’Università per il legame indissolubile della città con il design, il locale Disseny; nel tempo me ne sono però un po’ disamorato perché la trovavo ogni volta più commerciale e turistica.

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Poi un pomeriggio di inizio giugno, ho preso la metro e scendendo alla fermata Joanic ho scoperto una nuova, ma vecchia e storica Barcellona: il quartiere Gracia.

Distante dalle orde turistiche dell’Exaimple e di Barceloneta, Gracia è un quartiere vivo, fatto di famiglie, bambini ed anziani, che fanno la spesa al Mercat de l’Abaceria, comprano pastissos e bombons alla Pastisseria Montserrat, passeggiano e sostano nelle sue piazze strette e lunghe.

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Tanti negozi storici e tanti nuovi aperti da poco con attenzione però all’artigianalità, alla cura delle piccole cose, alla relazione con il cliente finale.

Ho comprato, degustato, osservato la gente passeggiare e, da buon colazionista, vi dirò i posti che ho amato di più: uno per la colazione dolce, anzi dolcissima con torte, biscotti e cioccolata calda, un altro per spuntini salati da tarda colazione, per gli orari italiani, quasi pranzo 😉

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Da Nena
si ritrovano tutti bambini e le loro famiglie per la merenda o per la colazione nel weekend con una fetta di torta e un bicchiere di latte caldo o una tazza di cioccolata; è sembrato a me di ritornare bambino, perché i giochi, le affiches pubblicitarie sono quelle della mia infanzia.
Le torte casalinghe e imperfette sono tante e accontentano i gusti di tutti: visto il clima estivo io ho fatto colazione con horchata de chufa casalinga e una semplice ma buonissima ensaimada.

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Manco a dirlo anche durante la mia visita tanti bambini che scorrazzavano tra dentro e fuori, signore che prendevano il tè, qualche viaggiatore occasionale: la colazione del cuore a Barcellona.

GRACIA_7Se invece, dopo eventuali bagordi notturni, vi svegliate tardi o semplicemente siete di quelli che preferiscono il salato al dolce, allora il posto giusto per voi è il Bar Virreina sulla piazza omonima, una delle più vive e iconiche del quartiere.

GRACIA_6Il nostro sandwich con arrosto di tacchino era fatto con vero arrosto di tacchino (non l’affettato), e abbondante, uova, formaggio e pane in cassetta di panetteria; io ci ho accompagnato una spremuta d’arancio, vi invito ad osare un po’ di più con un calice di vino o una cerveza freddissima.
C’era chi consumava un gazpacho e chi un croissant di sfoglia, gli interni sono altrettanto suggestivi con la loro atmosfera retrò anni ’50, ma se il clima lo permette, state fuori: mai un ozio è stato più rigenerante.

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Colazionando verso sud/2. Sfogliatelle, babà e pastiere a Torino.

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Continua il viaggio de IlColazionista alla ricerca delle migliori colazioni verso Sud in città.
Protagonista oggi Napoli e tutte le sue specialità da prime colazioni partenopee: sfogliatelle (ricce e frolle), babà, pastiere, graffe e zeppole.

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Due sono le enclavi della pasticceria napoletana a Torino, per coincidenza neanche troppo distanti l’una dall’altra essendo entrambe in zona Porta Susa: Pasticceria Amici Miei e Pastarell.

La prima su corso Vinzaglio è nata qualche anno fa come laboratorio per preparare i dolci destinati alle varie pizzerie Amici miei: il laboratorio c’è ancora, ma oggi è possibile assaggiare tutte le loro specialità in un locale dedicato e consumare nel periodo estivo la colazione comodamente sotto gli ampi e alti portici del corso.

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Dolci buonissimi e freschissimi (tra i nostri preferiti: sfogliatelle ricce e mini babà con crema e amarene), caffè e cappuccini come da manuale e qualche coccola che ci invita a ritornare spesso: vedi ciuffo di panna montata (direttamente dal sac-à-poche) sul cucchiaino a lato della tazzina.

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Proprio davanti la vecchia stazione di Porta Susa (piazza XVIII dicembre) troviamo un piccolissimo locale ad alta concentrazione pasticcera: da Pastarell è preferibile il consumo al bancone (pochi posti a sedere tra dentro e fuori), ma una qualità delle pastarelle altissima: tra i croissant alla crema di pistacchio o con crema e amarene, le briosce con crema pasticceria (e veri semi di vaniglia) e le zeppole con varie farciture c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
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Un tripudio di colori e sapori che invita il cliente a farsene un scorta per colazioni condivise in ufficio o celebrazioni di riti domestici.
Ci si sente davvero come a Napoli e la tradizione del caffè sospeso ce lo conferma.

