Bar Necci a Roma

Bar Necci a Roma

Serena ci aveva già regalato un post su Copenhagen, ci ha fatto felici e si è unita al gruppo dei Colazionisti la leggeremo spesso e siamo contentissimi !

di Serena Canu

Durante un’incursione romana mi sono ritrovata, dietro consiglio dei locali, al Pigneto alla ricerca del bar Necci. Ci sono posti in cui la colazione è molto più di un croissant e un cappuccino. Fra un banco di dolci da provare e un tè da bere con calma si possono nascondere, ad esempio, storie del passato cariche di fascino.

Ricordate “Ragazzi di vita” o “Accattone” di Pasolini?

Ecco, il bar Necci è il luogo che fa da sfondo a entrambe le opere, scelto per raccontare la Roma degli anni ’50­’60 e la vita che scorreva in quel periodo.

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Pur avendone sentito parlare spesso, non ero mai stata al Pigneto ed è stata una bella scoperta. A pochi passi dalla nuova fermata della metro C questo angolo di Roma è più o meno come potevo immaginare la capitale lontano dal passeggio turistico e dai quartieri dormitorio della periferia. Certo, il passaggio è stato fugace e negli anni sicuramente sono cambiate tante cose, ma c’è quell’aria rilassata che poche volte mi è capitato di sperimentare in giro per le strade più frequentate della Capitale.

E il bar Necci si inserisce perfettamente all’interno di questa cornice un po’ nostalgica, con i murales, i giardinetti con i giochi per i bambini, le strade strette e le panetterie agli angoli. Veniamo al punto, com’è stata questa colazione nel bar che, a detta di alcuni, è conosciuto come il preferito da Pasolini, luogo ormai ultranovantenne (ha aperto nel 1924)?

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Sono arrivata nella tarda mattina di un sabato di inizio ottobre, con il clima ancora mite e tante persone sedute nel giardino esterno. L’interno è informale, con un banco di prodotti da forno ­ soprattutto dolci ­ e dei bei tavolini a scacchi, divanetti e quadri nella saletta sala attigua. Il tutto rende l’atmosfera piacevole e, se questo non fosse abbastanza, un aiuto lo danno anche i sorrisi e la disponibilità del personale.

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La scelta è stata difficile per cui alla fine, in tre, abbiamo ordinato due pezzi di torta e due cornetti, accompagnati da cappuccino normale e di soia. Ci siamo accomodati nel giardino, sotto i vecchi alberi che danno l’idea di essere lì da tempo, e ci siamo lasciati andare a una rilassata colazione che sapeva ancora di vacanza. Io sono stata conquistata da una fetta immensa di torta di mandorle, pere e cioccolato riscaldata leggermente per l’occasione, ma anche il cornetto integrale e quello con i semi di papavero non erano affatto male!

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I cappuccini di soia, poi, hanno soddisfatto il bisogno di cose buone del sabato mattina di due vegetariane.
La selezione di dolci è sicuramente un buon motivo per provare questo posto, anche se Necci è soprattutto il posto dove sicuramente tornerei per passare un po’ di tempo tranquilla, senza fretta, magari con un giornale aperto sul tavolo o un libro fra le mani o anche per fare lunghe chiacchiere con un amico. Suppongo che in alcuni momenti della giornata sia più difficile rilassarsi e che attorno all’ora di pranzo (si può anche mangiare qualcosa di più sostanzioso, sia a metà giornata che a cena) sia più affollato, ma finché le giornate sono calde lo spazio all’aperto mi è sembrata una garanzia per chi è alla ricerca di un’oasi abbastanza tranquilla. L’ambiente informale e il chiacchiericcio sono il completamento naturale di un locale come questo.

Insomma, sarà stata l’idea di un’eredità pasoliniana, il sole di ottobre o la predisposizione che si ha durante un weekend di vacanza, ma io ho deciso di inserirlo nell’elenco dei luoghi da ricordare durante una visita a Roma.

Se servisse un altro incentivo, i prezzi sono più che onesti. Per 2 croissant, 2 fettone di torta (più costose delle normali paste) e 3 cappuccini circa 13 euro.

Bar Necci dal 1924
http://www.necci1924.com/
Via Fanfulla da Lodi, 68 – 00176 Roma

Circa Cristina

Agronomo intollerante al latte, moglie caffeinomane, madre impastatrice compulsiva, knitter all'ora del tè.

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