Aringhe a colazione, only the brave !

Aringhe a colazione, only the brave !

Aringhe a colazione altro che cruffin !

Sono stata alcune volte in Scandinavia, le pasticcerie sono fantastiche, i dolci imponenti, torte monumentali multipiano, cascate di crema e panna a volontà, la danish pastry è rinomatissima. E dunque dove sono i duri scandinavi che la mattina divorano aringa gareggiando con le foche? Non so rispondervi, ma ho visto l’aringa solo nella profonda provincia svedese.

Matjessill

Non è difficile immaginare come nel passato per i ceti meno abbienti l’aringa potesse essere base dell’ alimentazione, un po’ come in Pianura Padana era polenta a cena, pranzo, merenda e colazione. Ma torniamo alla nostra aringa. Per noi popolo da cappuccino e brioche, già la colazione salata è di difficile approccio ( io l’adoro, ma non faccio testo ) figuriamoci pesce e pure dal gusto spiccato! Nei locali si trovano aringhe servite su pane nero con diversi condimenti, ma sono versioni raffinate, filetti, mentre la mattina, vengono proposte dure e pure nella loro inequivocabile veste di pesce.

Aringhe

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In un piccolo albergo occupato solo da trasfertisti al mattino la colazione è abbondante, gente che lavora signora mia. Le aringhe che ho assaggiato – ebbene sì – erano marinate in agrodolce e … deliziose. Morbide, gustose e senza quel gusto tipico del pesce che al mattino obiettivamente non sarebbe molto invitante. Lungi da me proporre le aringhe a colazione alla mia famiglia, ma mi è venuta la curiosità di sapere come fossero fatte perché se prima delle 12 alle nostre latitudini non sono proponibili, dopo sono certamente un piatto interessante. Potremmo chiamarla cucina fusion, dove fusion riguarda però l’orario in cui servire la pietanza :-D.

Ho cercato la ricetta e ho escluso categoricamente quelle che prevedono fra gli ingredienti il limone. In quelle che ho assaggiato l’acidulo proveniva sicuramente da aceto, magari di mele, ma non certo dal limone.

Per 6 – 8 filetti di aringa

150 ml di aceto bianco

300 ml di acqua

1 cipolla piccola a cubetti

2 cucchiai di aneto tritato fresco

1/2 cucchiaio di semi di senape

1 cucchiaio di zucchero

qualche chiodo di garofano e anice stellato

Sommergere i filetti e lasciarli a riposare almeno 6 ore, ma meglio 12. Si scolano i filetti e son pronti per l’assaggio, salare non dovrebbe essere necessario, ma non si sa mai.

Se non avete voglia di provare a prepararle non vi resta che fare un salto da Ikea.

 

foto di Barbro Uppsala's

 

 

 

Circa Cristina

Agronomo intollerante al latte, moglie caffeinomane, madre impastatrice compulsiva, knitter all'ora del tè.

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