Abbiamo apprezzato anche le sfogliatelle e le mini pastiere di Pisapia, storica pasticceria e caffè in Piazza Madama Cristina, le ottime pastiere e zeppole da Enzo e Grazia (in zona Parella) e, in tema sfogliatelle & co., ci hanno consigliato Pasticceria Beatrice La Smorfia in piazza Galimberti (zona Lingotto) e Pasticceria Lovreglio di Via Pertinace (zona Mirafiori Nord).

E voi: dove avete mangiato la migliore sfogliatella in terra sabauda?
Dove comprate la pastiera per Pasqua?
Fateci sapere 😉

Foodstock: coltivare frutta e trasformarla in confettura

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“Foodstock, frutta e verdura come non l’hai mai immaginata”: così si definisce questa piccola grande azienda agricola di Trofarello (TO) che coltiva i propri prodotti e li trasforma in deliziose confetture, conserve, chutney, sciroppi e aceti di frutta.

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Ma partiamo dall’inizio: abbiamo conosciuto Filippo scambiandoci qualche messaggio su Instagram. Quando ci ha parlato della sua piccola azienda e di come il suo progetto è nato ci ha subito conquistati. Infatti lui e la zia sono partiti proprio seminando e coltivando frutta, verdura, erbette selvatiche (lui stesso mi scrive “quelle che le nonne sapevano riconoscere nei campi) e fiori eduli.

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Raccolgono poi i frutti del loro faticoso ma meraviglioso lavoro e preparano insolite e deliziose confetture e altre cose particolarissime. Quando ci ha inviato l’elenco di quelle disponibili non sapevamo proprio da dove cominciare!

Per farvi un esempio “Albicocche e rabarbaro“, “Amelanchier“, “Ciliegie e semi di Chia bianca“, “Goumi del Giappone“, “Mele antiche e scorze di limone“…..E molto, molto altro!!!

Cosa abbiamo assaggiato noi per ora? Uva spina bianca: squisita e adattissima per questo periodo caldissimo! Fresca, dolce al punto giusto, succosa e con una punta di aspro che la rende davvero speciale.

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A questo punto dobbiamo assolutamente assaggiare gli altri squisiti prodotti!!

I motivi per cui ci siamo appassionati a questo progetto: l‘idea che qualcuno scelga di diventare un “contadino contemporaneo” coltivi con amore e cura frutti “dimenticati”, erbe selvatiche e verdurine speciali. Il fatto che, tra le righe, si legga passione ed energia, a partire dal nome stesso e dal logo (che si ispira a Woodstock, evoca libertà, bellezza e fantasia!).

Trovate Foodstock su Facebook, qui sul loro sito e su Instagram!

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Idee su come gustare le confetture? Ma ovviamente le trovate qui sul nostro sito 😉

Qualche suggerimento:

Brioches leggere

Banana Bread

Pancakes

Treccia al latte

 

Tortino al cioccolato e nocciole (senza accendere il forno)

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D’accordo. Con questo caldo, non vi istigo ad accendere il forno (anche se io personalmente il forno lo accendo anche a 40° all’ombra).
Il tortino che vi propongo infrange un grande taboo, ovvero quello della cottura delle torte nel microonde.
Tempi brevissimi – meno di dieci minuti in tutto – e una morbidezza di cui mi sono stupito anch’io, che avevo ricordi disastrosi di torte in microonde.

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Io ho utilizzato la Brocca MicroCook da 1 l della Tupperware (che – ci teniamo a precisare – non ha sponsorizzato questo post), ma voi potete utilizzare qualsiasi contenitore/teglia in plastica (anche silicone) per cottura in microonde.
Io mi sono ispirato alla ricetta sul loro sito e la a resa finale è una perfetta sintesi tra il fondant au chocolat (senza farina) e la torta caprese; visto il risultato soddisfacente io ne ho già in mente una versione bianca con mandorle, limone e cioccolato bianco.

Spezzettare 120 g di cioccolato fondente e tagliare 35 g di burro in 2-3 pezzi, metterli entrambi nel contenitore (di cottura) coprite e fare cuocere per 2 minuti a 600 W.

Aggiungere il resto degli ingredienti (35 g di farina di nocciole, 30 di farina 00, 7 g di lievito chimico sciolto in 5 ml di latte, 3 uova, 70 g di crema spalmabile al cioccolato e nocciole/tipo Nutella® e un pizzico di sale) uno alla volta, continuando a mescolare, fino ad ottenere un composto omogeneo. Posizionate il coperchio a 90°C e fate cuocere per 7 minuti a 600 W.

Lasciare riposare per 5 minuti ed sformare con una spatola in silicone.

Spolverare con zucchero a velo e decorare con frutti a rossi (lamponi, ribes, mirtilli) che in questo momento impazzano.

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Fateci sapere se anche voi usate il microonde per le torte della vostre colazioni e con quali ingredienti?
Siamo molto curiosi 😉

Xurros, chocolate e colazioni a Barcellona tra Exaimple e Barrio Gotico

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Se già le colazioni italiane, in particolare quelle del Sud Italia, sanno di opulenza, quelle spagnole sono apertamente sfrontate e peccaminose.
Parlo dei xurros (fritti) affogati nel cioccolato fondente denso e fondente: il modo migliore per iniziare qualsiasi giornata, ancora di più alla scoperta o riscoperta di Barcellona.
I locals mi dicono che la cioccolata, effettivamente molto calorica, è sostituita da un caffelatte – da consumarsi in bicchiere di vetro – ma i xurros sono comunque una costante.

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Nella capitale catalana IlColazionista ci era già venuto
e aveva fatto tappa alla storica Xurreria Trebol (trifoglio) poco distante dalla Casa Milà di Gaudì e da Casa Comalat all’incrocio con l’Avenida Diagonal.
Qui oltre i classici, xurros (giganti) ripieni di crema alla vaniglia, caramello o cioccolato, xurros glassati al cioccolato e xuxos (tipo bomboloni allungati) ripieni di crema pasticceria.

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La nostra ultima visita a Barcellona è cominciata tra Barrio Gotico e El Raval nella Xurreria Laietana che dagli anni sessanta prepara e frigge xurros a ciclo continuo tutto il giorno.
Nulla qui sa di finzione: un interno autenticamente retrò, solo clienti locali, il titolare impasta manualmente con un grande mastello in legno farina e acqua bollente e contemporaneamente ne frigge altri nell’olio bollente.CHURROS_CHOCOLATE_3
Li mangiate appena fatti affogati nel cioccolato e pensate che difficilmente avete iniziato la giornata in modo più dolce.

CHURROS_CHOCOLATE_2Se, rimanendo in zona, volete gustarvi una colazione nel filo della tradizione, allora IlColazionista vi consiglia due pasticcerie che dall’800 hanno fatto e continuano a fare la storia della pasticceria catalana: Pastisseria La Colmena (Plaça de l’Àngel, 12) e, spostandosi verso le Ramblas e il Mercado de la Boqueria, Escribà.
Assaggiate una qualsiasi delle loro paste: ensaïmadas, coca de llardons, montserratina o de cabell d’àngel, coques con crema cremada o de poma, encasadas.
Tutto ciò che assaggerete, in loco o per l’asporto, pagandolo adeguatamente, vi dimostrerà che la pasticceria è capace di custodire e tramandare deliziose tradizioni gastronomiche.

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Piccole brioches leggere per le colazioni d’estate

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Pare che l’estate sia arrivata. Il profumo di fiori di tiglio si espande dolce la sera, la voglia di uscire a godersi le temperature tiepide prevale su ogni altra cosa.

Per chi come me ama sfornare torte, crostate e biscotti non si mette molto bene… Accendere il forno durante il giorno può essere un tantino impegnativo (non nascondo che a volte non resisto e lo uso comunque).

Ma cosa c’è di meglio che preparare qualcosa di buono la sera tardi, magari per la colazione del mattino dopo? O alzarsi all’alba per infornare i biscotti che hanno riposato in frigo tutta la notte?
Così, l’altra sera, prima di cenare ho impastato dei cornetti: amo le brioches in tutte le salse e questi mi sembravano perfetti anche da farcire una volta cotti e raffreddati. Il valore aggiunto di questa ricetta è la leggerezza degli ingredienti. Penso a chi ha voglia di arrivare all’estate un pochino più in forma ma senza però rinunciare a godersi la colazione in santa pace. Noi qui sul blog vi offriamo moltissime alternative salutari e squisite allo stesso tempo.

Ma veniamo alle nostre briochine leggere.
Ho trovato questa ricetta sfogliando Mamma che chef tempo fa. L’avevo appuntata sul mio quadernino delle ricette ed eccola qui.

Ingredienti

120 g di farina tipo “1”
130 g di farina Manitoba
150 ml di latte di soia
40 g di zucchero di canna
30 g di olio di semi
3,5 gr lievito di birra secco
metà cucchiaino raso di sale
la buccia di limone grattugiata

Preparazione

Ho messo le farine in una larga ciotola dopo averla setacciata con il lievito secco e lo zucchero.

Ho fatto il classico “buchetto” nella farina e ho aggiunto il latte, l’olio di semi e un pizzico di sale. Ho impastato bene con le mani per circa un quarto d’ora e poi ho lasciato lievitare l’impasto coperto da un asciugamano da cucina
per tutta la serata, direi per circa 2 ore. L’impasto deve gonfiare fino quasi a triplicare.
L’ho poi steso su un tagliere ben infarinato usando un mattarello. Bisogna ottenere una sfoglia sottile e formare un cerchio di pasta come se stessimo facendo la pizza. Poi, con un coltellino affilato, ho diviso il cerchio in quattro parti, e poi ancora, ogni parte in due. Ho così ottenuto otto triangolini.

Ora viene il bello. Bisogna arrotolare ogni triangolo partendo dalla base fino alla punta e poi formare una mezza luna.
Dopo aver messo tutti i piccoli cornetti sulla carta da forno precedentemente stesa su una grossa teglia, li ho lasciati riposare tutta la notte.
La mattina dopo, appena sveglia, ho acceso il forno a 180 gradi e li ho fatti cuocere per 15 minuti esatti. Il profumo ha letteralmente invaso la cucina.
Pronti per il caffè!

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Qui ho seguito le indicazioni di “Mamma che chef”: ho messo quelli avanzati in un sacchettino per alimenti e la mattina dopo li ho scaldati per due minuti e farciti con una marmellata spettacolare di cui vi parlerò presto in un post dedicato! Erano ancora squisiti e morbidissimi.

 

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La Torta dei Cantoni con le ciliegie (dal Manuale di Nonna Papera) e la #colazionedeipapà

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Ritorna per l’appuntamento di maggio la #colazionedeipapà, sempre a partire dalle ricette del Manuale di Nonna Papera, ripresa ufficialmente il mese scorso.
Per questo periodo di quasi estate ho scelto una torta semplicissima, leggera e con frutta di stagione, ovvero le ciliegie che piacciono praticamente a tutti.

L’unica noia della ricetta, ma come del resto tutte le preparazioni a base di ciliegie, è snocciolare le ciliegie con conseguente tintura globale di mani, tavolo, vestiti; se li sopportate, usate i guanti monouso oppure mettetevi all’aperto: non dovrete preoccuparti di sporcare tutto ciò che avete vicino.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_1 Semplificando molto, la Torta dei Cantoni (chissà poi perché una torta alle ciliegie viene associata alla Confederazione Svizzera?) ricorda molto un pan di spagna essendo molto ricca di uova, ma resa più leggera dal pane ammollato nel latte e dal liquore di ciliegie.

Rispetto alla preparazione del manuale, io ho suddiviso le ciliegie tra metà e sopra l’impasto, a differenza della ricetta originaria, dove tutte le ciliegie erano inserite sopra metà impasto, “in modo da avere una specie di grosso panino imbottito” e ho aggiunto del cioccolato in scaglie che con le ciliegie ci sta sempre bene.

TORTA_CANTONI_COLAZIONE_PAPA_2Se amate l’accostamento ciliegie e cioccolato, potete aggiungere all’impasto un cucchiaio di cacao amaro: io la proverò presto questa versione cioccolatosa.

Che cosa occorre:
gr 300 di ciliegie snocciolate; gr 150 di zucchero; gr 15 di burro; 4 uova; 4 cucchiai di pane grattugiato; un bicchiere di latte; un bicchierino di kirsch o maraschino; un cucchiaio di farina; una noce di burro; scorza di limone grattugiata; + gr 50 di cioccolato in scaglie.

Come si procede:
sbattete il burro con lo zucchero finché diventa una specie di schiuma, poi aggiungete i tuorli, il pane grattato ammorbidito nel latte e il kirsch. Sempre mescolando, aggiungete la farina, la raschiatura del limone, le scaglie di cioccolato e gli albumi montati a neve. Imburrate una tortiera e metteteci metà dell’impasto, ricopritelo con metà delle ciliegie snocciolate e ricoprite con il resto della pasta, spargendo le restanti sull’impasto.
Cuocete a forno caldo (180°) per quaranta minuti.